Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

Profilo LinkedIn ›

I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 105 T.U. Stupefacenti – Coordinamento provinciale prevenzione

    Art. 105 T.U. Stupefacenti – Promozione e coordinamento a livello provinciale, delle iniziative di educazione e prevenzione. Corsi di

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    studio per insegnanti e corsi sperimentali di scuola media.

    1. Il provveditore agli studi promuove e coordina, nell'ambito provinciale, la realizzazione delle iniziative previste nei programmi annuali e di quelle che possono essere deliberate dalle istituzioni scolastiche nell'esercizio della loro autonomia.

    2. Nell'esercizio di tali compiti il provveditore si avvale di un comitato tecnico provinciale o, in relazione alle esigenze emergenti nell'ambito distrettuale o interdistrettuale, di comitati distrettuali o interdistrettuali, costituiti con suo decreto, i cui membri sono scelti tra esperti nei campi dell'educazione alla salute e della prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze nonché tra rappresentanti di associazioni familiari. Detti comitati sono composti da sette membri.

    3. Alle riunioni dei comitati possono essere invitati a partecipare rappresentanti delle autorità di pubblica sicurezza, degli enti locali territoriali e della unità sanitarie locali, nonché esponenti di associazioni giovanili.

    4. All'attuazione delle iniziative concorrono gli organi collegiali della scuola, nel rispetto dell'autonomia ad essi riconosciuta dalle disposizioni in vigore. Le istituzioni scolastiche interessate possono avvalersi anche dell'assistenza del servizio ispettivo tecnico.

    5. Il provveditore agli studi, d'intesa con il consiglio provinciale scolastico e sentito il comitato tecnico provinciale, organizza corsi di studio per gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sulla educazione sanitaria e sui danni derivanti ai giovani dall'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché sul fenomeno criminoso nel suo insieme, con il supporto di mezzi audiovisivi ed opuscoli. A tal fine può stipulare, con i fondi a sua disposizione, apposite convenzioni con enti locali, università, istituti di ricerca ed enti, cooperative di solidarietà sociale e associazioni iscritti all'albo regionale o provinciale da istituirsi a norma dall'art.

    116. 6. I corsi statali sperimentali di scuola media per lavoratori possono essere istituiti anche presso gli enti, le cooperative di solidarietà sociale e le associazioni iscritti nell'albo di cui all'art. 116 entro i limiti numerici e con le modalità di svolgimento di cui alle vigenti disposizioni. I corsi saranno finalizzati anche all'inserimento o al reinserimento nell'attivita' lavorativa.

    7. Le utilizzazioni del personale docente di ruolo di cui all'art. 14, decimo comma, della legge 20 maggio 1982, n. 270, possono essere disposte, nel limite massimo di cento unità, ai fini del recupero scolastico e dell'acquisizione di esperienze educative, anche presso gli enti e le associazioni iscritti nell'albo di cui all'art. 116, a condizione che tale personale abbia documentatamente frequentato i corsi di cui al comma

    5. 8. Il Ministro della pubblica istruzione assegna annualmente ai provveditorati agli studi, in proporzione alla popolazione scolastica di ciascuno, fondi per le attività di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenze da ripartire tra le singole scuole sulla base dei criteri elaborati dai comitati provinciali, con particolare riguardo alle iniziative di cui all'art.

    106. 9. L'onere derivante dal funzionamento del comitato tecnico-scientifico di cui all'art. 104 e dei comitati di cui al presente articolo è valutato in complessive lire 4 miliardi in ragione d'anno a decorrere dall'anno

    1990. Il Ministro della pubblica istruzione con proprio decreto disciplina l'istituzione e il funzionamento del comitato tecnico-scientifico e dei comitati provinciali, distrettuali e interdistrettuali e l'attribuzione dei compensi ai componenti dei comitati stessi. Torna al sommario

  • Art. 104 T.U. Stupefacenti – Educazione e informazione nelle scuole

    Art. 104 T.U. Stupefacenti – Promozione e coordinamento, a livello nazionale, delle attività di educazione ed informazione

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Il Ministero della pubblica istruzione promuove e coordina le attività di educazione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall'alcoolismo, dal tabagismo, dall'uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché dalle patologie correlate.

