La guida

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma sull’ordinamento del personale della Polizia di Stato nella parte in cui non allineava la decorrenza giuridica della qualifica di vice sovrintendente, ottenuta per merito straordinario, a quella più favorevole riconosciuta a chi conseguiva la stessa qualifica tramite concorso successivo.

Di cosa si tratta

Alcuni appartenenti alla Polizia di Stato, promossi vice sovrintendenti per merito straordinario, vedevano decorrere la loro qualifica dalla data del fatto che aveva dato luogo alla «ricompensa». Chi invece conseguiva la stessa qualifica tramite concorso interno beneficiava di una retrodatazione giuridica più favorevole, con l’effetto paradossale di uno «scavalcamento» in ruolo a danno di chi era stato premiato per merito.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia ha sollevato questioni di legittimità sull’art. 75, primo comma, del d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335 (Ordinamento del personale della Polizia di Stato), in riferimento agli artt. 3, primo e secondo comma, e 97, primo comma, della Costituzione, per l’irragionevole disparità di trattamento nella decorrenza della qualifica.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 75, primo comma, del d.P.R. n. 335 del 1982, nella parte in cui non prevede l’allineamento della decorrenza giuridica della qualifica di vice sovrintendente promosso per merito straordinario a quella più favorevole riconosciuta a chi ha conseguito la medesima qualifica all’esito di selezione o concorso successivi alla data dei fatti.

Il principio

È irragionevole, e contrario al principio di uguaglianza e di buon andamento, che chi viene promosso per merito straordinario sia trattato, quanto a decorrenza giuridica della qualifica, in modo deteriore rispetto a chi consegue la medesima qualifica per concorso: la promozione premiale non può tradursi in uno svantaggio di carriera.

Domande e risposte

Chi beneficia di questa sentenza?

Gli appartenenti alla Polizia di Stato promossi vice sovrintendenti per merito straordinario, la cui decorrenza giuridica va allineata a quella più favorevole dei colleghi promossi per concorso successivo.

Qual era l’effetto irragionevole?

Lo «scavalcamento» in ruolo: chi era stato premiato per merito si trovava posizionato dopo chi aveva ottenuto la stessa qualifica per concorso, grazie a una retrodatazione giuridica più favorevole.

Quali parametri sono stati violati?

Gli artt. 3 (uguaglianza) e 97 (buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione) della Costituzione.

Norme collegate

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.