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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibili le questioni sull’irrevocabilità della declaratoria di estinzione del reato pronunciata dal giudice dell’esecuzione, anche quando emergano successivamente reati commessi nel periodo rilevante.

Di cosa si tratta

Quando il giudice dichiara estinto un reato (ad esempio per esito positivo della sospensione condizionale o del patteggiamento), questa decisione è di regola irrevocabile. Un tribunale dubitava che fosse giusto mantenerla ferma anche quando, dopo, si scopra che l’interessato aveva in realtà commesso altri reati nel periodo che avrebbe dovuto restare «pulito».

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 676 del codice di procedura penale. Il Tribunale di Lecce, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha sollevato le questioni in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione, nella parte in cui — secondo la prevalente interpretazione giurisprudenziale — la declaratoria di estinzione è sempre irrevocabile.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità delle questioni. Il quadro prospettato dal rimettente presentava plurimi profili di inammissibilità, che hanno impedito lo scrutinio nel merito della disciplina sull’irrevocabilità della declaratoria di estinzione.

Il principio

Le questioni di legittimità costituzionale sull’irrevocabilità della declaratoria di estinzione del reato vanno dichiarate manifestamente inammissibili quando l’ordinanza di rimessione presenta plurimi vizi che impediscono lo scrutinio nel merito.

Domande e risposte

Cosa significa che la declaratoria di estinzione è «irrevocabile»?

Che, una volta pronunciata, non può di regola essere rimessa in discussione, neppure se emergono fatti successivi.

La Corte ha modificato questa regola?

No: ha dichiarato le questioni manifestamente inammissibili, senza pronunciarsi nel merito.

Perché le questioni erano inammissibili?

Per plurimi profili di inammissibilità nell’ordinanza del giudice rimettente, secondo quanto rilevato dalla Corte.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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