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La Corte costituzionale ha dichiarato estinto il processo sulla legge della Regione Lazio in materia di tutela della salute sessuale e della fertilità maschile, dopo la rinuncia al ricorso da parte dello Stato. Conta perché mostra come l’intervento legislativo regionale possa far venir meno le ragioni dell’impugnazione.
Di cosa si tratta
Lo Stato aveva impugnato una legge della Regione Lazio sulla salute sessuale e la fertilità maschile, contestandone in particolare i profili finanziari. Nel corso del giudizio, però, la Regione ha modificato la propria legge rendendo inapplicabili le disposizioni contestate, e lo Stato ha deciso di rinunciare al ricorso.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri aveva impugnato la legge della Regione Lazio 25 novembre 2019, n. 25 (Disposizioni in materia di tutela della salute sessuale e della fertilità maschile). A seguito delle modifiche apportate dalla Regione, che hanno reso inapplicabili le disposizioni finanziarie censurate, e della comunicazione sulla loro mancata applicazione, lo Stato ha rinunciato al ricorso.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato estinto il processo: la rinuncia al ricorso da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, in mancanza di costituzione della Regione resistente, comporta l’estinzione del giudizio ai sensi delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.
Il principio
Quando il ricorrente rinuncia al ricorso e la parte resistente non si è costituita in giudizio, il processo costituzionale si estingue: la rinuncia, divenuta possibile perché le modifiche legislative regionali hanno fatto venir meno le ragioni dell’impugnazione, chiude il giudizio senza decisione nel merito.
Domande e risposte
Come si è concluso il giudizio sulla legge laziale?
Con una dichiarazione di estinzione del processo: lo Stato ha rinunciato al ricorso e, poiché la Regione non si era costituita, il giudizio si è estinto senza decisione nel merito.
Perché lo Stato ha rinunciato?
Perché la Regione Lazio aveva modificato la propria legge rendendo inapplicabili le disposizioni finanziarie censurate, così facendo venir meno le ragioni dell’impugnazione.
La legge regionale è stata dichiarata legittima?
No: la Corte non si è pronunciata sul merito. Ha solo dichiarato estinto il processo a seguito della rinuncia al ricorso.
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