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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Disciplina siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico per la riconversione nella Parte Quarta, Titolo V del Codice dell'Ambiente
  • Pone obblighi a carico del responsabile della contaminazione
  • Coordinata con il principio eurounitario 'chi inquina paga' (art. 191 TFUE)
  • Prevede un raccordo con la responsabilità civile ex artt. 2043 e 844 c.c.
  • Affida controlli ad Arpa, Regione, Provincia e — per i SIN — al MASE

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 252 Bis Cod. Amb. — Siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale

D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — testo aggiornato

1. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con la regione territorialmente interessata e, per le materie di competenza, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per gli aspetti di competenza in relazione agli eventuali specifici vincoli di tutela insistenti sulle aree e sugli immobili, possono stipulare accordi di programma con uno o più proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica, e di riconversione industriale e sviluppo economico in siti di interesse nazionale individuati entro il 30 aprile 2007 ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 426 , al fine di promuovere il riutilizzo di tali siti in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale, e di preservare le matrici ambientali non contaminate. Sono escluse le aree interessate dalle misure di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61 , convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89 , e successive modificazioni. L’esclusione cessa di avere effetto nel caso in cui l’impresa è ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347 , convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39 .

2. Gli accordi di programma di cui al comma 1 assicurano il coordinamento delle azioni per determinare i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso e funzionale adempimento per l’attuazione dei progetti e disciplinano in particolare: a) l’individuazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da attuare, sulla base dei risultati della caratterizzazione validati dalle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente; b) l’individuazione degli interventi di riconversione industriale e di sviluppo economico anche attraverso studi e ricerche appositamente condotti da università ed enti di ricerca specializzati; c) il piano economico finanziario dell’investimento e la durata del relativo programma; d) i tempi di attuazione degli interventi e le relative garanzie; e) i contributi pubblici e le altre misure di sostegno economico finanziario disponibili e attribuiti; f) la causa di revoca dei contributi e delle altre misure di sostegno, e di risoluzione dell’accordo; g) l’individuazione del soggetto attuatore degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica, e delle attività di monitoraggio, controllo e gestione degli interventi di messa in sicurezza che restano a carico del soggetto interessato; h) i tempi di presentazione e approvazione degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica; i) la previsione di interventi di formazione, riqualificazione e aggiornamento delle competenze dei lavoratori degli impianti dismessi da reimpiegare nei lavori di bonifica previsti dai medesimi accordi di programma, mediante il ricorso a fondi preliminarmente individuati a livello nazionale e regionale. i-bis) le modalità di monitoraggio per il controllo dell’adempimento degli impegni assunti e della realizzazione dei progetti.

3. La stipula dell’accordo di programma costituisce riconoscimento dell’interesse pubblico generale alla realizzazione degli impianti, delle opere e di ogni altro intervento connesso e funzionale agli obiettivi di risanamento e di sviluppo economico e dichiarazione di pubblica utilità.

4. Ad eccezione di quanto previsto al comma 5, i soggetti interessati di cui al comma 1 non devono essere responsabili della contaminazione del sito oggetto degli interventi di messa in sicurezza e bonifica, riconversione industriale e di sviluppo economico, tenuto conto anche dei collegamenti societari e di cariche direttive ricoperte nelle società interessate o ad esse collegate. A tal fine sono soggetti interessati non responsabili i proprietari e i gestori di siti inquinati che non hanno cagionato la contaminazione del sito e hanno assolto gli obblighi imposti dall’articolo 245, comma

2. 5. Gli Accordi di Programma di cui al comma 1 possono essere stipulati anche con soggetti che non soddisfano i requisiti di cui al comma 4 alle seguenti ulteriori condizioni: a) i fatti che hanno causato l’inquinamento devono essere antecedenti al 30 aprile 2007; b) oltre alle misure di messa in sicurezza e bonifica, devono essere individuati gli interventi di riparazione del danno ambientale disciplinati dall’allegato 3 alla Parte VI del presente; c) termine finale per il completamento degli interventi di riparazione del danno ambientale è determinato in base ad uno specifico piano finanziario presentato dal soggetto interessato tenendo conto dell’esigenza di non pregiudicare l’avvio e lo sviluppo dell’iniziativa economica e di garantire la sostenibilità economica di detti interventi, comunque in misura non inferiore a dieci anni.

