Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 838 c.c. – Espropriazione di beni che interessano la produzione nazionale o di prevalente interesse pubblico

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Salve le disposizioni delle leggi penali e di polizia, nonché le norme dell’ordinamento corporativo e le disposizioni particolari concernenti beni determinati, quando il proprietario abbandona la conservazione, la coltivazione o l’esercizio di beni che interessano la produzione nazionale, in modo da nuocere gravemente alle esigenze della produzione stessa, può farsi luogo all’espropriazione dei beni da parte dell’autorità amministrativa, premesso il pagamento di una giusta indennità.

La stessa disposizione si applica se il deperimento dei beni ha per effetto di nuocere gravemente al decoro delle città o alle ragioni dell’arte, della storia o della sanità pubblica.

In sintesi

  • Espropriazione per abbandono produttivo: se il proprietario abbandona la conservazione o la coltivazione di beni rilevanti per la produzione nazionale, può essere espropriato previo diffida e indennizzo.
  • La norma consente l'espropriazione anche in assenza di un'opera pubblica specifica, quando l'inerzia del proprietario pregiudica interessi produttivi nazionali.
  • La procedura richiede diffida, ordinanza e decreto ministeriale.
Indice dei contenuti

L'articolo 838 c.c. prevede una forma speciale di espropriazione per abbandono: quando il proprietario di beni rilevanti per la produzione nazionale trascura gravemente la loro conservazione o coltivazione, l'autorità pubblica può espropriarlo, previa diffida, con pagamento di indennizzo.

Ratio della norma

L'art. 838 esprime la funzione sociale della proprietà (art. 42 Cost.): il proprietario non ha solo diritti ma anche obblighi di gestione produttiva quando i suoi beni interessano l'economia nazionale. La norma è pensata per aziende agricole, industriali o estrattive di rilevanza nazionale il cui abbandono pregiudicherebbe gravemente l'interesse collettivo. Il meccanismo è graduato: prima la diffida a riprendere l'attività, poi l'espropriazione come extrema ratio.

Analisi del testo: procedimento

Il procedimento prevede tre fasi: (1) Diffida: l'autorità competente intima al proprietario di riprendere o migliorare la gestione entro un termine congruo. (2) Ordinanza ministeriale: se il proprietario non ottempera, il Ministero competente emette un'ordinanza che accerta l'abbandono e avvia il procedimento espropriativo. (3) Decreto di esproprio: emesso con le forme previste dalle leggi speciali, stabilisce il trasferimento della proprietà all'ente pubblico o al privato subentrante, con pagamento di un'indennità determinata ai sensi delle norme espropriative. La norma prevede che, «salve le disposizioni delle leggi penali e di polizia», esistano già sanzioni per l'abbandono abusivo, ma l'espropriazione è lo strumento più incisivo.

Applicazione pratica e casi attuali

L'art. 838 ha trovato applicazione soprattutto in ambito agricolo (abbandono colturale di fondi irrigui o di pregio), minerario (abbandono di giacimenti strategici) e industriale (dismissione di stabilimenti in zone di crisi). Nel diritto moderno, strumenti analoghi si trovano nella legislazione sulle aree industriali dismesse (d.l. 98/2011, art. 43), nei contratti di sviluppo (d.l. 83/2012) e nelle norme sulla bonifica dei siti contaminati (d.lgs. 152/2006).

Connessioni con altre norme

L'art. 838 va coordinato con l'art. 834 c.c. (espropriazione per pubblica utilità), l'art. 832 c.c. (funzione sociale della proprietà), l'art. 42 Cost. e il d.P.R. 327/2001 (TUE).

Pronunce della Corte Costituzionale

Corte Cost., sent. n. 301/1983

NON FONDATA

La Corte ha dichiarato non fondate le questioni di legittimita costituzionale sollevate sulle norme che disciplinano l'assegnazione coattiva di terre incolte (con riferimento agli artt. 3, 24, 42, 43, 44, 97 e 113 Cost.), sottolineando che la disciplina persegue finalita sociali costituzionalmente legittime e prevede idonee garanzie procedimentali. La pronuncia richiama l'art. 838 c.c. come modello generale di espropriazione per inerzia del proprietario nella conservazione o coltivazione di beni di rilevante interesse pubblico.

Domande frequenti

Quali beni possono essere espropriati per abbandono ex art. 838 c.c.?

I beni che 'interessano la produzione nazionale': fondi agricoli di pregio, aziende industriali strategiche, giacimenti minerari, strutture estrattive. L'abbandono deve nuocere 'gravemente' alla produzione nazionale, non basta una semplice riduzione di efficienza.

Il proprietario può evitare l'espropriazione ex art. 838 riprendendo l'attività dopo la diffida?

Sì. La diffida è il presupposto necessario dell'espropriazione: se il proprietario ottempera entro il termine concesso, ripristinando la coltivazione, conservazione o esercizio del bene, il procedimento si arresta. L'espropriazione scatta solo se l'inerzia persiste dopo la diffida.

L'indennizzo dell'art. 838 è diverso da quello dell'espropriazione ordinaria?

La norma rinvia alle leggi speciali senza determinare criteri specifici. In via analogica si applicano i principi del d.P.R. 327/2001 (TUE): il valore venale del bene, ridotto in caso di mancato accordo. Tuttavia, il bene abbandonato ha spesso un valore di mercato depresso rispetto alla situazione di piena produttività.

L'abbandono di un terreno agricolo comporta automaticamente l'espropriazione ex art. 838?

No. L'abbandono deve riguardare beni che 'interessano la produzione nazionale' in modo rilevante. Il semplice abbandono di un piccolo fondo agricolo non raggiunge la soglia di rilevanza. La norma è destinata a beni di interesse produttivo strategico, non all'agricoltura minuta.

Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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