Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con questa ordinanza la Corte costituzionale ha corretto un errore materiale contenuto nella sentenza n. 33 del 2021: nella motivazione era stato citato erroneamente l’art. 330 del codice civile al posto dell’art. 300. Si tratta di una mera correzione, senza incidenza sul contenuto della decisione.
Di cosa si tratta
Talvolta, nelle motivazioni delle decisioni giudiziarie, possono comparire sviste o refusi che non riflettono la reale volontà del giudice. Per rimediarvi esiste l’istituto della correzione dell’errore materiale, che consente di emendare il testo senza modificarne la sostanza.
La questione di legittimità costituzionale
Non si trattava di una questione di legittimità costituzionale, ma di un giudizio per la correzione di un errore materiale: nella motivazione della sentenza n. 33 del 2021, al punto 5.8 del Considerato in diritto, era citato per mero errore l’art. 330 del codice civile in luogo dell’art. 300 del codice civile. La Corte ha agito ai sensi dell’art. 32 delle Norme integrative.
La decisione della Corte
La Corte ha disposto la correzione dell’errore materiale: nella sentenza n. 33 del 2021, al punto 5.8 del Considerato in diritto, le parole «all’art. 330 cod. civ.» sono sostituite dalle parole «all’art. 300 cod. civ.».
Il principio
La correzione dell’errore materiale consente di emendare refusi e sviste presenti nelle decisioni della Corte senza alterarne il contenuto sostanziale: l’ordinanza si limita a sostituire l’esatto riferimento normativo erroneamente indicato.
Domande e risposte
Questa ordinanza cambia il contenuto della sentenza n. 33 del 2021?
No. Si limita a correggere un refuso nel riferimento a un articolo del codice civile, senza incidere sulla sostanza della decisione.
Cos’è un errore materiale?
È una svista o un refuso evidente, come un numero di articolo sbagliato, che può essere corretto con un’apposita procedura senza riaprire il merito della decisione.
Su quale base la Corte ha disposto la correzione?
Sull’art. 32 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, che disciplina la correzione degli errori materiali.
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