Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
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Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
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Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.
Art. 300 D.Lgs. 209/2005 – Sinistri causati da veicoli non identificati o non assicurati
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. 1. Nei casi previsti dall'articolo 297, comma 1, lettere b) e c), l'Organismo di indennizzo italiano, ricevuta la richiesta di risarcimento, ne informa immediatamente: a) il fondo di garanzia dello Stato membro in cui il veicolo che ha causato il sinistro staziona abitualmente, nel caso si tratti di un veicolo non assicurato, nonché il Fondo di garanzia dello Stato membro in cui è accaduto il sinistro se diverso da quello ove staziona abitualmente il veicolo; b) il fondo di garanzia dello Stato membro in cui si è verificato il sinistro, nel caso in cui lo stesso sia stato causato da un veicolo non identificato ovvero da un veicolo non assicurato di uno Stato terzo.
2. L'Organismo di indennizzo italiano, ricevuta la richiesta di risarcimento, è tenuto a rispettare, per la determinazione della responsabilità e la quantificazione del danno, le norme del diritto positivo vigenti nello Stato ove è avvenuto il sinistro.
3. 3. L'Organismo di indennizzo italiano, qualora abbia risarcito gli aventi diritto, secondo quanto previsto nel comma 1, ha diritto di richiedere il rimborso di quanto corrisposto a titolo di risarcimento e di quanto sostenuto a titolo di spese dirette e indirette nella misura e secondo le modalità stabilite dall'accordo fra gli organismi di indennizzo e fra gli organismi di indennizzo e i fondi di garanzia: a) al Fondo di garanzia dello Stato membro in cui il veicolo staziona abitualmente, nel caso in cui non possa essere identificata l'impresa di assicurazione; b) al Fondo di garanzia dello Stato membro ove si è verificato il sinistro, nel caso di veicolo non identificato; c) al Fondo di garanzia dello Stato membro ove si è verificato il sinistro, nel caso di veicoli non assicurati di uno Stato terzo.
Art. 214 CPI – Assemblea per l’elezione del Consiglio dell’ordine
D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato
1. I componenti del Consiglio dell’ordine di cui all’articolo 215 sono eletti a maggioranza semplice dei voti segreti validamente espressi per mezzo di schede contenenti un numero di nomi non superiore alla metà più uno dei componenti da eleggere. Vengono eletti i dieci candidati che hanno riportato il maggior numero di voti. In caso di parità è preferito il candidato più anziano per iscrizione e, tra coloro che abbiano uguale anzianità di iscrizione, il più anziano di età.
2. Ciascuna categoria dei consulenti che esercitano la professione in forma autonoma, sia individualmente che nell’ambito di società, uffici o servizi autonomi, da una parte, e dei consulenti che esercitano in uffici e servizi specializzati nell’ambito di enti o imprese di cui all’articolo 205, comma 3, dall’altra, non può essere rappresentata in seno al Consiglio dell’ordine con più di otto componenti. Parimenti ciascuna sezione dell’albo non può essere rappresentata in seno al Consiglio dell’ordine con più di sette componenti, ad essa iscritti in via esclusiva.
3. Non sono ammesse le partecipazioni e votazioni per delega. È ammessa la votazione mediante lettera.
4. Le modalità di svolgimento delle votazioni, delle operazioni di scrutinio e di proclamazione degli eletti sono stabilite con decreto del Ministro delle attività produttive.
Testo vigente verificato su Normattiva. Scheda in arricchimento editoriale.
I diritti di utilizzazioni spettanti agli autori delle opere dell'ingegno, nonché i diritti connessi aventi carattere patrimoniale, possono essere acquistati, alienati o trasmessi in tutti i modi e forme consentiti dalla legge, salva l'applicazione delle norme contenute in questo capo.
Gli autori, gli adattatori dei dialoghi, i direttori del doppiaggio e gli artisti interpreti e esecutori, inclusi i doppiatori, che concedono in licenza o trasferiscono i propri diritti esclusivi per lo sfruttamento delle loro opere o di altri materiali protetti hanno il diritto, direttamente o tramite gli organismi di gestione collettiva e le entità di gestione indipendenti di cui al decreto legislativo 15 marzo 2017 n. 35 cui abbiano conferito apposito mandato, a una remunerazione adeguata e proporzionata al valore dei diritti concessi in licenza o trasferiti, nonché commisurata ai ricavi che derivano dal loro sfruttamento, anche tenendo conto, in quanto pertinenti, della particolarità del settore di riferimento e dell'esistenza di accordi di contrattazione collettiva, fatto salvo il diritto al compenso previsto da altre disposizioni di legge, ivi incluse quelle di cui agli articoli 46-bis e 84.
