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La Corte costituzionale ha stabilito che il decreto di giudizio immediato deve contenere l’avviso che l’imputato può chiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova. La mancanza di tale avviso integra una nullità di ordine generale.

Di cosa si tratta

La messa alla prova è un rito alternativo che, in caso di esito positivo, estingue il reato. Va chiesta entro termini stretti. Nel giudizio immediato il decreto avvertiva l’imputato della facoltà di chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento, ma non della messa alla prova: chi non ne era a conoscenza rischiava di perdere il diritto.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale militare di Roma ha sollevato la questione sull’art. 456, comma 2, del codice di procedura penale, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non prevede che il decreto di giudizio immediato contenga l’avviso della facoltà di chiedere la messa alla prova.

La decisione della Corte

La Corte ha accolto la questione sotto il profilo dell’art. 24 Cost. (diritto di difesa), dichiarando illegittima la norma nella parte in cui non prevede quell’avviso. La censura relativa all’art. 3 è rimasta assorbita. L’omissione dell’avviso integra una nullità di ordine generale ai sensi dell’art. 178, comma 1, lettera c), cod. proc. pen.

Il principio

La richiesta dei riti alternativi è una modalità di esercizio del diritto di difesa. Quando il termine per chiederli è anticipato rispetto al dibattimento, la mancanza dell’avviso può far perdere irrimediabilmente la facoltà di accedervi, ledendo il diritto di difesa.

Domande e risposte

Cos’è il giudizio immediato?

È un rito speciale che salta l’udienza preliminare e porta direttamente al dibattimento quando la prova è evidente.

Cosa succede se l’avviso manca?

Si verifica una nullità di ordine generale, che può portare a rimettere l’imputato nei termini per chiedere la messa alla prova.

Perché conta l’art. 24 della Costituzione?

Perché garantisce il diritto di difesa: scegliere un rito alternativo è una forma qualificante di partecipazione attiva al processo.

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