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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 6, della legge n. 238/1997, che esclude dall’indennizzo per danni da trasfusioni il convivente more uxorio contagiato dal partner danneggiato, poiché il rimettente non aveva adeguatamente motivato la rilevanza della questione nel caso concreto.

Di cosa si tratta

La legge n. 210/1992 prevede un indennizzo a favore di chi abbia subito danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni o emoderivati. La legge n. 238/1997 ha esteso tali benefici anche ai soggetti contagiati «in conseguenza di contatto con i soggetti» danneggiati. Il caso riguardava una donna che sosteneva di essere stata contagiata da epatite C dal marito (all’epoca convivente more uxorio), a sua volta vittima di trasfusioni.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Trento aveva sollevato questione in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione, sull’art. 1, comma 6, della legge n. 238/1997, nella parte in cui non estende i benefici al convivente more uxorio che risulti contagiato da uno dei soggetti danneggiati. La ricorrente rivendicava l’indennizzo per il contagio subito durante la convivenza, prima del matrimonio.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile la questione perché il giudice rimettente non aveva adeguatamente motivato la rilevanza: nella fattispecie concreta emergevano dubbi sia sul nesso causale (anche il padre della ricorrente era portatore dello stesso genotipo virale) sia sulla tempestività della domanda di indennizzo, elementi che il rimettente avrebbe dovuto preliminarmente risolvere.

Il principio

La questione di legittimità costituzionale è inammissibile se il giudice rimettente non ha prima accertato, con motivazione adeguata, che la norma impugnata è effettivamente applicabile al caso concreto e che il suo eventuale vizio di incostituzionalità avrebbe incidenza diretta sull’esito del giudizio.

Domande e risposte

Chi ha diritto all’indennizzo per danni da trasfusioni o emoderivati?

Ai sensi della legge n. 210/1992, hanno diritto all’indennizzo i soggetti che abbiano riportato lesioni o infermità irreversibili a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni di sangue o somministrazione di emoderivati, nonché (per effetto della l. n. 238/1997) chi sia stato contagiato in conseguenza del contatto con i soggetti già danneggiati.

Il convivente more uxorio può ottenere l’indennizzo?

La Corte non ha affrontato il merito, dichiarando inammissibile la questione per difetto di rilevanza. Il tema rimane aperto: la giurisprudenza di merito ha talvolta esteso i benefici al convivente, ma manca una decisione della Corte nel merito.

Qual è il termine per presentare domanda di indennizzo?

La domanda deve essere presentata entro tre anni dalla manifestazione dell’infermità o dalla data in cui il richiedente ha avuto conoscenza del nesso causale tra l’infermità e la vaccinazione, trasfusione o emoderivato. Il mancato rispetto del termine era uno dei profili problematici nel caso di specie.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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