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Chi ha beneficiato del condono edilizio del 2003 e ha pagato per intero la somma dovuta doveva aspettare 36 mesi dal pagamento prima che il reato edilizio si estinguesse. La Corte ha dichiarato incostituzionale questa attesa obbligatoria nei casi in cui il Comune avesse già verificato e attestato che il pagamento era corretto. Se l’amministrazione ha già fatto il suo controllo e ha dato il via libera, far aspettare altri mesi non ha senso e viola il principio di ragionevolezza. Da ora, in questi casi il reato si estingue subito dopo l’attestazione comunale.
Di cosa si tratta
La Corte costituzionale, con sentenza n. 70 del 2008, si è pronunciata su una questione di legittimità costituzionale riguardante Art. 32, comma 36, d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (conv. l. 24 novembre 2003, n. 326) – nella parte in cui condiziona l’. La decisione riguarda diritti e principi fondamentali dell’ordinamento italiano.
La questione di legittimità costituzionale
Norma impugnata: Art. 32, comma 36, d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (conv. l. 24 novembre 2003, n. 326) – nella parte in cui condiziona l’estinzione dei reati edilizi al decorso di 36 mesi dal pagamento dell’oblazione anche quando il Comune ha già attestato la congruità del pagamento
Parametro costituzionale: Artt. 3, 97 e 111 della Costituzione
Giudice rimettente: Tribunale di Frosinone, sezione distaccata di Alatri
La decisione della Corte
Dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 32, comma 36, d.l. n. 269 del 2003 nella parte in cui non prevede che il reato si estingua anche quando, prima dei 36 mesi, l’autorità comunale abbia attestato la congruità dell’oblazione versata
Il principio
Il termine di 36 mesi previsto per l’estinzione dei reati edilizi da condono è giustificato nella misura in cui serve a consentire all’amministrazione di verificare la congruità dell’oblazione. Tuttavia, una volta che il Comune abbia già effettuato tale verifica e rilasciato l’attestazione di congruità, il protrarsi del termine diventa manifestamente irragionevole ai sensi dell’art. 3 Cost., perché non assolve più ad alcuna funzione e prolunga inutilmente la pendenza del procedimento penale.
Domande e risposte
Cosa è il condono edilizio del 2003?
È il condono previsto dall’art. 32 del d.l. n. 269/2003, che consentiva di regolarizzare abusi edilizi commessi entro una certa data, a patto di pagare un’oblazione (somma di denaro) al Comune e di soddisfare altri requisiti.
Perché il termine di 36 mesi era irragionevole in alcuni casi?
Il termine serviva a dare al Comune il tempo di verificare che l’oblazione fosse corretta. Se il Comune aveva già effettuato la verifica e rilasciato un’attestazione di congruità, il termine non serviva più a niente e la sua permanenza diventava priva di giustificazione razionale.
Chi beneficia di questa sentenza?
I titolari di immobili che avevano già pagato per intero l’oblazione del condono 2003 e avevano ricevuto dal Comune l’attestazione di congruità del pagamento prima della scadenza dei 36 mesi. Per loro il reato edilizio si estingue al momento dell’attestazione, non dopo 36 mesi.
Norme collegate
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.