Sono nulle le pattuizioni contrarie a quanto previsto dal presente comma.
È ammessa una remunerazione forfettaria per l'autore o l'artista quando il suo contributo all'opera o all'esecuzione ha carattere meramente accessorio e i costi delle operazioni di calcolo sono sproporzionati allo scopo. 53
1. Gli enti locali e le aziende speciali sono autorizzate , nel rispetto dei limiti imposti dall’ordinamento alla possibilità di indebitamento, ad assumere mutui, anche se assistiti da contributi dello Stato o delle regioni, per il finanziamento di opere pubbliche destinate all’esercizio di servizi pubblici, soltanto se i contratti di appalto sono realizzati sulla base di progetti “chiavi in mano” ed a prezzo non modificabile in aumento, con procedura di evidenza pubblica e con esclusione della trattativa privata. 83
2. Per le nuove opere di cui al comma 1 il cui progetto generale comporti una spesa superiore a cinquecentomila euro , gli enti di cui al comma 1 approvano un piano economico-finanziario diretto ad accertare l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento e della connessa gestione, anche in relazione agli introiti previsti ed al fine della determinazione delle tariffe. 83
3. COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 DICEMBRE 2000, N. 392 , CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 FEBBRAIO 2001, N. 26 .
4. 4. Le tariffe dei servizi pubblici di cui al comma 1 sono determinati in base ai seguenti criteri: a) la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare la integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico-finanziario; b) l’equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti ed il capitale investito; c) l’entità dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli investimenti e della qualità del servizio.
Art. 7 D.Lgs. 175/2024 – Indizione del concorso e svolgimento della prova scritta
Testo vigente – D.Lgs. 14 novembre 2024, n. 175 (Testo unico della giustizia tributaria) (aggiornato da Normattiva)
1. Il concorso per esami di cui all'articolo 5 si svolge con cadenza di norma annuale in una o più sedi stabilite con il decreto con il quale è bandito.
2. Il concorso è bandito con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, previa deliberazione conforme del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, che determina il numero dei posti messi a concorso. Con successivi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono determinati il luogo e il calendario di svolgimento della prova scritta.
3. La domanda di partecipazione al concorso per esami per magistrato tributario è presentata, per via telematica, al Ministero dell'economia e delle finanze secondo le modalità e nei termini stabiliti con il bando di concorso. Il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria non ammette a partecipare al concorso i candidati le cui domande sono inviate in difformità da quanto stabilito nel bando di concorso. Il provvedimento di esclusione è comunicato agli interessati almeno trenta giorni prima dello svolgimento della prova scritta.
4. In considerazione del numero delle domande, la prova scritta può aver luogo contemporaneamente in Roma e in altre sedi, assicurando il collegamento a distanza della commissione esaminatrice con le diverse sedi.
5. Ove la prova scritta abbia luogo contemporaneamente in più sedi, la commissione esaminatrice espleta le operazioni inerenti alla formulazione e alla scelta dei temi e presiede allo svolgimento delle prove presso la sede di svolgimento della prova in Roma. Presso le altre sedi le funzioni della commissione per il regolare espletamento delle prove scritte sono attribuite ad un comitato di vigilanza nominato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, previa delibera del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, e composto da cinque magistrati scelti tra i magistrati tributari di cui all'articolo 2, comma 4, ovvero tra quelli ordinari, amministrativi, contabili o militari, in servizio o a riposo presenti nella giurisdizione tributaria di cui all'articolo 2, dei quali uno con anzianità di servizio non inferiore a otto anni, con funzioni di presidente, coadiuvato da personale amministrativo dell'area funzionari in servizio presso il Ministero dell'economia e delle finanze, come definita dal contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni centrali, con funzioni di segreteria. Il comitato svolge la sua attività in ogni seduta con la presenza di non meno di tre componenti. In caso di assenza o impedimento, il presidente è sostituito dal magistrato più anziano. Si applica ai predetti magistrati la disciplina dell'esonero dalle funzioni giudiziarie o giurisdizionali limitatamente alla durata delle prove.
