Testo dell'articoloVigente
Materia: Statuto del contribuente / legittimo affidamento · Riferimento: Corte di Cassazione, 10 dicembre 2002, n. 17576
- Il contribuente che si è conformato in buona fede alle indicazioni dell’Amministrazione (circolari, risposte, prassi), poi modificate, non può subire sanzioni né interessi (art. 10, comma 2, dello Statuto).
- La tutela non incide però sul tributo, che resta dovuto perché dipende dalla realizzazione oggettiva dei presupposti d’imposta.
- Presupposto della tutela è la buona fede: non può invocarla chi ha ottenuto l’atto su cui si fonda l’affidamento con dichiarazioni inesatte.
Il caso
Un contribuente si attiene a una circolare o a una risposta dell’Agenzia delle Entrate. Successivamente l’Amministrazione cambia orientamento e pretende, per gli anni passati, il tributo, gli interessi e le sanzioni.
La decisione
La Corte valorizza il principio di legittimo affidamento sancito dall’art. 10 della legge 212/2000 (Statuto del contribuente), espressione dei principi di buona fede e collaborazione. Il contribuente incolpevole che ha tenuto un comportamento conforme alle indicazioni dell’Amministrazione, anche se queste sono state poi modificate, non può vedersi irrogare sanzioni né richiedere interessi e accessori.
La tutela, tuttavia, non si estende alla debenza del tributo: l’obbligazione d’imposta è insensibile all’atteggiamento soggettivo delle parti del rapporto e dipende dalla realizzazione oggettiva dei presupposti impositivi. Resta ferma una sola, peculiare eccezione: in presenza di obiettive condizioni di incertezza sulla portata della norma, la tutela può incidere anche sulla stessa debenza del tributo. Presupposto indefettibile è comunque la buona fede del contribuente.
Il principio di diritto
La tutela del legittimo affidamento esclude l’applicazione, a carico del contribuente incolpevole, di sanzioni, interessi e accessori conseguenti all’inadempimento, ma non incide sulla debenza del tributo, che dipende dalla realizzazione oggettiva dei presupposti impositivi.
Implicazioni pratiche
Attenersi a una circolare o a una risposta a interpello mette al riparo da sanzioni e interessi se in seguito l’Agenzia muta indirizzo, ma non dall’imposta, che andrà comunque versata. È quindi importante conservare la documentazione delle indicazioni seguite (la circolare, la risposta, la prassi) per dimostrare l’affidamento incolpevole, ricordando che la buona fede è condizione essenziale della tutela. Vedi la sezione Sanzioni.
Domande frequenti
Se ho seguito una circolare poi cambiata devo pagare le sanzioni?
No: il legittimo affidamento esclude sanzioni e interessi per il contribuente in buona fede che si è conformato alle indicazioni dell’Amministrazione poi mutate. Resta però dovuto il tributo.
L’affidamento mi esonera anche dall’imposta?
Di regola no: il tributo dipende dalla realizzazione oggettiva dei presupposti. Solo in presenza di obiettive condizioni di incertezza sulla norma la tutela può incidere sulla stessa debenza.
Fonti
- Corte di Cassazione, sentenza 10 dicembre 2002, n. 17576.
- Art. 10 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente); art. 6, comma 2, e art. 10 del D.Lgs. 472/1997.
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