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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale dichiara manifestamente infondata la questione sull’art. 15 della legge fallimentare, nella parte che disciplina la notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento: la disciplina non viola né l’uguaglianza né il diritto di difesa dell’imprenditore.

Di cosa si tratta

Prima di dichiarare il fallimento, l’imprenditore deve essere convocato e il ricorso deve essergli notificato. La legge fallimentare, riformata nel 2012, prevede un procedimento di notifica articolato, soprattutto quando la notifica all’indirizzo PEC o presso la sede non va a buon fine.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Catanzaro, con due ordinanze, aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 15, terzo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (legge fallimentare), come sostituito dall’art. 17 del d.l. n. 179 del 2012, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione (uguaglianza e diritto di difesa).

La decisione della Corte

La Corte, riuniti i giudizi, ha dichiarato manifestamente infondata la questione: la disciplina della notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento non determina una irragionevole disparità di trattamento né comprime in modo illegittimo il diritto di difesa dell’imprenditore.

Il principio

Il procedimento di notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento delineato dall’art. 15 della legge fallimentare è coerente con il principio di uguaglianza e con il diritto di difesa: l’onere organizzativo posto a carico dell’imprenditore non rende la disciplina irragionevole.

Domande e risposte

La disciplina sulla notifica del fallimento viola il diritto di difesa?

No. La Corte ha dichiarato la questione manifestamente infondata: il procedimento di notifica è compatibile con il diritto di difesa dell’art. 24 Cost.

Perché non c’è disparità di trattamento?

Perché la disciplina non determina una distinzione irragionevole tra situazioni omogenee: l’imprenditore è gravato di oneri organizzativi non arbitrari.

Che cosa vuol dire «manifestamente infondata»?

Indica che la questione è talmente priva di fondamento da poter essere respinta senza un esame approfondito nel merito.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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