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La Corte restituisce gli atti ai Giudici di pace rimettenti per rivalutare la rilevanza della questione sull’obbligo di deposito cauzionale per ricorrere contro le sanzioni del codice della strada, alla luce delle modifiche normative sopravvenute.

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Di cosa si tratta

L’art. 204-bis, comma 3, del codice della strada (d.lgs. n. 285/1992), introdotto nel 2003, imponeva a chi ricorreva direttamente davanti al Giudice di pace contro una multa di versare in cancelleria, a pena di inammissibilità, una somma pari alla metà del massimo edittale della sanzione. Cinque Giudici di pace avevano sollevato la questione.

La questione di legittimità costituzionale

I Giudici di pace rimettenti contestavano, in riferimento agli artt. 2, 3, 16, 24, 111 e 113 della Costituzione, il deposito cauzionale obbligatorio come condizione di ammissibilità del ricorso, ritenendolo un ostacolo economico all’accesso alla giustizia sproporzionato e discriminatorio.

La decisione della Corte

La Corte ordina la restituzione degli atti a tutti i Giudici di pace rimettenti (Roma-Ostia, Marsiconuovo, Isili) per rivalutare la rilevanza della questione alla luce delle modifiche legislative intervenute sull’art. 204-bis del codice della strada dopo la presentazione delle ordinanze.

Il principio

Il deposito cauzionale come condizione di ammissibilità del ricorso deve essere valutato alla luce dello jus superveniens; la questione è restituita al giudice rimettente per la verifica della perdurante rilevanza.

Domande e risposte

Come funziona il ricorso al Giudice di pace contro le multe stradali?

Chi riceve una sanzione amministrativa per violazione del codice della strada può ricorrere al Giudice di pace entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione. Il ricorso sospende l’esecuzione della sanzione fino alla decisione.

Il deposito cauzionale è ancora vigente?

La disciplina del deposito cauzionale ex art. 204-bis c.s. ha subito modifiche nel tempo. Per la normativa attualmente vigente è necessario consultare il testo aggiornato del codice della strada.

Perché il deposito cauzionale solleva problemi di accesso alla giustizia?

L’art. 24 Cost. garantisce il diritto di agire in giudizio. Imporre un esborso economico come condizione di ammissibilità del ricorso può rendere di fatto inaccessibile la giustizia per chi non ha disponibilità economiche, violando il principio di uguaglianza sostanziale.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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