6. L’attuazione da parte dei soggetti interessati degli impegni di messa in sicurezza, bonifica, monitoraggio, controllo e relativa gestione, e di riparazione, individuati dall’accordo di programma esclude per tali soggetti ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale e fa venir meno l’onere reale per tutti i fatti antecedenti all’accordo medesimo. La revoca dell’onere reale per tutti i fatti antecedenti all’accordo di programma previsto dalle misure volte a favorire la realizzazione delle bonifiche dei siti di interesse nazionale è subordinata, nel caso di soggetto interessato responsabile della contaminazione, al rilascio della certificazione dell’avvenuta bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati ai sensi dell’articolo

248. Nel caso di soggetto interessato responsabile della contaminazione, i contributi e le misure di cui alla lettera e) del comma 2 non potranno riguardare le attività di messa in sicurezza, di bonifica e di riparazione del danno ambientale di competenza dello stesso soggetto, ma esclusivamente l’acquisto di beni strumentali alla riconversione industriale e allo sviluppo economico dell’area.

7. Al di fuori dei casi che rientrano nel campo di applicazione del comma 5, la pubblica amministrazione può agire autonomamente nei confronti del responsabile della contaminazione per la ripetizione delle spese sostenute per gli interventi di messa in sicurezza e di bonifica individuati dall’accordo nonché per gli ulteriori interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nelle forme e nei modi previsti dalla legge.

8. Gli interventi per l’attuazione del progetto integrato sono autorizzati e approvati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro dello sviluppo economico sulla base delle determinazioni assunte in Conferenza di Servizi indetta dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi dell’ articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 . Alla conferenza di servizi partecipano anche i soggetti pubblici firmatari dell’accordo di programma. Si applicano i commi 6 e 7 dell’articolo 252.

9. COMMA ABROGATO DAL D.L. 31 MAGGIO 2021, N. 77 .

10. Alla progettazione, al coordinamento e al monitoraggio dei progetti integrati di bonifica, riconversione industriale e sviluppo economico in siti inquinati di interesse nazionale di cui al comma 1 sono preposte, con oneri posti a carico delle risorse stanziate a legislazione vigente, una o più società “in house” individuate nell’accordo di programma, di intesa tra il Ministero dello sviluppo economico ed il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che vi provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Sulle aree di proprietà pubblica ovvero nel caso di attivazione degli interventi a iniziativa pubblica, i predetti soggetti sono tenuti ad attivare procedure a evidenza pubblica per l’attuazione degli interventi, salvo quanto previsto dalle disposizioni vigenti per la gestione in house in conformità ai requisiti prescritti dalla normativa e dalla giurisprudenza europea.

11. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e le Regioni e Province Autonome, adotta misure volte a favorire la formazione di nuove competenze professionali, anche in ambito degli Istituti tecnici superiori, in materia di bonifica ambientale, finanziate, nell’ambito delle risorse stanziate a legislazione vigente nonché a valere sulle risorse della programmazione 2014-2020, previamente incluse negli Accordi di programma di cui al comma 1 del presente articolo.

In sintesi

  • Disciplina siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico per la riconversione nella Parte Quarta, Titolo V del Codice dell'Ambiente
  • Pone obblighi a carico del responsabile della contaminazione
  • Coordinata con il principio eurounitario 'chi inquina paga' (art. 191 TFUE)
  • Prevede un raccordo con la responsabilità civile ex artt. 2043 e 844 c.c.
  • Affida controlli ad Arpa, Regione, Provincia e — per i SIN — al MASE
Indice dei contenuti

La disciplina della bonifica dei siti contaminati nel Codice dell'Ambiente ruota attorno a un sistema di obblighi puntuali a carico del responsabile della contaminazione, con un meccanismo di intervento sostitutivo dell'amministrazione e una garanzia reale sul fondo. La norma in esame si colloca all'interno della Parte Quarta, Titolo V, e va letta in coordinamento con i principi unionali di prevenzione e di 'chi inquina paga' (art. 191 TFUE).

