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La Corte costituzionale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 20, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 112/2008 (norma di interpretazione autentica sull’obbligo di versamento della contribuzione di malattia), sollevata dalla Corte d’appello di Torino, per difetto di rilevanza nel giudizio principale.
Di cosa si tratta
La Compagnia Valdostana delle Acque S.p.A., nata dalla privatizzazione di una parte dell’ENEL, aveva chiesto all’INPS la restituzione dei contributi di malattia versati dal 2001 al 2006, sostenendo di avere ereditato dall’ENEL il diritto all’esonero dal versamento (previsto dal d.P.R. n. 145/1965 per l’ENEL, che erogava direttamente il trattamento di malattia ai propri dipendenti). La Corte d’appello di Torino aveva sollevato questione di legittimità costituzionale della norma di interpretazione autentica dell’art. 6 della legge n. 138/1943, contenuta nel d.l. n. 112/2008.
La questione di legittimità costituzionale
Norma impugnata: art. 20, comma 1, secondo periodo, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112 (conv. legge n. 133/2008), interpretazione autentica dell’art. 6 della legge 11 gennaio 1943, n. 138. Parametri: artt. 3 e 24 comma 1 della Costituzione. Giudice rimettente: Corte d’appello di Torino.
La decisione della Corte
La questione è stata dichiarata manifestamente inammissibile per difetto di rilevanza. La norma censurata forniva l’interpretazione autentica dell’art. 6 della legge n. 138/1943 (disciplina generale del versamento dei contributi), ma la pretesa della Compagnia Valdostana si basava su una normativa speciale (d.P.R. n. 145/1965 per l’ENEL) non coperta dall’interpretazione autentica. Dunque, quale che fosse l’esito del giudizio di legittimità costituzionale, la soluzione del giudizio principale dipendeva da un’altra norma.
Il principio
La rilevanza della questione di legittimità costituzionale presuppone che la norma impugnata sia effettivamente applicabile nel giudizio a quo: se la soluzione della controversia dipende da un’altra norma (nella specie la normativa speciale ENEL), la questione è irrilevante anche se la norma censurata è in astratto connessa alla materia.
Domande e risposte
Che cosa è una norma di interpretazione autentica?
Una norma di interpretazione autentica è una disposizione legislativa che chiarisce il significato di un’altra norma preesistente con efficacia retroattiva. Poiché incide sui rapporti già definiti o in corso, la sua legittimità costituzionale è soggetta a controllo particolarmente severo.
In che cosa consisteva il «privilegio» dell’ENEL in materia di contribuzione di malattia?
Il d.P.R. n. 145/1965 obbligava l’ENEL a erogare direttamente ai dipendenti le prestazioni di malattia e, in corrispondenza, lo esonerava dal versamento all’INPS della relativa contribuzione. La questione era se tale privilegio si trasmettesse alle società sorte dalla privatizzazione dell’ENEL.
La Compagnia Valdostana aveva diritto all’esonero?
La Corte d’appello avrebbe dovuto verificare se l’art. 18 del d.l. n. 333/1992 (privatizzazioni) estendesse alla Compagnia il regime ENEL. La Corte costituzionale non ha potuto pronunciarsi su questo punto perché la questione era inammissibile.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — principio di ragionevolezza delle norme di interpretazione autentica
- Art. 24 della Costituzione — diritto di difesa, potenzialmente leso dalle norme retroattive
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