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I rimborsi spese a piè di lista non concorrono al reddito se documentati e relativi all’attività lavorativa. Il rimborso forfettario è invece tassato per la parte eccedente le franchigie previste dall’art. 51 TUIR. Il regime misto combina le due modalità con soglie dedicate.
Tabella riepilogativa
| Tipo rimborso | Condizioni di esenzione | Parte imponibile |
|---|---|---|
| Piè di lista (analitico) | Spese documentate e inerenti all’attività | Nulla se giustificata |
| Forfettario — trasferta Italia | Entro la franchigia giornaliera di legge | Importo eccedente la franchigia |
| Forfettario — trasferta estero | Franchigia giornaliera maggiorata prevista dal TUIR | Importo eccedente la franchigia |
| Regime misto (forfett. + rimb. analitico vitto o alloggio) | Franchigie ridotte previste dal TUIR | Importo eccedente la franchigia ridotta |
| Uso auto privata (rimborso chilometrico) | Entro le tabelle ACI vigenti per anno e modello | Eccedenza rispetto alle tabelle ACI |
Rimborso a piè di lista: quando è esente
Il rimborso a piè di lista (analitico) copre le singole spese sostenute dal lavoratore — vitto, alloggio, trasporti, pedaggi — documentate con ricevute o fatture. L’art. 51 TUIR lo esclude dal reddito imponibile a condizione che le spese siano inerenti all’attività lavorativa e adeguatamente documentate. Il datore deve conservare la documentazione a supporto per eventuali controlli fiscali.
Rimborso forfettario e franchigie fiscali
Con il sistema forfettario il datore corrisponde un importo giornaliero fisso, senza richiedere le singole ricevute. L’art. 51 TUIR stabilisce soglie di esenzione differenziate per trasferte in Italia e all’estero: la parte che eccede la franchigia è reddito imponibile IRPEF e contributivo. I CCNL possono prevedere rimborsi forfettari superiori alle soglie fiscali, ma l’eccedenza entra in busta paga come compenso ordinario.
Rimborso chilometrico e tabelle ACI
Quando il lavoratore usa il proprio veicolo, il datore rimborsa in base alle tabelle ACI aggiornate annualmente per tipo di alimentazione e classe di cilindrata. L’importo entro le tabelle ACI non è imponibile; la parte eccedente concorre al reddito. Il rimborso chilometrico non si confonde con il fringe benefit per auto aziendale, che segue regole distinte.
Casi pratici
Tizio partecipa a una fiera per tre giorni: anticipa 420 € di hotel e pasti, conserva le ricevute e le consegna all’ufficio amministrativo. L’intero importo gli è rimborsato in busta paga senza alcuna trattenuta fiscale o contributiva, perché il rimborso è analitico e documentato.
Il CCNL di Caia prevede un rimborso giornaliero forfettario che supera la franchigia prevista dall’art. 51 TUIR per le trasferte in Italia. La parte eccedente la franchigia sarà evidenziata in busta paga come voce imponibile, con calcolo di IRPEF e contributi previdenziali.
Sempronio usa la propria berlina 1.600 cc benzina per clienti. Il datore rimborsa 0,50 €/km, ma le tabelle ACI per quella vettura indicano 0,42 €/km: i 0,08 €/km di differenza sono reddito imponibile e dovranno comparire come voce tassabile in busta paga.
Domande frequenti
Il rimborso spese va in busta paga?
Sì, appare in busta paga, ma se è a piè di lista e documentato non è soggetto a IRPEF né a contributi previdenziali. Se invece supera le franchigie di legge, la parte eccedente è imponibile.
Cosa succede se perdo le ricevute?
Senza documentazione il rimborso a piè di lista non può beneficiare dell’esenzione fiscale. In mancanza di scontrini/fatture si applicano le regole del regime forfettario, con le relative franchigie.
Il rimborso chilometrico è sempre esente?
Solo entro i limiti delle tabelle ACI vigenti per l’anno di utilizzo, il modello e la classe di alimentazione del veicolo. L’eccedenza è reddito imponibile.
Il CCNL può prevedere rimborsi più alti delle soglie TUIR?
Sì, i CCNL possono stabilire importi superiori, ma la parte eccedente le franchigie dell’art. 51 TUIR entra nel reddito imponibile come normale retribuzione.
Il rimborso spese è soggetto a contributi INPS?
No, se rispetta le condizioni di esenzione fiscale. La quota eventualmente imponibile IRPEF è anche soggetta a contribuzione previdenziale.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Il rimborso spese va in busta paga?
Sì, appare in busta paga, ma se è a piè di lista e documentato non è soggetto a IRPEF né a contributi previdenziali. Se invece supera le franchigie di legge, la parte eccedente è imponibile.
Cosa succede se perdo le ricevute?
Senza documentazione il rimborso a piè di lista non può beneficiare dell'esenzione fiscale. In mancanza di scontrini/fatture si applicano le regole del regime forfettario, con le relative franchigie.
Il rimborso chilometrico è sempre esente?
Solo entro i limiti delle tabelle ACI vigenti per l'anno di utilizzo, il modello e la classe di alimentazione del veicolo. L'eccedenza è reddito imponibile.
Il CCNL può prevedere rimborsi più alti delle soglie TUIR?
Sì, i CCNL possono stabilire importi superiori, ma la parte eccedente le franchigie dell'art. 51 TUIR entra nel reddito imponibile come normale retribuzione.
Il rimborso spese è soggetto a contributi INPS?
No, se rispetta le condizioni di esenzione fiscale. La quota eventualmente imponibile IRPEF è anche soggetta a contribuzione previdenziale.
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