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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale dichiara illegittima la norma del 1925 che, per la determinazione dell’indennità di riscatto degli impianti dei pubblici servizi, imponeva un arbitrato senza lasciare alle parti la possibilità di rivolgersi al giudice ordinario. L’arbitrato non può essere imposto per legge contro la volontà delle parti.

Di cosa si tratta

Quando un Comune riscatta gli impianti usati per un servizio pubblico (ad esempio l’illuminazione), occorre determinare l’indennità dovuta al gestore uscente. Una vecchia norma del 1925 demandava questa determinazione a un collegio arbitrale, escludendo il ricorso al giudice ordinario in caso di disaccordo.

La questione di legittimità costituzionale

Il Collegio arbitrale di Milano, nel procedimento tra Enel Sole srl e il Comune di Calcinato, ha sollevato la questione sull’art. 24 del regio decreto 15 ottobre 1925, n. 2578, in riferimento agli artt. 24, primo comma, e 102, primo comma, della Costituzione: l’arbitrato obbligatorio imposto dalla legge contrasta con il principio per cui l’arbitrato deve fondarsi sulla libera scelta delle parti.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, settimo e ottavo comma, del regio decreto n. 2578 del 1925, nella parte in cui non riconosce a ciascuna parte il diritto di adire l’autorità giudiziaria ordinaria, in caso di mancato accordo sulla determinazione dell’indennità di riscatto degli impianti dei servizi pubblici.

Il principio

L’arbitrato non può essere imposto da una legge ordinaria in modo da precludere alle parti l’accesso al giudice: deve sempre restare salva la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria ordinaria per la tutela dei propri diritti.

Domande e risposte

Cos’è l’indennità di riscatto?

È la somma che l’ente pubblico deve corrispondere al precedente gestore quando riscatta gli impianti destinati a un servizio pubblico.

Perché l’arbitrato obbligatorio era incostituzionale?

Perché impediva alle parti di rivolgersi al giudice ordinario, mentre l’arbitrato deve poggiare sulla libera scelta delle parti.

Cosa possono fare ora le parti?

In assenza di accordo sull’indennità, possono adire il giudice ordinario per ottenerne la determinazione.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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