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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte Costituzionale ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 525, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui richiede che alla deliberazione della sentenza concorrano gli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento. Il principio dell’immediatezza non viola i parametri costituzionali invocati.

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Roma, in composizione monocratica, aveva trattato un processo penale in cui parte dell’istruzione dibattimentale (escussione di alcuni testimoni) era avvenuta dinanzi a un giudice diverso da quello poi assegnatario del ruolo. L’art. 525, comma 2, c.p.p. stabilisce che alla deliberazione concorrano, a pena di nullità assoluta, gli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento: il difetto ha quindi condotto a una richiesta di rinnovazione dell’istruzione.

La questione di legittimità costituzionale

Norma impugnata: art. 525, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui prevede che alla deliberazione concorrano a pena di nullità assoluta gli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento. Parametri invocati: artt. 3, 101 e 111 della Costituzione (uguaglianza, soggezione del giudice solo alla legge, giusto processo). Giudice rimettente: Tribunale di Roma.

La decisione della Corte

La questione è dichiarata manifestamente infondata: il principio di immediatezza (identità tra il giudice che ha assunto le prove e quello che decide) è un corollario del giusto processo e risponde alla logica del sistema accusatorio accolto dalla Costituzione e dal codice di rito; la rinnovazione dell’istruzione in caso di mutamento del giudice non è irragionevole.

Il principio

Il principio di immediatezza dibattimentale, che impone l’identità fisica tra il giudice che ha assistito alla formazione della prova e quello che delibera la sentenza, è conforme alla Costituzione (artt. 3, 101 e 111): non può configurarsi come irragionevole l’obbligo di rinnovare l’istruzione quando il giudice che ha ricevuto le prove viene sostituito prima della decisione.

Domande e risposte

Cos’è il principio di immediatezza?

Nel processo penale accusatorio, il giudice che deve decidere deve aver assistito direttamente all’esame dei testimoni e all’acquisizione delle prove: così può valutare non solo il contenuto delle deposizioni, ma anche il comportamento e l’attendibilità del testimone.

Quando si verifica un mutamento del giudice?

Può accadere per trasferimento, promozione, pensionamento o per variazioni nell’assegnazione del ruolo. In questi casi, se il nuovo giudice non ha assistito all’istruzione, le prove devono essere acquisite nuovamente.

La rinnovazione dell’istruzione non allunga i tempi del processo?

Sì, ed è una delle criticità del sistema. Alcune Corti europee hanno sollevato dubbi sull’obbligo assoluto di rinnovazione; la questione resterà al centro del dibattito sulla riforma del processo penale.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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