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La Corte costituzionale ha ordinato la restituzione degli atti alla Commissione tributaria provinciale di Padova, perché il giudice deve rivalutare la questione alla luce delle modifiche normative sopravvenute.
Di cosa si tratta
Quando, dopo che è stata sollevata una questione di legittimità costituzionale, cambiano le norme rilevanti o il quadro giurisprudenziale, la Corte può restituire gli atti al giudice rimettente perché verifichi se la questione sia ancora rilevante.
La questione di legittimità costituzionale
La Commissione tributaria provinciale di Padova, con ordinanza del 1° marzo 2005, aveva sollevato la questione sull’art. 3, comma 3, del decreto-legge n. 12 del 2002, convertito dalla legge n. 73 del 2002 (emersione di attività detenute all’estero e di lavoro irregolare), nel procedimento tra la Due Mondi srl e l’Agenzia delle entrate.
La decisione della Corte
La Corte ha ordinato la restituzione degli atti alla Commissione tributaria provinciale di Padova, senza decidere il merito della questione.
Il principio
La restituzione degli atti consente al giudice rimettente di riesaminare rilevanza e non manifesta infondatezza della questione alla luce del mutato quadro normativo o giurisprudenziale, prima di un’eventuale nuova rimessione.
Domande e risposte
Cosa significa restituzione degli atti?
Che la Corte rinvia il fascicolo al giudice che aveva sollevato la questione, affinché la riesamini alla luce delle novità sopravvenute.
La norma tributaria è stata annullata?
No: la Corte non ha deciso il merito, limitandosi a restituire gli atti al giudice rimettente.
Perché si restituiscono gli atti?
Perché mutamenti normativi o giurisprudenziali successivi all’ordinanza di rimessione impongono di verificare se la questione sia ancora rilevante.
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