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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Prassi e linee guida
  4. Casi pratici
  5. Domande frequenti
  6. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 28 GDPR disciplina il responsabile del trattamento (data processor) che tratta per conto del titolare.
  • Il titolare deve scegliere responsabili con garanzie sufficienti (par. 1).
  • Trattamento disciplinato da contratto scritto con clausole obbligatorie del par. 3.
  • Otto clausole cogenti: istruzioni documentate, confidenzialità, sicurezza, sub-processor, assistenza, audit.
  • Sub-responsabili: autorizzazione scritta + stesse obbligazioni (par. 2, 4).
  • Il responsabile ha responsabilità diretta: sanzioni fino al 2-4% del fatturato.

Testo dell'articoloVigente

Articolo 28 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) — Responsabile del trattamento.

Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.

Commento

La figura del responsabile (processor)

L'art. 28 GDPR disciplina il responsabile del trattamento (data processor), figura che tratta dati personali per conto del titolare. La distinzione titolare/responsabile è sostanziale: il titolare decide finalità e mezzi, il responsabile esegue secondo istruzioni. Cloud provider, hosting, CRM SaaS, payroll esternalizzato, agenzie marketing sono tipicamente responsabili. La qualificazione corretta è cruciale perché determina i contenuti del contratto, i flussi di responsabilità e gli obblighi diretti. Le linee guida EDPB 7/2020 hanno fornito test pratici per distinguere ruoli.

Selezione del responsabile (par. 1)

Il par. 1 prevede che il titolare ricorra unicamente a responsabili che presentino garanzie sufficienti per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate, in modo che il trattamento soddisfi i requisiti del Regolamento e garantisca la tutela dei diritti dell'interessato. È due-diligence obbligatoria: il titolare deve valutare il responsabile prima di affidargli il trattamento. Strumenti: questionari di compliance, certificazioni (ISO 27001, ISO 27701), audit, valutazione di policy e referenze. La scelta superficiale è violazione di accountability ex art. 24.

Contratto art. 28 (par. 3)

Il par. 3 impone che il trattamento da parte del responsabile sia disciplinato da un contratto o altro atto giuridico vincolante che vincoli il responsabile al titolare e che stipuli la materia, la durata, la natura e la finalità del trattamento, il tipo di dati personali, le categorie di interessati e gli obblighi e i diritti del titolare. Il contratto è scritto, in forma elettronica inclusa. La Commissione e i Garanti hanno pubblicato Standard Contractual Clauses (SCC) approvate, che possono essere adottate. Senza contratto adeguato, il trattamento è illecito e ogni parte risponde indipendentemente.

Clausole obbligatorie del par. 3

Il par. 3 elenca otto clausole obbligatorie: (a) tratta i dati solo su istruzione documentata; (b) garantisce confidenzialità del personale autorizzato; (c) adotta misure di sicurezza ex art. 32; (d) condizioni per sub-responsabili (par. 2 e 4); (e) assiste il titolare nei diritti degli interessati; (f) assiste in DPIA, sicurezza, breach; (g) cancella o restituisce dati al termine; (h) consente audit e ispezioni. Sono cogenti: contratti che ne omettono una sono inadeguati. EDPB ha sviluppato template di riferimento.

Sub-responsabili (par. 2 e 4)

Il par. 2 prevede che il responsabile non ricorra a un altro responsabile (sub-responsabile) senza autorizzazione scritta del titolare, specifica o generale; in caso di autorizzazione generale, il responsabile informa il titolare di eventuali modifiche per dargli l'opportunità di opporsi. Il par. 4 estende le clausole del par. 3 al sub-responsabile: stesso vincolo contrattuale, stesse obbligazioni di sicurezza, audit. La governance della catena dei sub-responsabili (subprocessor chain) è il fronte più complesso per le piattaforme cloud globali.

Responsabilità diretta del processor

Il responsabile ha responsabilità diretta: per violazioni dell'art. 28 e per istruzioni illecite eseguite (par. 10), risponde direttamente verso interessati (art. 82) e verso il Garante (art. 83). Sanzioni dirette per responsabile fino al 2% del fatturato (art. 83, par. 4) e in casi gravi al 4% (par. 5). La giurisprudenza del Garante ha sanzionato pesantemente cloud provider e processor per data breach, accessi non autorizzati, sub-processing senza autorizzazione. Il responsabile non è più scudato dal titolare.

