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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 4 della legge Pinto (legge n. 89 del 2001), come riformato nel 2012, nella parte in cui non consentiva di chiedere l’equa riparazione già durante il processo presupposto irragionevolmente lungo.

Di cosa si tratta

La legge Pinto riconosce un’equa riparazione a chi subisce un processo di durata irragionevole. Dopo la riforma del 2012, la domanda poteva essere proposta solo a processo concluso. Chi attendeva la fine di un processo già troppo lungo doveva quindi aspettare ulteriormente prima di poter chiedere il ristoro.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di cassazione, sezione sesta civile, aveva sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89, come sostituito dall’art. 55, comma 1, lettera d), del d.l. n. 83 del 2012 (convertito dalla legge n. 134 del 2012), nella parte in cui non consentiva di proporre la domanda di equa riparazione in pendenza del procedimento presupposto.

La decisione della Corte

La Corte, riuniti i giudizi, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 della legge n. 89 del 2001 nella parte in cui non prevede che la domanda di equa riparazione possa essere proposta in pendenza del procedimento presupposto.

Il principio

Il diritto all’equa riparazione per l’irragionevole durata del processo deve poter essere azionato anche mentre il procedimento presupposto è ancora in corso: precludere la domanda fino alla sua conclusione è costituzionalmente illegittimo.

Domande e risposte

Che cos’è la legge Pinto?

È la legge n. 89 del 2001 che riconosce un’equa riparazione a chi subisce un processo di durata irragionevole.

Cosa cambia con questa sentenza?

La domanda di equa riparazione può essere proposta anche in pendenza del processo presupposto, senza dover attendere la sua conclusione.

Chi aveva sollevato la questione?

La Corte di cassazione, sezione sesta civile, con più ordinanze poi riunite.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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