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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha restituito gli atti alla Corte di cassazione per rivalutare la rilevanza della questione, dopo che la sentenza n. 345/2003 aveva già dichiarato illegittima la norma ICI nella parte discriminatoria verso gli enti senza scopo di lucro.

Di cosa si tratta

La Corte di cassazione aveva sollevato questione di legittimità dell’art. 2, comma 5, del d.l. n. 16/1993 (convertito in l. n. 75/1993), che riconosceva l’agevolazione ICI sugli immobili storici solo a persone fisiche e società commerciali, escludendo gli enti senza scopo di lucro titolari di beni ex art. 4 l. n. 1089/1939. La Fondazione di Religione Pio Lascito Spigno era stata esclusa dall’agevolazione dal Comune di Genova.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte di cassazione contestava la discriminazione fiscale tra proprietari di beni storici: la norma favoriva privati e società commerciali rispetto agli enti non-profit, a fronte di identici oneri conservativi. Parametri: artt. 3 e 53 della Costituzione (eguaglianza e capacità contributiva).

La decisione della Corte

La Corte ha ordinato la restituzione degli atti al giudice rimettente. Con la sentenza n. 345 del 2003 — emanata dopo l’ordinanza di rimessione — era già stata dichiarata l’illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui non si applicava agli immobili degli enti ex art. 4 l. n. 1089/1939. Occorreva quindi verificare se la questione restasse rilevante nel giudizio a quo.

Il principio

Quando una norma impugnata viene dichiarata incostituzionale dalla Corte in un giudizio parallelo, il giudice rimettente deve rivalutare la perdurante rilevanza della questione originaria; se il vizio è già stato rimosso, il giudizio di legittimità può divenire privo di oggetto.

Domande e risposte

Le fondazioni religiose beneficiavano dell’agevolazione ICI sugli immobili storici?

No, prima dell’intervento della Corte: la norma del 1993 riservava l’agevolazione ai soli soggetti ex art. 3 l. n. 1089/1939, escludendo gli enti (tra cui fondazioni) di cui all’art. 4 della stessa legge. La sentenza n. 345/2003 ha rimosso questa discriminazione.

Cosa significa «restituzione degli atti»?

La Corte non decide nel merito, ma rinvia al giudice a quo affinché valuti se la pronuncia successiva alla rimessione abbia già risolto il problema o se la questione abbia ancora rilevanza nel caso concreto.

Qual era il principio di capacità contributiva violato?

L’agevolazione ICI per i beni storici è giustificata dai gravosi obblighi conservativi imposti al proprietario. Escludere gli enti non-profit da tale beneficio significava tassarli su una capacità contributiva fittizia, dato che quei beni sono spesso detenuti per finalità istituzionali senza reddito.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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