Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 194 del 2023 la Corte costituzionale ha salvato la revoca automatica della patente per il conducente in stato di ebbrezza che provoca un incidente: ha dichiarato in parte inammissibili e in parte non fondate le questioni sull’art. 186 del codice della strada.
Di cosa si tratta
L’art. 186, comma 2-bis, del codice della strada prevede che, se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, alla condanna penale si accompagni automaticamente la revoca della patente di guida. La Corte d’appello di Milano, giudicando un imputato, ha dubitato della legittimità di questo automatismo: a suo avviso la revoca scatterebbe in modo rigido, senza che il giudice possa valutare la concreta gravità del fatto e la personalità del conducente, in possibile contrasto con il principio di uguaglianza e con quello di offensività (l’idea che la sanzione debba colpire condotte effettivamente lesive). Ha quindi sollevato la questione davanti alla Corte costituzionale, invocando il principio di ragionevolezza e quello di offensività desunto da più norme costituzionali. In gioco era se la perdita della patente debba sempre conseguire all’incidente causato in stato di ebbrezza o se il giudice debba poterla graduare.
La questione di legittimità costituzionale
La Corte d’appello di Milano ha impugnato l’art. 186, comma 2-bis, cod. strada in riferimento all’art. 3 della Costituzione e al principio di offensività desunto dagli artt. 13, 25, secondo comma, e 27, primo e terzo comma, Cost., nella parte in cui prevede l’applicazione automatica della revoca della patente per il conducente che, in stato di ebbrezza, provochi un incidente.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni proposte in riferimento agli artt. 13, 25, secondo comma, e 27, primo e terzo comma, Cost., e non fondata la questione riferita all’art. 3 Cost. La revoca automatica della patente per chi provoca un incidente in stato di ebbrezza resta quindi in vigore.
Il principio
La previsione della revoca della patente come conseguenza automatica dell’incidente causato in stato di ebbrezza non è irragionevole: risponde alla particolare pericolosità di quella condotta e rientra nelle scelte sanzionatorie che la Costituzione consente al legislatore.
Domande e risposte
Perché alcune censure sono state dichiarate inammissibili?
Perché, per i parametri relativi al principio di offensività, la Corte ha ravvisato ostacoli processuali che le hanno impedito di esaminarle nel merito, decidendo invece nel merito solo la questione fondata sull’art. 3 Cost.
Il giudice può evitare la revoca della patente?
La sentenza conferma l’automatismo: confermata la responsabilità per l’incidente causato in stato di ebbrezza nei casi previsti, la revoca consegue alla condanna.
Che cos’è il principio di offensività?
È l’idea, ricavata dalla Costituzione, secondo cui la sanzione deve colpire condotte effettivamente lesive di un bene giuridico; il giudice rimettente lo riteneva violato dall’automatismo, ma la Corte non ha accolto la censura.
La revoca è una sanzione penale o amministrativa?
È una sanzione amministrativa accessoria che consegue alla condanna penale per la guida in stato di ebbrezza con incidente, secondo l’art. 186 cod. strada.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione – principio di uguaglianza e ragionevolezza, parametro della questione ritenuta non fondata.
- Art. 27 della Costituzione – responsabilità penale personale e finalità della pena, evocato per il principio di offensività.
- Art. 25 della Costituzione – principio di legalità in materia penale, secondo comma, tra i parametri delle questioni inammissibili.
- Art. 186 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada) (testo su Normattiva).
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.