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Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Materia: Tributi locali / IMU · Riferimento: Corte di Cassazione, sez. V, ordinanza 13 aprile 2025, n. 9620

In sintesi
  • Ciascun coniuge può godere dell’esenzione IMU sull’immobile in cui risiede e dimora abitualmente, anche se si trova in un Comune diverso.
  • È superato l’obbligo che l’intero nucleo familiare risieda nella stessa abitazione (dopo la Corte costituzionale n. 209/2022).
  • Servono però entrambi i requisiti per ciascun coniuge: residenza anagrafica e dimora abituale effettiva.

Il caso

Due coniugi hanno la residenza — e l’abitazione — in due immobili diversi. Il Comune nega l’esenzione IMU per l’abitazione principale ad almeno uno dei due, sostenendo che il nucleo familiare possa avere una sola abitazione principale agevolata. I coniugi rivendicano invece l’esenzione su entrambi gli immobili.

La decisione

La Corte si pone nel solco della sentenza della Corte costituzionale n. 209/2022, che ha dichiarato illegittimo il requisito secondo cui, per l’esenzione, l’intero nucleo familiare doveva risiedere e dimorare nello stesso immobile. Caduto quel vincolo, la nozione di abitazione principale torna a riferirsi al singolo possessore: ogni coniuge che risiede anagraficamente e dimora abitualmente in un immobile ha diritto all’esenzione su quell’immobile, a prescindere dal fatto che le due case si trovino nello stesso Comune o in Comuni differenti.

Il principio di diritto

Ai fini dell’esenzione IMU per l’abitazione principale rileva la situazione del singolo contribuente: ciascun coniuge ha diritto all’agevolazione sull’immobile in cui ha stabilito residenza anagrafica e dimora abituale, senza che osti la diversa residenza dell’altro coniuge.

Implicazioni pratiche

La pronuncia è di grande interesse pratico, ma non va letta come un via libera indiscriminato. L’esenzione richiede la presenza effettiva di entrambi i requisiti — residenza anagrafica e dimora abituale — per ciascun coniuge: il Comune conserva il potere di contestare una doppia residenza meramente fittizia, creata «di comodo» solo per ottenere il beneficio. È quindi essenziale che la situazione dichiarata corrisponda a un’effettiva separazione delle dimore abituali.

Domande frequenti

Marito e moglie con case diverse pagano l’IMU?

Ciascuno può avere l’esenzione sull’immobile in cui risiede e dimora abitualmente, anche in Comuni diversi, purché la situazione sia reale e non di comodo.

Vale anche se le case sono nello stesso Comune?

Sì. Dopo la Corte costituzionale 209/2022 non conta più il Comune: rileva la residenza e la dimora abituale effettiva di ciascun coniuge.

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o tributaria. I principi giurisprudenziali vanno sempre verificati nella versione aggiornata e calati nel caso concreto con l’assistenza di un professionista abilitato.
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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