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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente inammissibile la questione sull’art. 6 della legge n. 140/2003, che impone di richiedere l’autorizzazione parlamentare per utilizzare in giudizio le intercettazioni occasionali di conversazioni di un parlamentare, anche quando il destinatario del procedimento è il parlamentare stesso. La questione è inammissibile per difetto di motivazione.

Di cosa si tratta

Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, in un processo per reati contro la pubblica amministrazione (concussione, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti) a carico di un senatore della Repubblica, si trovava a dover usare intercettazioni telefoniche in cui il senatore era interlocutore occasionale di altri imputati già intercettati. La legge n. 140/2003 richiedeva l’autorizzazione del Senato anche per questo tipo di intercettazioni «indirette».

La questione di legittimità costituzionale

Il GUP del Tribunale di Napoli ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 6, commi 2-6, della legge 20 giugno 2003, n. 140, in riferimento all’art. 3, primo comma, della Costituzione, nella parte in cui richiede l’autorizzazione della Camera di appartenenza per utilizzare intercettazioni occasionali di conversazioni di un parlamentare, anche nei suoi confronti.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta inammissibilità per difetto di motivazione sulla rilevanza e sulla non manifesta infondatezza: l’ordinanza di rimessione non argomentava adeguatamente la necessità di una pronuncia nel caso concreto.

Il principio

La questione della portata dell’autorizzazione parlamentare per le intercettazioni «indirette» dei parlamentari è costituzionalmente rilevante (la Corte l’ha affrontata in altri giudizi), ma può essere dichiarata inammissibile per difetti formali dell’ordinanza di rimessione.

Domande e risposte

Cos’è un’intercettazione «occasionale» di un parlamentare?

Si verifica quando il parlamentare partecipa a una conversazione telefonica con un soggetto che è lui il bersaglio principale dell’intercettazione; il parlamentare non era sottoposto a intercettazione diretta, ma viene captato come interlocutore.

L’art. 68 Cost. richiede l’autorizzazione per le intercettazioni indirette?

Il rimettente sosteneva di no: l’art. 68, terzo comma, Cost. parla di autorizzazione preventiva per «intercettazioni in qualsiasi forma», ma si riferisce all’intercettazione diretta del parlamentare, non alle intercettazioni occasionali. La Corte non ha esaminato il merito.

La legge n. 140/2003 è stata successivamente modificata?

La normativa sulle intercettazioni parlamentari è stata oggetto di ulteriori pronunce della Corte costituzionale (tra cui la n. 390/2007) e di successivi interventi legislativi.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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