Architettura del procedimento

La norma sul tema delle siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico per la riconversione si inserisce nella sequenza procedimentale tipica della Parte Quarta, Titolo V. Tipicamente il sistema prevede una fase di prevenzione immediata, una fase di caratterizzazione del sito, l'analisi di rischio sito-specifica e, ove necessario, l'approvazione di un progetto operativo di bonifica o di messa in sicurezza. accordi di programma per recupero produttivo aree industriali dismesse. Ogni fase ha un proprio termine procedimentale e un proprio atto conclusivo, con la conferenza di servizi quale strumento ordinario di coordinamento tra Regione, Provincia, Comune e Arpa.

Soggetti obbligati e principio 'chi inquina paga'

L'obbligo grava in primo luogo sul responsabile della contaminazione, individuato anche storicamente. In linea generale, la giurisprudenza amministrativa ha consolidato il principio per cui il proprietario non responsabile non è automaticamente obbligato alla bonifica, ferma restando la garanzia reale che grava sul fondo ai sensi dell'art. 253. La norma recepisce così il principio eurounitario di cui all'art. 191 TFUE, valorizzato anche dalla Corte di giustizia in più pronunce in materia di rifiuti e siti contaminati.

Coordinamento con la responsabilità civile

Il regime amministrativo di bonifica convive con la responsabilità aquiliana di cui all'art. 2043 c.c. e con la tutela del vicino ex art. 844 c.c. per immissioni che superino la normale tollerabilità. La Cassazione, in sezione civile, ha ribadito a più riprese la non sovrapponibilità delle due tutele: il privato danneggiato può agire in giudizio per il risarcimento anche quando il procedimento amministrativo sia in corso o si sia concluso con esito positivo.

Profili procedimentali pratici

Sul piano operativo, gli operatori devono prestare attenzione ai termini di comunicazione iniziale, al contenuto della documentazione tecnica e alle interlocuzioni con Arpa per il campionamento. L'Avvocatura dello Stato, nei contenziosi su SIN, ha più volte rappresentato la necessità di una rigorosa tracciabilità delle attività svolte. La giurisprudenza amministrativa, sia di primo grado sia del Consiglio di Stato, ha chiarito che l'inosservanza dei termini non determina automaticamente la decadenza dal procedimento, ma può incidere sulla valutazione di diligenza dell'operatore.

Connessioni con altre discipline

La disposizione va letta unitamente alle norme su AIA (Titolo III-bis Parte Seconda), VIA, gestione rifiuti (artt. 177 ss.) e, ove pertinente, con la disciplina del danno ambientale (Parte Sesta). Il MASE è competente per i siti di interesse nazionale, mentre per gli altri siti la competenza è regionale. In caso di sequestro penale ex art. 247, i rapporti con l'autorità giudiziaria seguono regole peculiari di coordinamento.

Domande frequenti

Chi è il soggetto obbligato a procedere alla bonifica ai sensi dell'articolo 252-bis?

L'obbligo grava in primo luogo sul responsabile della contaminazione. Il proprietario non responsabile non è automaticamente tenuto alla bonifica, ferma restando la garanzia reale ex art. 253. In caso di inerzia del responsabile o di sua mancata identificazione, l'amministrazione può intervenire in via sostitutiva ex art. 250.

Qual è il rapporto con la responsabilità civile per il danno al privato?

Il procedimento amministrativo di bonifica non esclude la tutela risarcitoria del privato danneggiato. Quest'ultimo può agire ai sensi degli artt. 2043 e 844 c.c. per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, anche quando la bonifica sia in corso o sia stata già completata.

Cosa succede se il sito viene sottoposto a sequestro penale?

L'art. 247 disciplina i rapporti con l'autorità giudiziaria: gli interventi di bonifica restano possibili previa autorizzazione del giudice procedente, con modalità che salvaguardino le esigenze del procedimento penale. Le competenze amministrative non sono assorbite da quelle penali.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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