Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Articolo 29 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) – Trattamento sotto l’autorità del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento.

Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.

In sintesi

  • L'art. 29 GDPR disciplina il personale autorizzato al trattamento.
  • Il personale tratta i dati solo su istruzione documentata del titolare/responsabile.
  • Eccezione: obbligo specifico imposto dal diritto UE o SM.
  • Identificazione dei soggetti autorizzati: elenco aggiornato, RBAC.
  • La formazione periodica è strumento di effettività e prevenzione breach.
  • Per categorie particolari: segreto professionale (art. 9, par. 3) e obblighi deontologici.
Indice dei contenuti

Personale autorizzato al trattamento

L'art. 29 GDPR disciplina il personale che tratta dati sotto l'autorità del titolare o del responsabile. La regola è chiara: chiunque agisca sotto la loro autorità e abbia accesso a dati personali non li tratta se non è istruito a farlo dal titolare, salvo che lo richieda il diritto UE o degli SM. La norma assicura che il trattamento sia governato dalla volontà del titolare e non da iniziative individuali del personale. È regola di accountability operativa: il personale è strumento, non decisore.

Istruzione documentata (regola generale)

L'istruzione documentata è il pilastro: ogni dipendente, collaboratore, consulente che tratta dati deve farlo sulla base di istruzioni scritte (policy, procedure, brief, mansionari). Le istruzioni definiscono cosa il personale può e deve fare, quali finalità, quali limiti, quali misure di sicurezza adottare. Senza istruzioni documentate, il trattamento è non autorizzato e il titolare risponde di accountability. Le linee guida EDPB hanno richiesto policy granulari per ruoli e formazione documentata.

Eccezione: obbligo legale UE/SM

L'eccezione del par. 1 (obbligo legale UE/SM) opera quando una norma imponga al singolo dipendente di trattare i dati (es. magistrati nell'esercizio delle loro funzioni, dipendenti AdE per controlli fiscali). In questi casi il personale agisce direttamente in forza della legge, non solo dell'istruzione del titolare. È eccezione restrittiva: deve esserci norma specifica che imponga l'obbligo. La giurisprudenza ha applicato la deroga a categorie strettamente professionali.

Identificazione dei soggetti autorizzati

L'identificazione dei soggetti autorizzati è prassi essenziale. Il titolare/responsabile mantiene elenco aggiornato di chi è autorizzato a trattare quali dati, con quale ruolo, con quali strumenti. Per categorie particolari (art. 9) e dati di condanne (art. 10) la profilazione degli accessi è ancora più stringente. Sistemi RBAC (role-based access control) implementano l'identificazione e tracciabilità degli accessi. L'art. 29 si lega all'art. 32 sulla sicurezza.

Formazione e accountability

La formazione del personale è strumento essenziale per dare effettività all'art. 29. L'EDPB e i Garanti nazionali hanno chiarito che la formazione deve essere periodica, ruolo-specifica, tracciata. In ispezione, il Garante chiede evidenze di formazione: registri presenze, contenuti, valutazioni, refresh annuali. La formazione è anche prevenzione del data breach: il fattore umano è causa di gran parte delle violazioni. Programmi efficaci integrano formazione iniziale, refresh, simulazioni phishing, knowledge check.

Rapporto con riservatezza e segreto

L'art. 29 si lega ad obblighi di riservatezza e segreto professionale. Il personale autorizzato è soggetto a obbligo di riservatezza ex contratto e ex norma (per professioni regolamentate). Per categorie particolari ex art. 9, par. 3, il trattamento deve essere effettuato sotto la responsabilità di un professionista soggetto al segreto professionale o di altra persona soggetta a obbligo di segretezza equivalente. La violazione del segreto è sanzionata sia per la responsabilità GDPR sia per quella disciplinare/penale. L'integrazione tra GDPR e codici deontologici è oggi prassi consolidata.

Regola pratica e checklist operativa

Compliance art. 29: (i) elenco aggiornato dei soggetti autorizzati per trattamento; (ii) policy scritte e mansionari; (iii) RBAC con profilazione accessi; (iv) formazione periodica documentata; (v) audit log e revisione accessi; (vi) clausole di riservatezza nei contratti; (vii) per categorie particolari, segreto professionale. Il personale è il primo fronte di accountability operativa.