6. Le spese per il concorso sono poste a carico del candidato nella misura forfettaria di euro 50, da corrispondere al momento della presentazione della domanda, e sono reiscritte nell'apposito capitolo di spesa della missione «Giustizia tributaria» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze. Le modalità di versamento del contributo di cui al presente comma sono stabilite con decreto, avente natura non regolamentare, del Ministro dell'economia e delle finanze. Il contributo è aggiornato ogni tre anni, con le medesime modalità, sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT).
1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 8 NOVEMBRE 2021, N. 196 .
2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 8 NOVEMBRE 2021, N. 196 .
3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 8 NOVEMBRE 2021, N. 196 .
4. Al fine di realizzare attività di studio e verifica tecnica e monitoraggio da parte dei competenti istituti di ricerca, è istituito un apposito Fondo presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con una dotazione di euro 100.000 a decorrere dall’anno
2019. Con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono individuate le specifiche modalità di utilizzazione del Fondo.
1. L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno entro il mese di marzo, per l’approvazione del conto preventivo e di quello consuntivo, per la determinazione dell’ammontare del contributo annuo che deve essere uguale per tutti gli iscritti e, occorrendo, per l’elezione del Consiglio dell’ordine, nel qual caso la convocazione deve avvenire almeno un mese prima della data della sua scadenza.
2. L’assemblea si riunisce inoltre ogni volta il Consiglio dell’ordine lo reputi necessario, nonché quando ne sia fatta domanda per iscritto con indicazione degli argomenti da trattare da almeno un decimo degli iscritti all’albo.
1. Per tutti gli investimenti degli enti locali, comunque finanziati, l’organo deliberante, nell’approvare il progetto od il piano esecutivo dell’investimento, dà atto della copertura delle maggiori spese derivanti dallo stesso nel bilancio di previsione ed assume impegno di inserire nei bilanci pluriennali successivi le ulteriori o maggiori previsioni di spesa relative ad esercizi futuri, delle quali è redatto apposito elenco.
1-bis. 1-bis. La copertura finanziaria delle spese di investimento imputate agli esercizi successivi è costituita: a) da risorse accertate esigibili nell’esercizio in corso di gestione, confluite nel fondo pluriennale vincolato accantonato per gli esercizi successivi; b) da risorse accertate esigibili negli esercizi successivi, la cui esigibilità è nella piena discrezionalità dell’ente o di altra pubblica amministrazione; c) dall’utilizzo del risultato di amministrazione nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 187. Il risultato di amministrazione può confluire nel fondo pluriennale vincolato accantonato per gli esercizi successivi. c-bis) da altre fonti di finanziamento individuate nei principi contabili allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 , e successive modificazioni.
1-ter. Per l’attività di investimento che comporta impegni di spesa che vengono a scadenza in più esercizi finanziari, deve essere dato specificamente atto, al momento dell’attivazione del primo impegno, di aver predisposto la copertura finanziaria per l’effettuazione della complessiva spesa dell’investimento, anche se la forma di copertura è stata già indicata nell’elenco annuale del programma triennale dei lavori pubblici previsto dall’ articolo 21 del codice dei contratti pubblici , di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 .
Che cos’è la SCIA: la Segnalazione Certificata di Inizio Attività sostituisce la vecchia autorizzazione preventiva per molte attività economiche (commercio, somministrazione, artigianato, alcuni servizi).
Avvio immediato: l’attività può iniziare dalla data di presentazione della SCIA, senza attendere il nulla osta del Comune.
Dove si presenta: lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui si svolge l’attività, quasi sempre tramite portale telematico.
Controlli successivi: il Comune – e gli altri enti coinvolti – può verificare la correttezza di quanto dichiarato entro i termini di legge e, in caso di carenze, intervenire con diffide o sospensioni.
Collegamento con la ComUnica: la SCIA al SUAP si affianca alla Comunicazione Unica al Registro delle Imprese; per alcune attività le due procedure sono integrate in un unico invio.
Responsabilità del dichiarante: chi presenta la SCIA certifica di possedere tutti i requisiti richiesti; dichiarazioni false comportano responsabilità penale oltre alle sanzioni amministrative.
La SCIA: avvio immediato, controllo a posteriori
Chi vuole aprire un negozio, un bar, un’officina artigiana o molte altre attività economiche si trova spesso a dover presentare una SCIA. Ma che cos’è esattamente e perché è diversa da una normale richiesta di autorizzazione?
La SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività, nasce da un principio semplice: lo Stato si fida di quanto dichiari, ti lascia partire subito e controlla dopo. Prima della SCIA esisteva – e per alcune attività esiste ancora – l’autorizzazione preventiva: bisognava presentare la domanda, aspettare i tempi dell’ufficio comunale e ricevere il provvedimento prima di aprire. Con la SCIA quella attesa non c’è più: l’attività può iniziare il giorno stesso in cui si consegna la segnalazione.
Questo non significa che il Comune non controlli. L’amministrazione – e gli altri enti competenti, come l’ASL o i Vigili del fuoco, a seconda del settore – può verificare la correttezza e la completezza di quanto dichiarato entro i termini stabiliti dalla legge. Se emergono carenze sanabili, viene concessa la possibilità di regolarizzare. Se le carenze sono sostanziali o vi sono falsi, l’attività può essere sospesa o inibita.
La SCIA si presenta allo Sportello Unico per le Attività Produttive, il SUAP, del Comune in cui si svolge l’attività. Quasi tutti i Comuni gestiscono il SUAP tramite un portale telematico; in molti casi è possibile usare la piattaforma nazionale ImpresaInUnGiorno. Per alcune categorie di imprese, la SCIA al SUAP è integrata con la Comunicazione Unica alle Camere di Commercio, in modo da assolvere tutti gli adempimenti con un unico invio.
SCIA: attività tipiche, ente destinatario e momento di avvio
Tipo di attività
Ente destinatario
Quando inizia l'attività
Commercio al dettaglio (medie superfici)
SUAP del Comune
Dalla data di presentazione della SCIA
Somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristorante)
SUAP del Comune
Dalla data di presentazione della SCIA
Attività artigianale (parrucchiere, estetista, officina)
SUAP del Comune
Dalla data di presentazione della SCIA
Apertura di un'unità locale commerciale
SUAP del Comune
Dalla data di presentazione della SCIA
Attività soggetta ad autorizzazione (es. farmacia, taxi)
Ente competente specifico
Solo dopo il rilascio del provvedimento (non SCIA)
Esempio pratico
Tizio vuole aprire una piccola rivendita di abbigliamento in un locale commerciale di 120 mq nel centro di Torino. L’attività rientra nel commercio al dettaglio ed è soggetta a SCIA. Il lunedì mattina Tizio invia la SCIA al SUAP del Comune di Torino tramite il portale telematico, allegando la planimetria del locale, la documentazione sull’agibilità e l’autodichiarazione sul possesso dei requisiti morali e professionali. Dalla stessa mattina – dalla data e dall’ora di presentazione della SCIA – il negozio può aprire i battenti. Il Comune ha poi un determinato periodo per effettuare i controlli: se tutto è in ordine, non riceve alcuna comunicazione. Se emergono carenze sanabili, riceverà una diffida con un termine per regolarizzare.
Documenti necessari
Documento d’identità in corso di validità e codice fiscale del titolare o del legale rappresentante
Planimetria del locale (in scala) con indicazione della destinazione d’uso degli spazi
Documentazione sull’agibilità o sull’idoneità del locale (certificato di agibilità o dichiarazione equivalente)
Autodichiarazione sul possesso dei requisiti morali (assenza di condanne ostative) e, ove richiesti, professionali o abilitativi
Eventuale nulla osta di altri enti (ASL, Vigili del fuoco, Soprintendenza) se l’attività o il locale li richiedono
PEC attiva dell’impresa, da comunicare anche al Registro delle Imprese come domicilio digitale
Caso 1 – Tizio apre un bar con somministrazione
Scenario. Tizio ha trovato un locale idoneo in un comune lombardo e vuole aprire un bar con somministrazione di alimenti e bevande. Ha superato il corso abilitante per la somministrazione e il locale è già in regola con le norme antincendio.
Come si applica. La somministrazione di alimenti e bevande è soggetta a SCIA. Tizio compila la SCIA sul portale del SUAP del suo Comune, allegando: la planimetria del locale, la documentazione del corso abilitante, la dichiarazione di possesso dei requisiti morali, il certificato di prevenzione incendi e l’autorizzazione sanitaria (o la SCIA sanitaria all’ASL, presentata contestualmente). Una volta inviata la SCIA – e ricevuta la ricevuta di protocollazione – il bar può aprire. Il Comune e l’ASL effettueranno controlli entro i termini previsti dalla legge; l’esito positivo non viene comunicato espressamente: il silenzio equivale ad assenza di rilievi.
