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Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Materia: Tributi locali / IMU · Riferimento: Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza 2025, n. 7048

In sintesi
  • Per i fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati l’IMU è ridotta del 50%.
  • La riduzione spetta anche senza la dichiarazione o la richiesta del contribuente, quando lo stato di inagibilità è già noto al Comune (perizie, ordinanze, esenzioni già concesse), in base ai principi di collaborazione e buona fede.
  • Attenzione: la locazione dell’immobile fa presumere il ritorno all’agibilità e fa venir meno il beneficio, salvo prova contraria rigorosa.

Il caso

Il proprietario di un immobile inagibile non presenta la dichiarazione per ottenere la riduzione IMU. Il Comune nega il beneficio proprio per la mancanza della dichiarazione, pur essendo a conoscenza dello stato dell’immobile attraverso perizie, ordinanze di messa in sicurezza e l’esenzione TARI già riconosciuta.

La decisione

La Corte dà ragione al contribuente. La riduzione del 50% prevista per i fabbricati inagibili spetta anche in assenza di una richiesta formale quando l’inagibilità è perfettamente nota al Comune da altre fonti (relazioni tecniche, ordinanze di sgombero, perimetrazioni di sicurezza, esenzioni già concesse), in virtù dei principi di collaborazione e buona fede tra fisco e contribuente. Un regolamento comunale non può trasformare la dichiarazione in un ostacolo burocratico insuperabile, là dove la legge non la rende indispensabile quando la conoscenza deriva da altra fonte.

Resta fermo che l’inagibilità rilevante è quella conseguente a un degrado fisico non superabile con interventi di manutenzione ordinaria (occorrendo restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione), e che l’onere di provarla, se contestata, grava sul contribuente. La locazione dell’immobile, infine, costituisce una presunzione forte di utilizzabilità, difficilmente compatibile con lo stato di inagibilità.

Il principio di diritto

La riduzione IMU del 50% per i fabbricati inagibili e di fatto inutilizzati spetta anche in assenza di dichiarazione del contribuente, quando lo stato di inagibilità sia già conosciuto dal Comune; l’onere di provare l’inagibilità, se contestata, resta a carico del contribuente, e la locazione dell’immobile fa presumere il venir meno del beneficio.

Implicazioni pratiche

Conviene comunque presentare la dichiarazione e conservare perizie e provvedimenti che attestino l’inagibilità. Ma se il Comune ne è già a conoscenza (ad esempio per un’ordinanza o per l’esenzione TARI), può essere ottenuta la riduzione anche senza l’adempimento formale. Al contrario, se l’immobile è affittato, è molto arduo sostenere che sia al tempo stesso inagibile: in tal caso il beneficio, di norma, non spetta.

Domande frequenti

Devo per forza dichiarare l’inagibilità per avere lo sconto IMU?

Non sempre. La riduzione del 50% spetta anche senza dichiarazione se il Comune conosce già lo stato di inagibilità da altre fonti (perizie, ordinanze, esenzioni già concesse).

Se affitto l’immobile inagibile mantengo la riduzione?

Difficilmente: la locazione fa presumere che l’immobile sia tornato utilizzabile, e quindi agibile, facendo venir meno il beneficio salvo prova contraria molto rigorosa.

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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