Accountability e documentazione

Tutti gli adempimenti relativi a questa disposizione devono essere documentati ai fini del principio di accountability di cui all'art. 5, par. 2 GDPR: integrazione nel registro dei trattamenti (art. 30), valutazione del rischio in DPIA quando applicabile (art. 35), formazione del personale autorizzato al trattamento (art. 29), audit periodici e tracciamento delle decisioni. Le sanzioni amministrative di cui all'art. 83 GDPR e la responsabilità civile dell'art. 82 presuppongono la dimostrazione, da parte del titolare, di aver adottato misure tecniche e organizzative adeguate. La consulenza del DPO, ove designato, è strumento prezioso per la corretta declinazione operativa.

Coordinamento con il Codice Privacy italiano

L'applicazione di questa disposizione in Italia avviene in coordinamento con il D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) come modificato dal D.Lgs. 101/2018 di adeguamento al GDPR. Il Codice integra il Regolamento europeo nelle materie specifiche lasciate alla discrezionalità degli Stati membri: lavoro (art. 88 D.Lgs. 196/2003), sanità (artt. 75 ss.), ricerca scientifica e statistica (artt. 99-110), giornalismo (art. 137), archivi (artt. 99-103), trattamento di categorie particolari (art. 2-septies), dati di condanne penali (art. 2-octies), limitazioni (art. 2-undecies). I provvedimenti generali e le regole deontologiche approvati dal Garante per la protezione dei dati personali hanno valore precettivo e devono essere considerati. La giurisprudenza della Cassazione e del Tribunale di Roma (competente per ricorsi ex art. 152 D.Lgs. 196/2003) ha consolidato la prassi interpretativa nazionale, coerente con la giurisprudenza CGUE. Per il consulente privacy, l'approccio sistematico richiede integrazione di GDPR, Codice Privacy e provvedimenti del Garante in un framework unitario di compliance.

Casi pratici

Caso 1: Tizio: HR senza policy scritte

Tizio, HR, gestisce dati dipendenti senza policy scritte. Viola l'art. 29: trattamenti senza istruzione documentata. In ispezione manca accountability. Sanzionabile.

Caso 2: Caio: medico e segreto

Caio, medico, tratta cartelle. Art. 9, par. 3 impone segreto professionale + ex norma deontologica. Il titolare (struttura sanitaria) deve dare istruzioni documentate ex art. 29 + formazione.

Caso 3: Sempronio: call center con accessi non profilati

Sempronio, call center, ha operatori con accessi indifferenziati a tutta la base clienti. Viola art. 29 + art. 32: serve RBAC, profilazione accessi, log. Il Garante ha sanzionato la prassi.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 29 è la pietra angolare dell'organizzazione interna. Policy scritte, RBAC, formazione, audit log sono il quartetto operativo. Sistemi senza profilazione di accessi sono inadeguati.

Domande frequenti

Chi è il personale autorizzato?

Chiunque agisca sotto l'autorità del titolare o del responsabile e abbia accesso a dati personali: dipendenti, collaboratori, consulenti, stagisti.

Quali istruzioni servono?

Istruzioni documentate: policy, procedure, brief, mansionari che definiscono cosa il personale può e deve fare, finalità, limiti, sicurezza.

Quando opera l'eccezione di obbligo legale?

Quando una norma UE/SM impone al singolo di trattare i dati (magistrati, AdE, autorità). Eccezione restrittiva, applicata a categorie professionali specifiche.

La formazione è obbligatoria?

Sì, come elemento di accountability ex art. 24. L'EDPB richiede formazione periodica, ruolo-specifica, tracciata. In ispezione vanno esibite evidenze.

Cosa cambia per categorie particolari?

L'art. 9, par. 3 richiede trattamento sotto responsabilità di professionista soggetto al segreto professionale o equivalente. Sicurezza e identificazione accessi sono rafforzate.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.