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Con un’ordinanza la Corte costituzionale ha disposto la correzione di un errore materiale presente nella motivazione di tre proprie precedenti pronunce, sostituendo la denominazione di un Ministero con quella corretta.
Di cosa si tratta
Si tratta di un’ordinanza di correzione di errore materiale: la Corte, accortasi di un’inesattezza nella denominazione di un Ministero indicata nella motivazione di alcune sue sentenze, vi pone rimedio senza incidere sul contenuto delle decisioni.
La questione di legittimità costituzionale
Non si tratta di una questione di legittimità costituzionale sollevata da un giudice, ma di un’ordinanza con cui la Corte interviene d’ufficio per correggere un errore materiale nelle motivazioni delle sentenze n. 103 del 2017 e n. 113 e n. 178 del 2018.
La decisione della Corte
La Corte ha disposto che, nella motivazione delle sentenze n. 103 del 2017, n. 113 e n. 178 del 2018, le parole «Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare» siano sostituite dalle parole «Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo».
Il principio
La Corte costituzionale può correggere gli errori materiali contenuti nelle proprie pronunce con un’ordinanza, senza modificarne il contenuto decisorio.
Domande e risposte
Che tipo di provvedimento è?
È un’ordinanza di correzione di errore materiale, non una decisione su una questione di legittimità costituzionale.
Cosa è stato corretto?
La denominazione di un Ministero erroneamente indicata nella motivazione di tre precedenti pronunce della Corte.
Cambia il contenuto delle sentenze corrette?
No. La correzione riguarda solo un errore materiale nella denominazione e non incide sul contenuto decisorio delle pronunce.
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