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La Corte costituzionale dichiara manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal TAR Piemonte sul d.lgs. n. 152 del 2006 (Codice dell’ambiente) in materia di concessione gratuita delle infrastrutture idriche, per carenza di motivazione sulla rilevanza.
Di cosa si tratta
Il TAR Piemonte, in un giudizio promosso dalla Federconsumatori Piemonte contro l’Autorità d’àmbito n. 2 (Biellese-Vercellese-Casalese), aveva sollevato questione di legittimità dell’art. 153, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006, che prevede la concessione gratuita delle infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali al gestore del servizio idrico integrato, nonché dell’intero d.lgs. n. 152 del 2006 per eccesso di delega.
La questione di legittimità costituzionale
Questione di legittimità costituzionale del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), in particolare dell’art. 153, comma 1, in riferimento all’art. 76 Cost. (eccesso di delega) e altri parametri, sollevata dal TAR Piemonte nel procedimento tra Federconsumatori Piemonte e l’Autorità d’àmbito n. 2 – Biellese-Vercellese-Casalese.
La decisione della Corte
La Corte dichiara inammissibile l’intervento della Regione Piemonte e manifesta inammissibilità di tutte le questioni sollevate, sia quella relativa all’intero d.lgs. n. 152 del 2006 sia quella concernente il singolo art. 153, comma 1. Il rimettente non ha adeguatamente motivato la rilevanza delle questioni nel giudizio principale.
Il principio
Il giudice a quo deve motivare adeguatamente sia la non manifesta infondatezza sia la rilevanza della questione di legittimità costituzionale nel giudizio principale. La mancanza di motivazione sulla rilevanza — ossia sul fatto che la norma impugnata sia applicabile alla fattispecie e che la sua illegittimità influirebbe sull’esito del giudizio — rende la questione manifestamente inammissibile.
Domande e risposte
Cosa prevede l’art. 153 del Codice dell’ambiente?
L’art. 153, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006 stabilisce che le infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali (reti acquedottistiche, fognature) vengano affidate in concessione d’uso gratuita, per tutta la durata della gestione, al gestore del servizio idrico integrato. Gli enti locali cedono l’uso delle reti senza ricevere un canone.
Cos’è la manifesta inammissibilità di una questione costituzionale?
La manifesta inammissibilità è pronunciata dalla Corte in camera di consiglio (con ordinanza) quando la questione è palesemente inammissibile per difetti formali o sostanziali: mancanza di motivazione sulla rilevanza, assenza di descrizione del giudizio principale, questione ipotetica o astratta. Non comporta un giudizio nel merito sulla norma impugnata.
Cosa avrebbe dovuto dimostrare il TAR per sollevare validamente la questione?
Il TAR avrebbe dovuto spiegare: (1) perché la norma impugnata era effettivamente applicabile alla controversia concreta sui canoni idrici del Comune di Vercelli; (2) come l’eventuale dichiarazione di illegittimità avrebbe influenzato la decisione del giudizio principale. La mancanza di queste spiegazioni ha reso le questioni inammissibili.
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