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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 194 del 2021 la Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione sull’art. 8, comma 4, del d.lgs. n. 22 del 2015. Chi ottiene la NASpI in un’unica soluzione anticipata, come incentivo all’autoimprenditorialità, e poi instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza, deve restituire per intero l’anticipazione: la norma non è manifestamente irragionevole.

Di cosa si tratta

La NASpI è l’indennità di disoccupazione. Chi vuole avviare un’attività autonoma può chiederne la liquidazione anticipata in un’unica soluzione, come incentivo all’autoimprenditorialità. La legge prevede però che, se il beneficiario instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo coperto, debba restituire tutta la somma. Nel caso concreto un lavoratore, pur proseguendo l’attività avviata, aveva avuto un rapporto subordinato di pochi giorni per circa 249 euro, e l’INPS gli aveva chiesto la restituzione integrale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale ordinario di Trento, sezione lavoro, ha sollevato la questione in riferimento all’art. 3, primo comma, della Costituzione, sull’art. 8, comma 4, del d.lgs. n. 22 del 2015. Secondo il giudice, imporre la restituzione integrale anche quando il breve rapporto subordinato non ha vanificato lo scopo dell’incentivo sarebbe irragionevole e sproporzionato.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondata la questione. Ha ritenuto che l’obbligo di restituzione, pur rigido, abbia una portata specifica e circoscritta: scatta solo per la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza, mentre il beneficiario resta libero di svolgere attività di lavoro autonomo. La disciplina non supera la soglia della manifesta irragionevolezza.

Il principio

La scelta di legare l’incentivo all’autoimprenditorialità a un vincolo temporaneo, sanzionato con la restituzione integrale in caso di lavoro subordinato anticipato, rientra nella discrezionalità del legislatore in materia di politiche attive del lavoro. La Corte ha tuttavia segnalato l’opportunità di introdurre meccanismi di flessibilità per i casi di rapporti di durata esigua, senza che ciò costituisca un vizio di legittimità.

Domande e risposte

Chi riceve la NASpI anticipata può lavorare?

Sì, ma con un limite: se prima della scadenza del periodo coperto instaura un rapporto di lavoro subordinato, deve restituire l’intera anticipazione. Resta invece libero di svolgere lavoro autonomo.

Anche per un lavoro di pochi giorni si deve restituire tutto?

Secondo la norma sì, e la Corte l’ha ritenuta legittima. Ha però segnalato al legislatore l’opportunità di prevedere correttivi per i rapporti di durata molto breve.

La Corte ha annullato la norma?

No. La questione è stata dichiarata non fondata: la norma resta in vigore. La Corte ha solo invitato il legislatore a valutare meccanismi di maggiore flessibilità.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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