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Con ordinanza la Corte costituzionale ha disposto la correzione di un errore materiale presente nel dispositivo della propria sentenza n. 39 del 2014. Si tratta di un provvedimento di rettifica formale, non di una nuova decisione di merito.
Di cosa si tratta
Anche le pronunce della Corte costituzionale possono contenere errori materiali, cioè sviste o inesattezze formali nel testo. La legge consente di correggerli con un’apposita ordinanza, senza incidere sul contenuto sostanziale della decisione già adottata.
La questione di legittimità costituzionale
Non si trattava di una questione di legittimità costituzionale, ma della rettifica di un errore materiale contenuto nel dispositivo della sentenza n. 39 del 2014: al numero 4) le parole «comma 11, primo periodo» andavano integrate con il riferimento al «comma 10, secondo periodo».
La decisione della Corte
La Corte ha disposto che nella sentenza n. 39 del 2014 fosse corretto l’errore materiale, sostituendo, al numero 4) del dispositivo, «comma 11, primo periodo» con «comma 10, secondo periodo, e comma 11, primo periodo».
Il principio
L’errore materiale contenuto in una pronuncia della Corte costituzionale può essere corretto con apposita ordinanza, che ne rettifica il testo senza modificare la sostanza della decisione.
Domande e risposte
Che cos’è un errore materiale?
È una svista o inesattezza formale nel testo di un provvedimento — ad esempio un riferimento normativo incompleto — che non incide sul contenuto della decisione e può essere corretta.
La correzione cambia l’esito della sentenza n. 39 del 2014?
No: la rettifica riguarda solo l’esatta individuazione delle disposizioni nel dispositivo, senza modificare la sostanza della decisione.
Con quale atto la Corte corregge i propri errori materiali?
Con un’ordinanza di correzione, distinta dalla sentenza, che dispone la rettifica del testo.
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