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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte dichiara manifestamente infondata la questione sulla tabella dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica della Regione Emilia-Romagna. Il meccanismo di calcolo dei canoni, graduato in base al reddito e alle caratteristiche dell’alloggio, non viola il principio di eguaglianza.

Di cosa si tratta

La legge regionale dell’Emilia-Romagna n. 12/1984 disciplinava l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP), inclusa la determinazione dei canoni di affitto attraverso una tabella allegata alla legge. La Corte d’appello di Bologna aveva sollevato dubbi sulla razionalità del sistema di calcolo, ritenendo che potesse generare trattamenti diseguali tra locatari in condizioni simili.

La questione di legittimità costituzionale

La Corte d’appello di Bologna ha sollevato questione di legittimità costituzionale della tabella A allegata alla legge regionale dell’Emilia-Romagna n. 12/1984, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, lamentando una disparità irragionevole nel calcolo dei canoni ERP.

La decisione della Corte

La Corte dichiara la manifesta infondatezza. Il sistema tabellare di calcolo dei canoni dell’edilizia residenziale pubblica riflette una scelta legislativa regionale discrezionale, adeguatamente motivata da criteri di graduazione in funzione del reddito e delle caratteristiche abitative. Non emerge alcuna irrazionalità tale da integrare una violazione dell’art. 3 Cost.

Il principio

La determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica rientra nella discrezionalità del legislatore regionale, e non viola il principio di eguaglianza ove il sistema di calcolo sia ancorato a criteri obiettivi e ragionevoli quali il reddito del nucleo familiare e le caratteristiche dell’alloggio.

Domande e risposte

Cos’è l’edilizia residenziale pubblica?

L’ERP è l’insieme degli alloggi di proprietà pubblica (Comuni, ATER/IACP o società regionali) affittati a canone agevolato a nuclei familiari in condizioni economiche disagiate, secondo graduatorie pubbliche.

Come si calcola il canone dell’ERP?

Di norma il canone è calcolato in percentuale del reddito del nucleo familiare (ISEE), con correttivi legati alla superficie dell’alloggio e alla sua ubicazione. Ogni Regione adotta i propri criteri entro i limiti fissati dalla legge statale.

Un inquilino ERP può contestare il canone in giudizio?

Sì: può impugnare l’atto amministrativo di determinazione del canone davanti al TAR (ove sia un atto pubblico) o al giudice civile (se il rapporto ha natura privatistica), eccependone l’illegittimità per vizio di legge o di atto.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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