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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con l’ordinanza n. 62/2024 la Corte costituzionale ha ordinato la restituzione degli atti ai numerosi giudici che avevano sollevato questioni sul reato di danneggiamento, alla luce delle modifiche introdotte dalla riforma del processo penale.

Di cosa si tratta

Numerosi tribunali avevano sollevato, con ordinanze di analogo tenore, questioni di legittimità costituzionale sul reato di danneggiamento previsto dall’art. 635 del codice penale, nel testo introdotto dalla riforma del processo penale del 2022 (d.lgs. n. 150 del 2022). Nel frattempo, però, il quadro normativo è mutato: quando, dopo l’ordinanza di rimessione, sopravviene una modifica legislativa che incide sulla disposizione censurata o sulla sua applicazione, la Corte non decide il merito ma restituisce gli atti ai giudici rimettenti, affinché valutino se le questioni siano ancora rilevanti alla luce del nuovo quadro. È un meccanismo tipico (il cosiddetto ius superveniens) che evita alla Corte di pronunciarsi su norme nel frattempo cambiate. Per chi è coinvolto in procedimenti per danneggiamento significa che la questione torna al giudice di merito, che dovrà riconsiderarla sulla base della normativa aggiornata.

La questione di legittimità costituzionale

I Tribunali ordinari di numerose sedi avevano sollevato, con diciassette ordinanze di analogo tenore, questioni di legittimità costituzionale dell’art. 635, commi secondo, numero 1), e quinto, del codice penale, nel testo introdotto dall’art. 2, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150.

La decisione della Corte

La Corte, riuniti i giudizi, ha ordinato la restituzione degli atti ai giudici rimettenti. La restituzione consegue al sopravvenire di modifiche normative (ius superveniens) che impongono ai giudici di rivalutare la rilevanza e la perdurante attualità delle questioni alla luce del nuovo quadro legislativo, senza che la Corte si pronunci nel merito.

Il principio

Quando, dopo l’ordinanza di rimessione, interviene una modifica legislativa che incide sulla disposizione censurata, la Corte restituisce gli atti al giudice rimettente perché valuti se la questione sia ancora rilevante alla luce del nuovo quadro normativo.

Domande e risposte

La Corte ha deciso se la norma sul danneggiamento è legittima?

No. Non ha esaminato il merito: ha restituito gli atti ai giudici che avevano sollevato le questioni, perché le rivalutino alla luce delle modifiche normative sopravvenute.

Che cosa significa “restituzione degli atti”?

È la decisione con cui la Corte rimanda la questione al giudice di merito, di norma quando il quadro normativo è cambiato dopo la rimessione, così che il giudice verifichi se la questione è ancora attuale e rilevante.

Che cos’è lo ius superveniens?

È la sopravvenienza di una nuova legge dopo l’ordinanza di rimessione. Può incidere sulla rilevanza della questione e indurre la Corte a restituire gli atti anziché decidere nel merito.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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