Indice
  1. La guida
  2. Vedi anche

La guida

CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione

In sintesi

Per l’art. 36 del CCNL Logistica il preavviso degli impiegati va da 1 mese a 4 mesi e 15 giorni secondo livello e anzianità, ed è ridotto della metà se si dimette l’impiegato. Gli operai hanno 6 giorni lavorativi; il personale viaggiante 20 giorni di calendario (qualifica 3, A-B-C) o 15 (qualifica 2, D-E-F). Le dimissioni si presentano con la procedura telematica del Ministero del Lavoro. Chi non rispetta il preavviso deve l’indennità sostitutiva.

Dati contrattuali

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Parti firmatarie
Confetra · Confcommercio · Confindustria · Filt-CGIL · Fit-CISL · Uiltrasporti
Ultimo rinnovo
6 dicembre 2024, per il triennio 2025-2027, approvato dalle assemblee il 27 gennaio 2025 con il 96,75% dei consensi (il precedente era del 18 maggio 2021)
Vigenza
1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027. I minimi crescono di 140 euro al livello B3 (90 euro da gennaio 2025, 40 da gennaio 2026, 10 da giugno 2027) e si aggiunge il nuovo Elemento Economico d’Area (EPA) di 120 euro (40 da gennaio 2025, 40 da gennaio 2027, 40 da giugno 2027): 260 euro complessivi a regime, circa il 14%
Platea
~900.000 (autisti, magazzinieri, impiegati spedizione)

Tabella riepilogativa

Preavviso di licenziamento degli impiegati (art. 36 CCNL), dopo la prova
Livello Fino a 5 anni Oltre 5 e fino a 10 anni Oltre 10 anni
Quadri e 1° livello 2 mesi e 15 giorni 3 mesi e 15 giorni 4 mesi e 15 giorni
2° livello 1 mese e 15 giorni 2 mesi 2 mesi e 15 giorni
Altri livelli 1 mese 1 mese e 15 giorni 2 mesi
Preavviso di operai e personale viaggiante (art. 36 CCNL)
Categoria Preavviso
Operai non in prova 6 giorni lavorativi, da qualsiasi giorno della settimana
Viaggiante qualifica 3 (parametri A, B, C) 20 giorni di calendario
Viaggiante qualifica 2 (parametri D, E, F) 15 giorni di calendario

Il preavviso degli impiegati decorre dal giorno 1 o dal giorno 16 di ciascun mese; nelle dimissioni dell’impiegato i termini sono ridotti della metà. Fonte: testo unico del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 6 dicembre 2024, art. 36.

Preavviso variabile per categoria e anzianità

L’art. 36 distingue impiegati (per livello e anzianità), operai e personale viaggiante. Il rapporto a tempo indeterminato non può essere risolto senza preavviso, salvo giusta causa; la parte che recede senza rispettare i termini deve all’altra una indennità pari alla retribuzione del periodo mancante. Il datore può trattenerla da quanto deve al lavoratore. Il periodo di preavviso, anche se sostituito dall’indennità, si computa ai fini del TFR.

La parte che riceve la disdetta può troncare il rapporto, all’inizio o nel corso del preavviso, senza indennizzo per il periodo non compiuto. Durante il preavviso il lavoratore ha diritto a permessi (retribuiti in caso di licenziamento) di 2 ore al giorno o 12 ore alla settimana per cercare un’altra occupazione.

Modalità di comunicazione

Il licenziamento dev’essere comunicato per iscritto (art. 36, c. 8) e le dimissioni secondo le norme di legge: oggi, per i lavoratori dipendenti, con la procedura telematica del Ministero del Lavoro (D.Lgs. 151/2015, art. 26), direttamente con SPID o tramite patronati, sindacati e altri soggetti abilitati. Una comunicazione cartacea non è sufficiente, salvo le eccezioni previste dalla legge. Le dimissioni sono revocabili entro sette giorni dalla trasmissione.