In pratica
Verificare sul sito del Comune quali allegati sono richiesti per la SCIA di somministrazione: i moduli variano da Comune a Comune.
Presentare contestualmente la SCIA sanitaria all’ASL se il Comune non gestisce l’inoltro automatico.
Conservare la ricevuta di protocollazione della SCIA: è il documento che attesta la data di avvio dell’attività.
Caso 2 – Caio trasferisce la sede di un'officina artigiana
Scenario. Caio gestisce un’officina meccanica artigiana in un Comune toscano. Trova un locale più grande nello stesso Comune e vuole trasferire lì l’attività, chiudendo la vecchia sede.
Come si applica. Il trasferimento di un’attività artigianale già avviata comporta una SCIA di variazione al SUAP. Caio non deve ‘riaprire’ l’attività da zero, ma segnalare il cambio di sede. Deve allegare la documentazione del nuovo locale (planimetria, agibilità, eventuale verifica dell’impatto acustico se l’officina genera rumore). Contestualmente, deve aggiornare il Registro delle Imprese comunicando la variazione di sede tramite la Comunicazione Unica. Il trasferimento è operativo dalla data di presentazione della SCIA di variazione; la vecchia sede viene formalmente chiusa con la stessa comunicazione.
In pratica
Inviare la SCIA di variazione al SUAP per il cambio di sede, con la documentazione del nuovo locale.
Inviare la Comunicazione Unica alle Camere di Commercio per aggiornare la sede nel Registro delle Imprese.
Aggiornare anche l’indirizzo PEC e la sede sui contratti in corso con fornitori e clienti.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Tutte le attività possono partire con la SCIA o alcune richiedono ancora un'autorizzazione?
La SCIA si applica alle attività per cui la legge non richiede espressamente un’autorizzazione preventiva. Alcune attività restano sottoposte ad autorizzazione: farmacie, taxi, attività che rientrano in regimi di contingentamento o che richiedono valutazioni discrezionali dell’amministrazione. Per sapere se la tua attività è soggetta a SCIA o ad autorizzazione, consulta il portale ImpresaInUnGiorno o il SUAP del tuo Comune.
Cosa succede se il Comune trova un problema dopo che ho già aperto?
Se durante i controlli emergono carenze sanabili, il Comune ti notifica una diffida con un termine per regolarizzare. Se le carenze sono insanabili o vi sono dichiarazioni false, può disporre la sospensione o l’inibizione dell’attività. In caso di dichiarazioni false scattano anche le responsabilità penali.
Devo aspettare una conferma del Comune prima di aprire?
No. Con la SCIA non esiste un nulla osta preventivo. L’attività può partire dalla data e dall’ora di presentazione della SCIA al SUAP. La ricevuta di protocollazione è il documento che attesta questo momento.
La SCIA si presenta anche per il trasferimento o la modifica dell'attività?
Sì. La SCIA non vale solo per l’avvio iniziale: si usa anche per comunicare il trasferimento di sede, l’ampliamento della superficie, il cambio di attività o altre variazioni sostanziali. Alcune variazioni minori possono invece essere oggetto di semplice comunicazione o non richiedere alcun adempimento: verifica sul portale del SUAP caso per caso.
Devo presentare la SCIA e la Comunicazione Unica separatamente?
Dipende dall’attività e dal Comune. In molti casi le due procedure sono integrate: la piattaforma ImpresaInUnGiorno o il portale camerale trasmette automaticamente la SCIA al SUAP contestualmente alla Comunicazione Unica al Registro delle Imprese. In altri casi vanno presentate separatamente. Verifica sempre le istruzioni del SUAP del tuo Comune.
Serve la PEC per presentare la SCIA?
Sì. Le imprese (individuali e societarie) sono obbligate ad avere una PEC attiva, che costituisce il loro domicilio digitale. Quasi tutti i SUAP comunicano via PEC gli esiti dei controlli e le eventuali diffide. La PEC va anche comunicata al Registro delle Imprese tramite la Comunicazione Unica.
Art. 226 Ter Cod. Amb. – (Riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero)
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – testo aggiornato
1. Al fine di conseguire, in attuazione della direttiva (UE) 2015/720 , una riduzione sostenuta dell’utilizzo di borse di plastica, è avviata la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero diverse da quelle aventi entrambe le seguenti caratteristiche, attestate da certificazioni rilasciate da organismi accreditati: a) biodegradabilità e compostabilità secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002; b) contenuto minimo di materia prima rinnovabile secondo le percentuali di cui al comma 2, lettere a), b) e c), determinato sulla base dello standard di cui al comma
4. 2. La progressiva riduzione delle borse di plastica in materiale ultraleggero è realizzata secondo le seguenti modalità: a) dal 1º gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento; b) dal 1º gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50 per cento; c) dal 1º gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60 per cento.
