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La Corte costituzionale dichiara non fondate le questioni sugli artt. 89-bis e 92 del Codice antimafia, che estendono gli effetti dell’informazione antimafia interdittiva anche agli atti necessari all’attività imprenditoriale privata, come l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane.

Di cosa si tratta

Un’impresa artigiana era stata cancellata dall’albo a seguito di un’informazione antimafia interdittiva del Prefetto. Il Tribunale di Palermo riteneva che estendere gli effetti interdittivi anche all’attività privata (e non solo ai rapporti con la pubblica amministrazione) ledesse irragionevolmente la libertà d’impresa.

La questione di legittimità costituzionale

Erano impugnati gli artt. 89-bis e 92, commi 3 e 4, del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice antimafia), in riferimento agli artt. 3 e 41 della Costituzione. Rimettente: il Tribunale ordinario di Palermo.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondate le questioni. L’informazione antimafia è frutto di una valutazione tecnico-discrezionale del Prefetto sul pericolo di infiltrazione mafiosa, soggetta a pieno sindacato giurisdizionale e con validità temporanea di dodici mesi (con riesame periodico). Il bilanciamento tra libertà d’impresa e tutela contro la criminalità organizzata non è irragionevole, pur meritando una rimeditazione del legislatore.

Il principio

L’estensione degli effetti dell’informazione antimafia interdittiva agli atti dell’impresa privata non è irragionevole né lesiva della libertà d’impresa, attesa la natura tecnico-discrezionale della valutazione prefettizia, il pieno sindacato giurisdizionale e la temporaneità della misura.

Domande e risposte

Cos’è l’informazione antimafia interdittiva?

Un provvedimento del Prefetto che attesta il pericolo di infiltrazione mafiosa nell’impresa, con effetti interdittivi immediati.

Perché la Corte l’ha ritenuta legittima?

Perché si basa su una valutazione tecnico-discrezionale soggetta a controllo giurisdizionale pieno e ha validità temporanea, con riesame periodico.

La Corte ha suggerito qualcosa al legislatore?

Sì: ha osservato che la disciplina merita una rimeditazione, pur non potendo essere oggetto di una pronuncia specifica nel caso.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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