Indennità sostitutiva

Chi recede senza rispettare il preavviso deve all’altra parte un’indennità pari alla retribuzione del periodo di mancato preavviso (art. 36, c. 2). Il datore può trattenere l’importo da quanto dovuto al lavoratore che non presta il preavviso (c. 3). Alla cessazione spettano inoltre TFR, che il CCNL dispone sia pagato entro il periodo di paga successivo a quello di cessazione (art. 43), e i ratei di tredicesima e quattordicesima per i mesi lavorati.

NASpI per autisti e magazzinieri

La NASpI spetta in caso di disoccupazione involontaria: licenziamento (anche per giusta causa o disciplinare, secondo l’INPS), fine del contratto a termine, dimissioni per giusta causa. Dura la metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, per un massimo di 24 mesi; l’importo è il 75% della retribuzione media mensile entro i limiti fissati ogni anno dall’INPS e si riduce del 3% al mese dal sesto mese. Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI.

Casi pratici

Tizio – Licenziamento di un impiegato
Tizio è un impiegato di livello inferiore al 2°, con 8 anni di servizio, e viene licenziato con preavviso. Il termine è di 1 mese e 15 giorni (oltre 5 e fino a 10 anni, art. 36), che decorre dal giorno 1 o 16 del mese. Se l’azienda lo esonera, deve l’indennità sostitutiva per quel periodo; il TFR è dovuto entro il periodo di paga successivo alla cessazione.
Caia – Dimissioni di una impiegata di 1° livello
Caia è impiegata di 1° livello con 7 anni di anzianità e si dimette per una nuova offerta. Il preavviso del licenziamento sarebbe di 3 mesi e 15 giorni; nelle dimissioni dell’impiegato è ridotto della metà, quindi circa 1 mese e 22 giorni. Presenta le dimissioni con la procedura telematica del Ministero del Lavoro, anche tramite patronato.
Sempronio – Licenziamento per giusta causa
Sempronio è un autista di qualifica 3 sorpreso a usare il camion aziendale per traslochi privati. Il licenziamento per giusta causa è senza preavviso e senza indennità sostitutiva. Ha diritto a TFR, ferie non godute e ratei di tredicesima e quattordicesima; la NASpI spetta anche in caso di licenziamento disciplinare, perché la perdita del lavoro è involontaria (INPS, circolare 142/2015).

Domande frequenti

Quanto preavviso devo dare se mi dimetto?
Lo stesso del licenziamento (art. 36), ma per l’impiegato i termini sono ridotti della metà. Per gli operai sono 6 giorni lavorativi; per il personale viaggiante 20 giorni di calendario (qualifica 3) o 15 (qualifica 2).
Posso dimettermi via PEC?
No: per i lavoratori dipendenti le dimissioni si presentano con la procedura telematica del Ministero del Lavoro, direttamente con SPID o tramite patronato o sindacato. Una comunicazione cartacea o per email non è sufficiente, salvo le eccezioni di legge.
Cos’è la NASpI?
L’indennità di disoccupazione dell’INPS per la perdita involontaria del lavoro. Vale il 75% della retribuzione media mensile entro i limiti fissati ogni anno dall’INPS, si riduce del 3% al mese dal sesto mese e dura la metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, al massimo 24 mesi.
La giusta causa esclude la NASpI?
No: spetta anche in caso di licenziamento per giusta causa o disciplinare, perché la perdita del lavoro è involontaria (INPS, circolare 142/2015). Non spetta per le dimissioni volontarie ordinarie.
Posso lavorare durante il preavviso?
Sì: il preavviso è lavorato con la normale retribuzione. La parte che riceve la disdetta può però troncare il rapporto all’inizio o durante il preavviso, senza indennizzo per il periodo non compiuto (art. 36, c. 5).
Cos’è il licenziamento per giustificato motivo oggettivo?
Il licenziamento per ragioni economiche, organizzative o produttive, non per fatti del lavoratore, per esempio una riduzione di personale o la chiusura di una sede. Spetta il preavviso e, in genere, la NASpI.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi per livello, ferie e festività di autisti e magazzinieri, maternità, paternità e congedi, tredicesima e premi annuali, malattia, infortunio e comporto e periodo di prova per livello.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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