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La Corte dichiara inammissibile la questione sulla l. n. 339/2003 che vieta agli avvocati dipendenti pubblici a part-time di iscriversi all’albo. I Tribunali rimettenti non avevano chiarito se gli istanti fossero già iscritti e in quale posizione giuridica si trovassero, rendendo incerta la rilevanza della questione.

Di cosa si tratta

La legge n. 339/2003 aveva escluso i dipendenti pubblici in part-time ridotto (fino al 50%) dall’albo degli avvocati, imponendo a chi era già iscritto di scegliere entro tre anni tra il mantenimento del rapporto di lavoro e l’iscrizione. I Tribunali di Napoli e Cuneo avevano dubitato della costituzionalità della misura, ritenendola discriminatoria e lesiva del diritto al lavoro.

La questione di legittimità costituzionale

Norme impugnate: artt. 1 e 2 l. 25 novembre 2003 n. 339. Parametri: artt. 3 e 4 Cost. Rimettenti: Tribunale di Napoli (ordinanza 28 settembre 2005) e Tribunale di Cuneo (ordinanza 25 febbraio 2006).

La decisione della Corte

La Corte riunisce i giudizi, dichiara inammissibile l’intervento dell’OUA (Organismo Unitario dell’Avvocatura) in entrambi i giudizi, e dichiara inammissibile la questione sollevata dal Tribunale di Napoli per difetto di motivazione sulla rilevanza. La questione sollevata dal Tribunale di Cuneo viene invece rimessa per ulteriore valutazione.

Il principio

Un soggetto terzo non può intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale incidentale se non è parte del processo a quo. L’OUA, pur rappresentando interessi collettivi degli avvocati, non aveva la qualità di parte nel procedimento principale e il suo intervento è stato dichiarato inammissibile.

Domande e risposte

Perché la l. n. 339/2003 aveva escluso i dipendenti pubblici dall’albo degli avvocati?

Il legislatore aveva ritenuto incompatibile l’esercizio della professione forense con il lavoro pubblico, anche a part-time ridotto, per ragioni di conflitto di interessi (l’avvocato potrebbe patrocinare contro la PA di cui è dipendente) e per tutelare l’indipendenza della professione legale.

Cosa è l’ADIP e qual era il suo ruolo?

L’ADIP (Avvocati dipendenti pubblici a tempo parziale) è un’associazione di categoria che aveva sostenuto la questione di incostituzionalità, intervenendo nel giudizio di Cuneo a favore di Ciravegna Vincenzo, che dopo la l. n. 339/2003 si era trovato a dover scegliere tra lavoro pubblico e iscrizione all’albo.

La Corte si è poi pronunciata nel merito sulla l. n. 339/2003?

In questo giudizio no: l’inammissibilità ha impedito la pronuncia nel merito sulla questione del Tribunale di Napoli. Il tema della compatibilità tra lavoro pubblico e professione forense è rimasto aperto a ulteriori evoluzioni normative e giurisprudenziali.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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