Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Edilizia Industria (ANCE)

In sintesi

Nel CCNL Edilizia Industria il preavviso degli operai è di 7 giorni lavorativi fino a 3 anni di anzianità e di 10 oltre, uguale per licenziamento e dimissioni. Per gli impiegati va da 1 a 4 mesi in caso di licenziamento e da 15 giorni a 3 mesi in caso di dimissioni, secondo categoria e anzianità, e decorre dalla metà o dalla fine del mese.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
ANCE · Legacoop · Confcooperative · Agci · FenealUil · Filca-CISL · Fillea-CGIL
Ultimo rinnovo
21 febbraio 2025
Vigenza
Fino al 30 giugno 2028
Platea
445.037 lavoratori (CNEL, codice F012, comprese le cooperative)

Operai: 7 o 10 giorni lavorativi

Preavviso degli operai, licenziamento e dimissioni (art. 32)
Anzianità ininterrotta Preavviso
Fino a 3 anni 7 giorni lavorativi
Oltre 3 anni 10 giorni lavorativi

Per gli operai che hanno superato la prova i termini sono gli stessi per il licenziamento e per le dimissioni, e il recesso può avvenire in qualsiasi giorno. Chi non dà il preavviso deve all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione del periodo (per i cottimisti si aggiunge l’utile medio di cottimo delle ultime due quindicine o quattro settimane). Licenziamento e dimissioni vanno comunicati per iscritto.

Impiegati: licenziamento

Preavviso degli impiegati in caso di licenziamento (art. 71)
Impiegati Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
1ª categoria super e 1ª categoria (6° e 7° livello) 2 mesi 3 mesi 4 mesi
2ª categoria e impiegati di 4° livello (5° e 4° livello) 1 mese e mezzo 2 mesi 3 mesi
3ª e 4ª categoria, anche di primo impiego (3°, 2° e 1° livello) 1 mese 1 mese e mezzo 2 mesi

Impiegati: dimissioni

Preavviso degli impiegati in caso di dimissioni (art. 71)
Impiegati Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
1ª categoria super e 1ª categoria 1 mese 2 mesi 3 mesi
2ª categoria e impiegati di 4° livello 1 mese 1 mese 2 mesi
3ª e 4ª categoria, anche di primo impiego 15 giorni 1 mese 1 mese

Fra parentesi, nella prima tabella, i livelli della scala unica del CCNL corrispondenti alle categorie impiegatizie; la scala è spiegata nella scheda sui livelli del CCNL Edilizia.

Decorrenza e regole per gli impiegati

  • Il preavviso decorre dal giorno successivo al ricevimento della comunicazione, ma i termini si contano dalla metà o dalla fine del mese: i giorni fra la comunicazione e il 15 o la fine del mese si aggiungono al preavviso.
  • Se l’impiegato non dà il preavviso, l’impresa può trattenere l’indennità sostitutiva da quanto gli deve.
  • Chi riceve il preavviso può chiudere subito il rapporto, all’inizio o durante il periodo, senza dovere un indennizzo per la parte non lavorata.
  • Durante il preavviso l’impresa concede permessi per cercare un nuovo lavoro, con durata e distribuzione stabilite dall’impresa.

Indennità di mancato preavviso: come si calcola

Chi non rispetta il preavviso paga all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo mancante (art. 2118 c.c.). Per gli operai sono 7 o 10 giorni lavorativi di retribuzione, e per i cottimisti si aggiunge l’utile medio di cottimo delle ultime due quindicine o quattro settimane (art. 32). Per gli impiegati sono le mensilità della tabella. Se è l’impiegato a dimettersi senza preavviso, l’impresa trattiene l’indennità da quanto gli deve (art. 71). L’indennità sostitutiva spetta anche quando l’impresa licenzia dopo il superamento del comporto (artt. 26 e 66).

Malattia durante il preavviso

Il CCNL ha una regola propria: l’operaio che si ammala durante il preavviso ha diritto al trattamento di malattia e alla conservazione del posto fino alla scadenza del preavviso stesso (art. 26); lo stesso vale per l’impiegato, con il trattamento economico fino alla scadenza del preavviso (art. 66). Il testo del contratto quindi non prevede che la malattia allunghi il preavviso. La regola generale dell’art. 2110 c.c. sulla conservazione del posto durante la malattia resta il punto di riferimento in caso di contestazione: per il caso concreto conviene rivolgersi al sindacato o alla Cassa Edile.

