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La Corte dichiara che non spettava alla Procura della Repubblica di Verona eseguire la perquisizione del locale nella disponibilità dell’on. Roberto Maroni, senza la preventiva autorizzazione della Camera dei deputati. La sede di partito può costituire domicilio del parlamentare, tutelato dall’art. 68, secondo comma, Cost.
Di cosa si tratta
Nel settembre 1996 la Procura della Repubblica di Verona aveva ordinato la perquisizione di locali nella sede milanese della Lega Nord per acquisire prove nell’ambito di indagini a carico di un privato (Marchini). Durante l’esecuzione, la polizia giudiziaria aveva raggiunto un locale con cartelli indicanti che era nella disponibilità del parlamentare Roberto Maroni e vi aveva comunque eseguito la perquisizione, su conferma telefonica del Procuratore, ritenendo i cartelli un sotterfugio. La Camera dei deputati aveva proposto conflitto di attribuzione tra poteri.
La questione di legittimità costituzionale
Conflitto di attribuzione tra poteri: Camera dei deputati contro la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona. Oggetto: decreti di perquisizione e sequestro del 17 e 18 settembre 1996 relativi a locali della sede Lega Nord di Milano nella disponibilità dell’on. Maroni. Parametro: art. 68, secondo comma, Cost. (inviolabilità del domicilio parlamentare).
La decisione della Corte
La Corte dichiara che non spettava all’autorità giudiziaria eseguire, il 18 settembre 1996, la perquisizione del locale nella disponibilità del parlamentare Roberto Maroni. Una sede di partito può ospitare il domicilio di un parlamentare. L’autorità giudiziaria, di fronte a indizi concordanti che il locale fosse nella disponibilità del deputato (cartelli con l’indicazione del suo ufficio), avrebbe dovuto sospendere la perquisizione e chiedere la preventiva autorizzazione della Camera, oppure svolgere accertamenti sulla veridicità dei cartelli.
Il principio
La prerogativa parlamentare dell’inviolabilità del domicilio ex art. 68, secondo comma, Cost. è lesa per il solo fatto oggettivo che una perquisizione sia eseguita nel domicilio di un parlamentare senza autorizzazione della Camera, indipendentemente dall’intenzione dell’autorità procedente. Una sede di partito può costituire domicilio parlamentare quando in essa sia ubicato un locale nella disponibilità di un deputato.
Domande e risposte
La sede di un partito politico è sempre protetta dalla prerogativa parlamentare?
No. La sede del partito in sé non gode della prerogativa. È protetto solo il locale specifico che si trovi nella disponibilità di un parlamentare, costituendone il domicilio. La Corte verifica caso per caso in base alle circostanze concrete.
Come deve comportarsi la polizia giudiziaria se durante una perquisizione incontra indizi di domicilio parlamentare?
Deve sospendere l’esecuzione e informare l’autorità giudiziaria, che ha due opzioni: chiedere l’autorizzazione alla Camera di appartenenza del parlamentare, oppure svolgere accertamenti per verificare la veridicità dell’indicazione. Non può semplicemente ignorare i segnali e proseguire.
La lesione della prerogativa parlamentare richiede un “intento doloso” dell’autorità giudiziaria?
No. La lesione ha carattere oggettivo: basta che la perquisizione sia stata eseguita nel domicilio parlamentare senza autorizzazione, indipendentemente dall’elemento psicologico di chi l’ha disposta o eseguita.
Norme collegate
- Art. 68 della Costituzione — prerogative parlamentari, inclusa l’inviolabilità del domicilio senza autorizzazione della Camera
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