Regola pratica e checklist operativa

Compliance art. 28: (i) qualificazione corretta del ruolo; (ii) due-diligence prima di affidare il trattamento; (iii) contratto DPA con tutte le clausole obbligatorie; (iv) gestione sub-processor list; (v) audit periodici; (vi) per trasferimenti extra-UE, SCC + TIA; (vii) integrazione nel registro art. 30. Le grandi piattaforme cloud hanno DPA standard, da adattare alle peculiarità.

Accountability e documentazione

Tutti gli adempimenti relativi a questa disposizione devono essere documentati ai fini del principio di accountability di cui all'art. 5, par. 2 GDPR: integrazione nel registro dei trattamenti (art. 30), valutazione del rischio in DPIA quando applicabile (art. 35), formazione del personale autorizzato al trattamento (art. 29), audit periodici e tracciamento delle decisioni. Le sanzioni amministrative di cui all'art. 83 GDPR e la responsabilità civile dell'art. 82 presuppongono la dimostrazione, da parte del titolare, di aver adottato misure tecniche e organizzative adeguate. La consulenza del DPO, ove designato, è strumento prezioso per la corretta declinazione operativa.

Coordinamento con il Codice Privacy italiano

L'applicazione di questa disposizione in Italia avviene in coordinamento con il D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) come modificato dal D.Lgs. 101/2018 di adeguamento al GDPR. Il Codice integra il Regolamento europeo nelle materie specifiche lasciate alla discrezionalità degli Stati membri: lavoro (art. 88 D.Lgs. 196/2003), sanità (artt. 75 ss.), ricerca scientifica e statistica (artt. 99-110), giornalismo (art. 137), archivi (artt. 99-103), trattamento di categorie particolari (art. 2-septies), dati di condanne penali (art. 2-octies), limitazioni (art. 2-undecies). I provvedimenti generali e le regole deontologiche approvati dal Garante per la protezione dei dati personali hanno valore precettivo e devono essere considerati. La giurisprudenza della Cassazione e del Tribunale di Roma (competente per ricorsi ex art. 152 D.Lgs. 196/2003) ha consolidato la prassi interpretativa nazionale, coerente con la giurisprudenza CGUE. Per il consulente privacy, l'approccio sistematico richiede integrazione di GDPR, Codice Privacy e provvedimenti del Garante in un framework unitario di compliance.

Prassi e linee guida

Garante per la protezione dei dati personali

Leggi il documento su www.garanteprivacy.it

Casi pratici

Caso 1: Tizio: cloud hosting

Tizio usa AWS per hosting. È responsabile ex art. 28. Va siglato DPA (Data Processing Agreement) con SCC AWS, con clausole obbligatorie + sub-processor list aggiornata.

Caso 2: Caio: payroll esternalizzato

Caio esternalizza payroll a società di servizi. Responsabile ex art. 28. Contratto definisce istruzioni (calcolo, F24, INPS), confidenzialità del personale, retention, audit. Senza contratto, illecito.

Caso 3: Sempronio: agenzia marketing

Sempronio incarica agenzia per campagne email. Se l'agenzia esegue istruzioni di Sempronio: responsabile. Se decide autonomamente target/creatività: contitolare. La qualificazione determina il contratto.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 28 è il contratto più frequente. Le SCC della Commissione facilitano standardizzazione. La governance del subprocessor chain è fronte cloud più critico: Schrems II ha imposto valutazione trasferimenti per ogni livello.

Domande frequenti

Quando si è responsabile?

Quando si tratta dati per conto del titolare secondo istruzioni. Non si decidono finalità e mezzi sostanziali. Cloud, hosting, CRM SaaS, payroll esternalizzato, agenzie esecutive sono tipicamente responsabili.

Quali clausole obbligatorie?

Otto al par. 3: istruzioni documentate, confidenzialità, sicurezza ex art. 32, sub-processor, assistenza diritti, assistenza DPIA/breach, cancellazione/restituzione, audit.

Posso usare sub-responsabili?

Sì, con autorizzazione scritta del titolare (specifica o generale). Per autorizzazione generale, va informato il titolare di modifiche per opposizione (par. 2).

Il responsabile risponde direttamente?

Sì. Per violazioni dell'art. 28 risponde direttamente verso interessati (art. 82) e verso il Garante (art. 83). Sanzioni fino al 2-4% del fatturato.

Le SCC sono obbligatorie?

No, ma le SCC approvate dalla Commissione facilitano la conformità. Sono template che incorporano le clausole obbligatorie. Le grandi piattaforme le adottano come standard.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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