Durante il preavviso si possono prendere le ferie?

No: per gli operai il periodo di preavviso non può essere considerato periodo di ferie (art. 15) e per gli impiegati l’assegnazione delle ferie non può avvenire durante il preavviso.

Casi pratici

Tizio – Operaio che si dimette dopo 2 anni
Tizio, operaio specializzato con 2 anni di anzianità, presenta le dimissioni lunedì 9 marzo 2026. Il preavviso è di 7 giorni lavorativi, lo stesso del licenziamento: contando i giorni lavorativi da martedì 10 marzo, con l’orario dal lunedì al venerdì termina mercoledì 18 marzo. Se se ne va prima, l’impresa può trattenergli la retribuzione dei giorni mancanti.
Caia – Impiegata di 2ª categoria licenziata dopo 7 anni
Caia, impiegata di 2ª categoria (5° livello) con 7 anni di servizio, riceve il 10 febbraio un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Il preavviso è di 2 mesi, ma si conta dalla metà del mese: dal 15 febbraio, con i giorni dal 10 al 15 in più. Se l’impresa la esonera subito, le deve l’indennità sostitutiva per l’intero periodo.
Sempronio – Impiegato di 3ª categoria che si dimette
Sempronio, impiegato di 3ª categoria (3° livello) con 3 anni di servizio, si dimette: deve 15 giorni di preavviso, mentre in caso di licenziamento gliene spetterebbe 1 mese.

Domande frequenti

Quanti giorni di preavviso per un operaio edile?
7 giorni lavorativi fino a 3 anni di anzianità ininterrotta, 10 giorni lavorativi oltre. Valgono sia per il licenziamento sia per le dimissioni.
Le dimissioni hanno lo stesso preavviso del licenziamento?
Per gli operai sì. Per gli impiegati no: c’è una tabella apposita, da 15 giorni (3ª e 4ª categoria fino a 5 anni) a 3 mesi (1ª categoria e 1ª super oltre 10 anni).
Quanto preavviso spetta a un impiegato edile licenziato?
Da 1 a 4 mesi: 2, 3 o 4 mesi per 1ª categoria e 1ª super; 1 mese e mezzo, 2 o 3 mesi per 2ª categoria e 4° livello; 1 mese, 1 mese e mezzo o 2 mesi per 3ª e 4ª categoria, secondo l’anzianità (fino a 5 anni, da 5 a 10, oltre 10).
La malattia durante il preavviso lo allunga?
Il CCNL edile dice che chi si ammala durante il preavviso conserva il posto e riceve il trattamento di malattia fino alla scadenza del preavviso stesso (art. 26 per gli operai, art. 66 per gli impiegati): il testo non prevede un allungamento.
Quanto preavviso deve dare un impiegato edile che si dimette?
Da 15 giorni a 3 mesi: 1, 2 o 3 mesi per 1ª categoria e 1ª super; 1, 1 o 2 mesi per 2ª categoria e 4° livello; 15 giorni, 1 mese o 1 mese per 3ª e 4ª categoria, secondo l’anzianità (fino a 5 anni, da 5 a 10, oltre 10). I termini decorrono dalla metà o dalla fine del mese.
Come si calcola l’indennità di mancato preavviso nell’edilizia?
È pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato: 7 o 10 giorni lavorativi per gli operai (più l’utile medio di cottimo per i cottimisti), le mensilità della tabella per gli impiegati.

Le cooperative edili e le imprese artigiane hanno contratti propri: vedi il preavviso nel CCNL edili cooperative e il preavviso nel CCNL edilizia artigianato.

Fonti: CCNL Edilizia, art. 71 — Preavviso impiegati · CCNL 21 febbraio 2025, testo Feneal Uil (artt. 15, 26, 32, 66, 71) · archivio CNEL dei CCNL vigenti. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e paga base operai e impiegati, il ruolo della Cassa Edile, Maternità e congedi parentali nel CCNL Edilizia Industria, Gratifica natalizia e mensilità aggiuntive nel CCNL Edilizia Industria, tutele e comporto e operai e impiegati.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Edilizia Industria (ANCE). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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