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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte annulla la deliberazione della Giunta regionale della Campania che negava efficacia nel proprio territorio alla legge statale sul condono edilizio. Non spetta alla Regione adottare atti volti a disapplicare unilateralmente una legge dello Stato, anche quando ne contesti la legittimità costituzionale.

Di cosa si tratta

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato conflitto di attribuzioni nei confronti della Regione Campania in relazione alla deliberazione della Giunta regionale n. 2827 del 30 settembre 2003, con cui si integravano le linee guida per la pianificazione territoriale disponendo che la sanatoria straordinaria prevista dalla legge statale non avrebbe avuto efficacia nel territorio campano.

La questione di legittimità costituzionale

Il conflitto riguardava il riparto di attribuzioni costituzionali: lo Stato sosteneva che la Regione non potesse adottare un atto esecutivo-amministrativo volto a disapplicare una legge statale vigente, a prescindere da ogni valutazione sulla sua legittimità costituzionale. Il parametro era il principio di legalità e il ruolo della Corte come unico organo competente a sindacare la legittimità delle leggi.

La decisione della Corte

La Corte dichiara che non spetta alla Regione Campania, e per essa alla Giunta regionale, adottare un atto con il quale si nega efficacia all’interno del proprio territorio a un atto legislativo dello Stato. Annulla di conseguenza la deliberazione della Giunta regionale n. 2827 del 2003.

Il principio

Nessun organo regionale, neppure attraverso atti amministrativi o delibere di Giunta, può disapplicare una legge statale vigente nel proprio territorio. Il rimedio contro una legge statale ritenuta incostituzionale è il ricorso alla Corte costituzionale, non la disapplicazione unilaterale.

Domande e risposte

La Regione poteva impugnare la legge statale davanti alla Corte costituzionale?

Sì. Il corretto rimedio era il ricorso in via principale davanti alla Corte, non la disapplicazione amministrativa. Altre Regioni avevano infatti già proposto ricorso (deciso con la sentenza n. 196/2004).

L’annullamento della delibera regionale significa che il condono vale in Campania?

Sì, la delibera che negava efficacia alla legge statale è annullata, quindi la disciplina statale del condono torna applicabile, nei limiti poi fissati dalla sentenza n. 196/2004.

Esiste un caso analogo in giurisprudenza?

La Corte richiama il principio generale per cui i conflitti di attribuzioni tra Stato e Regioni si risolvono davanti alla Corte stessa e non attraverso atti unilaterali di disapplicazione.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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