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La Corte dichiara non fondate le questioni sull’art. 180 del TUF (abuso di informazioni privilegiate) relative alla presunta indeterminatezza del requisito dell’“influenza sensibile” sul prezzo dei titoli. Dichiara invece manifestamente inammissibili le questioni sull’eccesso di delega nella commisurazione della pena, per insufficiente motivazione.
Di cosa si tratta
Il Tribunale di Siracusa e il Tribunale di Roma hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’art. 180 del d.lgs. n. 58/1998 (Testo Unico della Finanza), che disciplina il delitto di abuso di informazioni privilegiate (c.d. insider trading). Le questioni riguardavano la presunta indeterminatezza del requisito della variazione “sensibile” del prezzo dei titoli e la commisurazione della pena rispetto alla legge delega.
La questione di legittimità costituzionale
I Tribunali di Siracusa e Roma hanno contestato: a) l’art. 180 TUF in riferimento agli artt. 3 e 25 comma 2 Cost., per mancanza di parametri sufficientemente determinati per stabilire quando l’influenza sul prezzo dei titoli debba considerarsi “sensibile”; b) lo stesso art. 180 TUF o, in alternativa, l’art. 3 comma 1 lett. c) ultima parte della l. n. 52/1996 (legge delega) in riferimento agli artt. 25 comma 2 e 76 Cost., per eccesso di delega nella determinazione della pena.
La decisione della Corte
Quanto al requisito della “sensibilità”, la Corte dichiara non fondate le questioni: il termine, pur elastico, è sufficientemente determinato anche in relazione all’interpretazione giurisprudenziale consolidata, senza ledere il principio di tassatività. Quanto all’eccesso di delega sulla pena, le questioni vengono dichiarate manifestamente inammissibili per carenza di motivazione sulla rilevanza nel giudizio a quo.
Il principio
Un elemento normativo del reato espresso in termini elastici come “sensibile” non viola di per sé il principio di tassatività ex art. 25, comma 2, Cost. quando il suo significato è determinabile attraverso l’interpretazione giurisprudenziale; la manifesta inammissibilità per difetto di motivazione colpisce questioni sollevate senza adeguata spiegazione della rilevanza nel caso concreto.
Domande e risposte
Che cos’è l’abuso di informazioni privilegiate (insider trading)?
L’insider trading è il reato commesso da chi, disponendo di informazioni privilegiate su strumenti finanziari (non ancora pubbliche), le utilizza per acquistare, vendere o consigliare operazioni su tali strumenti ricavandone un vantaggio. È disciplinato oggi dal d.lgs. n. 58/1998 (TUF) e dalla normativa europea sugli abusi di mercato.
Cosa significa principio di tassatività in materia penale?
Il principio di tassatività, corollario del principio di legalità ex art. 25 comma 2 Cost., impone che le norme penali descrivano in modo sufficientemente determinato il comportamento vietato, così da consentire al destinatario di prevedere le conseguenze della propria condotta. Non sono ammessi reati a fattispecie eccessivamente vaghe o indeterminate.
Che cos’è la manifesta inammissibilità per difetto di motivazione?
Quando il giudice rimettente solleva una questione di legittimità costituzionale senza spiegare in modo adeguato la rilevanza nel giudizio a quo (cioè in che modo la norma impugnata debba essere applicata nel processo in corso), la Corte dichiara la manifesta inammissibilità in camera di consiglio, senza esaminare il merito.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di uguaglianza e ragionevolezza, parametro
- Art. 76 della Costituzione — delega legislativa al Governo, parametro dell’eccesso di delega
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