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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate dal TAR Piemonte sui poteri dei Comuni di limitare gli apparecchi da gioco: il rimettente chiedeva una sentenza additiva in una materia in cui spetta al legislatore scegliere le forme e i limiti dell’intervento comunale.

Di cosa si tratta

Diversi Comuni piemontesi avevano adottato ordinanze per limitare gli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco (slot machine e simili) nelle attività commerciali, nel tentativo di contrastare il gioco d’azzardo patologico. I gestori avevano impugnato i provvedimenti davanti al TAR Piemonte, sostenendo che i Comuni non avessero il potere di limitare gli orari dei giochi autorizzati. Il TAR ha dubitato della costituzionalità delle norme statali che non prevedono espressamente questo potere comunale.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 42 e 50, comma 7, del d.lgs. n. 267/2000 (TUEL) e dell’art. 31, comma 2, del d.l. n. 201/2011, in riferimento agli artt. 32 e 118 della Costituzione, nella parte in cui non prevedono il potere dei Comuni di adottare atti volti a limitare l’uso degli apparecchi da gioco per contrastare il gioco d’azzardo patologico.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato tutte le questioni inammissibili. Il rimettente chiedeva una pronuncia additiva che attribuisse espressamente ai Comuni un potere normativo specifico in materia; ma la Corte non può sostituirsi al legislatore nel definire i contenuti, i limiti e le modalità di tale potere. Ha dichiarato inammissibile anche l’intervento di CODACONS e AIDMA Onlus, proposto oltre il termine previsto.

Il principio

Quando le questioni di legittimità costituzionale richiedono l’introduzione di poteri normativi nuovi in capo agli enti locali, con scelte di contenuto, limiti e modalità riservate al legislatore, la questione è inammissibile. La Corte non può attribuire per via giudiziaria competenze che appartengono alla discrezionalità del Parlamento.

Domande e risposte

I Comuni possono limitare gli orari delle slot machine?

Il tema ha avuto uno sviluppo successivo. Dopo questa sentenza, la Corte ha riconosciuto in altre pronunce che i Comuni possono adottare regolamenti per la limitazione della diffusione del gioco d’azzardo patologico, in forza di potestà regolamentare e di poteri di tutela della salute pubblica riconosciuti dalla legge.

Cosa è il gioco d’azzardo patologico (GAP)?

Il GAP è una dipendenza comportamentale riconosciuta come disturbo della salute, caratterizzata da impulso incontrollabile al gioco d’azzardo con gravi conseguenze economiche, familiari e sociali. La sua diffusione è collegata all’elevata densità di apparecchi da gioco nel territorio.

Perché il CODACONS non ha potuto intervenire?

L’intervento di soggetti terzi nei giudizi di legittimità costituzionale deve avvenire entro il termine previsto dalle Norme integrative della Corte. L’intervento presentato fuori termine è inammissibile, indipendentemente dalla legittimazione del soggetto interveniente.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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