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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Disciplina i diritti dovuti per la concessione e il mantenimento dei titoli di proprietà industriale.
  • Distingue tra diritti iniziali (deposito, concessione) e diritti periodici (mantenimento) per la conservazione del titolo.
  • L'omesso pagamento dei diritti periodici comporta tipicamente la decadenza del titolo.
  • La misura dei diritti è stabilita per legge o decreto e può variare per tipologia di titolo e durata.

Testo dell'articoloVigente

Art. 225 CPI — Diritti di concessione e di mantenimento

D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 — testo aggiornato

1. Per le domande presentate al Ministero dello sviluppo economico al fine dell’ottenimento di titoli di proprietà industriale, per le concessioni, le opposizioni, le decadenze e nullità, le trascrizioni, il rinnovo è dovuto il pagamento dell’imposta di bollo, nonché delle tasse di concessione governativa e dei diritti la cui determinazione, in relazione a ciascun titolo o domanda ed all’intervallo di tempo al quale si riferiscono, viene effettuata con apposito decreto dal Ministro dello sviluppo economico , di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

2. La tassa individuale di designazione dell’Italia nella domanda di registrazione internazionale di marchio, nella designazione posteriore o nell’istanza di rinnovo applicabile ai marchi internazionali esteri che chiedono la protezione sul territorio italiano tramite l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale di Ginevra, ai sensi del Protocollo relativo all’Accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno 1989, ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169 , è fissata nella misura del novanta per cento dei diritti previsti per il deposito della concessione di un marchio nazionale ovvero della rinnovazione.

Commento

L'articolo 225 disciplina uno dei meccanismi fondamentali del sistema della proprietà industriale: il pagamento dei diritti come condizione di ottenimento e conservazione dei titoli. Tale sistema, presente in tutti gli ordinamenti, ha funzione duplice di finanziamento dell'amministrazione e di selezione qualitativa dei titoli effettivamente utili.

Tipologie di diritti

I diritti si distinguono in iniziali e periodici. I diritti iniziali sono pagati al momento del deposito della domanda e della concessione del titolo: coprono i costi di esame e attribuzione del diritto. I diritti periodici (annualità) sono pagati per il mantenimento del titolo: il loro versamento conferma l'interesse del titolare alla conservazione della privativa.

Funzione selettiva

I diritti di mantenimento svolgono una funzione importante di pulizia del registro: titoli per i quali il titolare non ha più interesse non vengono mantenuti, e tornano nel pubblico dominio. Tale meccanismo è essenziale perché evita la stratificazione di titoli inutilizzati che ostacolerebbero la concorrenza e l'innovazione altrui.

Misura dei diritti

L'entità dei diritti è stabilita per legge o per decreto, con possibili variazioni per tipologia di titolo (brevetto, marchio, disegno) e per anno di mantenimento. Tipicamente, i diritti aumentano nel tempo per i brevetti, riflettendo il principio per cui le tutele più durature richiedono giustificazioni economiche più solide.

Decadenza per mancato pagamento

Il mancato pagamento dei diritti entro i termini comporta decadenza del titolo, con effetti dalla data prevista dalla normativa. Sono tipicamente previsti termini di tolleranza con maggiorazione, per consentire la regolarizzazione delle posizioni e prevenire decadenze involontarie. La decadenza è atto automatico ma può essere oggetto di richieste di reintegrazione in casi tassativi (forza maggiore, errori amministrativi).

Coordinamento con titoli internazionali

I diritti italiani si coordinano con quelli previsti per i titoli internazionali (brevetto europeo dopo la concessione, marchio internazionale). Per il brevetto europeo, le annualità dopo la concessione sono pagate negli Stati designati, secondo le rispettive discipline nazionali. Il sistema garantisce coerenza tra titoli nazionali ed esteri sul territorio italiano.

Domande frequenti

Cosa sono i diritti di concessione e mantenimento?

Diritti pagati all'UIBM rispettivamente per la concessione del titolo e per la sua conservazione nel tempo (annualità).

Cosa accade se non pago l'annualità?

Il titolo decade trascorso il termine di tolleranza, con effetti dalla scadenza; in casi tassativi è possibile la reintegrazione.

I diritti aumentano nel tempo?

Tipicamente sì per i brevetti, con annualità crescenti negli anni, mentre per i marchi i diritti di rinnovo seguono uno schema diverso ma altrettanto regolato per legge.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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