3. Nell’applicazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti (UE) n. 10/2011 , (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare.
4. Gli organismi accreditati certificano la presenza del contenuto minimo di materia prima rinnovabile determinando la percentuale del carbonio di origine biologica presente nelle borse di plastica rispetto al carbonio totale ivi presente ed utilizzando a tal fine lo standard internazionale vigente in materia di determinazione del contenuto di carbonio a base biologica nella plastica ovvero lo standard UNI CEN/TS
16640. 5. Le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite
1. L’assemblea è convocata dal presidente, su delibera del Consiglio dell’ordine. Essa è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà degli iscritti ed in seconda convocazione, che non può aver luogo lo stesso giorno fissato per la prima, con la presenza di almeno un sesto degli iscritti se gli iscritti presenti e rappresentati raggiungono la presenza di almeno un quinto degli iscritti. Essa delibera a maggioranza assoluta dei voti.
2. Ogni consulente abilitato iscritto all’albo può farsi rappresentare da un altro consulente abilitato iscritto all’albo con delega scritta. Un medesimo partecipante non può rappresentare più di cinque iscritti.
3. Le modalità di convocazione e di svolgimento dell’assemblea sono determinate con decreto del Ministro delle attività produttive.
Art. 324-bis D.Lgs. 209/2005 – Sanzioni relative alle violazioni delle disposizioni in materia di realizzazione e di distribuzione dei prodotti assicurativi, inclusi i prodotti di investimento assicurativo, commesse dalle imprese
D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private
1. Le imprese di assicurazione o di riassicurazione che nell'ambito delle attività di realizzazione e di distribuzione di prodotti assicurativi o di investimento assicurativi, violano gli articoli 10-quater, 30-decies, 107, comma 5, 109, comma 1-bis, e commi 4, ultimo periodo, nonché 4-ter e 6, 111, commi 1 e 2, 114-bis, 119, comma 2, ultimo periodo, 119-bis, 119-ter, 120, commi 2 e 3, 120-bis, commi 4 e 5, 120-quater, 120-quinquies, 121, 121-bis, 121-ter, 131, 170, 185, 185-bis, 185-ter, 186, 187, 187.1, in caso di mancata adesione a detti sistemi, 188 e 191 o le relative norme di attuazione, sono puniti secondo i criteri di cui all'articolo 324-sexies con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinque milioni di euro oppure, se superiore, pari al cinque per cento del fatturato complessivo annuo risultante dall'ultimo bilancio disponibile approvato dall'organo di amministrazione. 82
2. La violazione dei provvedimenti interdittivi e cautelari adottati ai sensi dell'articolo 184 è punita con la sanzione di cui al comma 1.
3. Le imprese di assicurazione o di riassicurazione che si avvalgono di intermediari non iscritti alle Sezioni del registro di cui all'articolo 109, comma 2, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinque milioni di euro oppure, se superiore, pari al cinque per cento del fatturato complessivo annuo risultante dall'ultimo bilancio disponibile approvato dall'organo di amministrazione.
4. Quando le violazioni degli articoli 30-decies, 119-bis, 119-ter, 120, 120-bis, 120-quater, 120-quinquies, 121, 121-bis, riguardano un prodotto di investimento assicurativo, la misura massima della sanzione pecuniaria può essere determinata, in alternativa rispetto a quanto previsto al comma 1, fino al doppio dell'ammontare dei profitti ricavati o delle perdite evitate grazie alla violazione, se possono essere determinati. L'IVASS, oltre alle sanzioni di cui al comma 1, può adottare una dichiarazione pubblica indicante la persona giuridica o la persona fisica all'interno dell'organizzazione responsabile e la natura della violazione. Le medesime sanzioni di cui al presente comma si applicano nel caso di violazione degli articoli 121-quinquies, 121-sexies e 121-septies.
5. Alle violazioni delle disposizioni richiamate all' articolo 24, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1286/2014 diverse da quelle del presente articolo si applica l'articolo 193-quinquies del testo unico dell'intermediazione finanziaria. La nozione di fatturato è definita ai sensi dell'articolo 325-bis del presente codice. (45)
Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.