Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha corretto un mero errore materiale presente nel dispositivo della propria sentenza n. 63 del 2016, sostituendo l’indicazione dei commi richiamati. Non si tratta di una nuova decisione di merito, ma della rettifica di una svista di scrittura.

Di cosa si tratta

Quando in una sentenza si annida un errore puramente materiale — ad esempio un richiamo sbagliato a un comma o a una cifra — esiste una procedura apposita per correggerlo senza alterare il contenuto sostanziale della decisione. La correzione è stata chiesta dalla Regione Lombardia.

La questione di legittimità costituzionale

L’ordinanza interviene sul dispositivo della sentenza n. 63 del 2016: al numero 3) era stato fatto riferimento, per mero errore materiale, ai «commi 4 e 7» anziché ai «commi 4, primo periodo, e 7». La Corte ha ravvisato la necessità di correggere l’errore, sulla base dell’art. 32 delle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.

La decisione della Corte

Con l’ordinanza n. 150 del 2016 la Corte ha disposto che nel numero 3) del dispositivo della sentenza n. 63 del 2016 le parole «commi 4 e 7» siano sostituite dalle parole «commi 4, primo periodo, e 7».

Il principio

Gli errori puramente materiali contenuti in una pronuncia della Corte possono essere corretti con un’apposita ordinanza, senza incidere sul contenuto sostanziale della decisione già resa.

Domande e risposte

Che cos’è un errore materiale in una sentenza?

È una svista di scrittura — come un numero o un richiamo sbagliato — che non riflette la reale volontà del giudice e può essere corretta senza modificare la decisione.

Chi può chiedere la correzione?

La correzione può essere chiesta dalle parti del giudizio; in questo caso l’istanza era stata proposta dalla Regione Lombardia.

La correzione cambia l’esito della sentenza n. 63 del 2016?

No: la decisione resta la stessa, viene solo corretta l’indicazione dei commi richiamati nel dispositivo.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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