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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara illegittimo l’art. 69, quarto comma, del codice penale nella parte in cui vietava al giudice di far prevalere l’attenuante del vizio parziale di mente sull’aggravante della recidiva reiterata, restituendo così al giudice il potere di adeguare la pena.

Di cosa si tratta

Nel bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti, la legge imponeva che la recidiva reiterata non potesse mai essere considerata subvalente rispetto all’attenuante del vizio parziale di mente (la ridotta capacità di intendere e di volere dell’imputato).

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Reggio Calabria ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, in riferimento agli artt. 3, 27, primo e terzo comma, e 32 della Costituzione, nella parte in cui vietava la prevalenza dell’attenuante di cui all’art. 89 c.p. sull’aggravante della recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, c.p.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, c.p., nella parte in cui prevedeva il divieto di prevalenza dell’attenuante del vizio parziale di mente (art. 89 c.p.) sull’aggravante della recidiva reiterata (art. 99, quarto comma, c.p.).

Il principio

Il divieto rigido di prevalenza dell’attenuante del vizio parziale di mente impediva al giudice di commisurare una pena proporzionata alla effettiva responsabilità personale dell’imputato, in contrasto con i principi di uguaglianza, responsabilità personale e finalità rieducativa della pena.

Domande e risposte

Cosa cambia dopo questa sentenza?

Il giudice può ora valutare in concreto se l’attenuante del vizio parziale di mente debba prevalere sull’aggravante della recidiva reiterata, senza essere vincolato dal precedente divieto assoluto.

Che cos’è il vizio parziale di mente?

È la condizione, prevista dall’art. 89 c.p., di chi ha una capacità di intendere e di volere grandemente diminuita, pur non del tutto esclusa, al momento del fatto.

Perché il divieto di prevalenza era incostituzionale?

Perché impediva di adeguare la pena alla minore rimproverabilità di chi agisce con capacità ridotta, in contrasto con il principio di proporzionalità e con la funzione rieducativa della pena.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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