    2. Le attività di cui al comma 1 si inquadrano nello svolgimento ordinario dell'attivita' educativa e didattica, attraverso l'approfondimento di specifiche tematiche nell'ambito delle discipline curricolari.

    3. Il Ministro della pubblica istruzione approva programmi annuali differenziati per tipologie di iniziative e relative metodologie di applicazione, per la promozione di attività da realizzarsi nelle scuole, sulla base delle proposte formulate da un apposito comitato tecnico-scientifico da lui costituito con decreto, composto da venticinque membri, di cui diciotto esperti nel campo della prevenzione, compreso almeno un esperto di mezzi di comunicazione sociale, e rappresentanti delle amministrazioni statali che si occupano di prevenzione, repressione e recupero nelle materie di cui al comma 1 e sette esponenti di associazioni giovanili e dei genitori.

    4. Il comitato, che funziona sia unitariamente che attraverso gruppi di lavoro individuati nel decreto istitutivo, deve approfondire, nella formulazione dei programmi, le tematiche: a) della pedagogia preventiva; b) dell'impiego degli strumenti didattici, con particolare riferimento ai libri di testo, ai sussidi audiovisivi, ai mezzi di comunicazione di massa; c) dell'incentivazione di attività culturali, ricreative e sportive, da svolgersi eventualmente anche all'esterno della scuola; d) del coordinamento con le iniziative promosse o attuate da altre amministrazioni pubbliche con particolare riguardo alla prevenzione primaria.

    5. Alle riunioni del comitato, quando vengono trattati argomenti di loro interesse, possono essere invitati rappresentanti delle regioni, delle province autonome e dei comuni.

    6. In sede di formazione di piani di aggiornamento e formazione del personale della scuola sarà data priorità alle iniziative in materia di educazione alla salute e di prevenzione delle tossicodipendenze. Torna al sommario

  • Art. 101 T.U. Stupefacenti – Valori confiscati e potenziamento azione antidroga

    Art. 101 T.U. Stupefacenti – Destinazione dei valori confiscati a seguito di operazioni antidroga

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Le somme di denaro confiscate a seguito di condanna per uno dei reati previsti dal presente testo unico per il delitto di sostituzione di denaro o valori provenienti da traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope o da associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope sono destinate al potenziamento delle attività di prevenzione e repressione dei delitti contemplati dal presente testo unico, anche a livello internazionale mediante interventi finalizzati alla collaborazione e alla assistenza tecnico-operativa con le forze di polizia dei Paesi interessati.

    2. A tal fine il Ministro dell'interno è autorizzato ad attuare piani annuali o frazioni di piani pluriennali per il potenziamento delle attività del Servizio centrale antidroga nonché dei mezzi e delle strutture tecnologiche della Amministrazione della pubblica sicurezza, dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, impiegate per l'attivita' di prevenzione e repressione dei traffici illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

    3. I predetti piani di potenziamento sono formulati secondo una coordinata e comune pianificazione tra l'Amministrazione della pubblica sicurezza e le forze di polizia di cui al comma 2 e sono approvati con decreto del Ministro dell'interno, sentito il Comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica, di cui all'art. 18 della legge 1 aprile 1981, n. 121, al quale è chiamato a partecipare il direttore del Servizio centrale antidroga.

    4. Ai fini del presente articolo le somme di cui al comma 1 affluiscono ad apposito capitolo delle entrate del bilancio dello Stato per essere assegnate, sulla base di specifiche richieste, ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'interno – rubrica "Sicurezza pubblica" Torna al sommario

  • Art. 102 T.U. Stupefacenti – Notizie di procedimenti penali antidroga

    Art. 102 T.U. Stupefacenti – Notizie di procedimenti penali

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Il Ministro dell'interno, direttamente o per mezzo di ufficiali di polizia giudiziaria, appositamente delegati, può chiedere all'autorita' giudiziaria competente copie di atti processuali e informazioni scritte sul loro contenuto, ritenute indispensabili per la prevenzione o per il tempestivo accertamento dei delitti previsti dal presente testo unico, nonché per la raccolta e per la elaborazione dei dati da utilizzare in occasione delle indagine per gli stessi delitti.

    2. L'autorita' giudiziaria può trasmettere le copie e le informazioni di cui al comma 1 anche di propria iniziativa; nel caso di richiesta provvede entro quarantotto ore.

    3. Le copie e le informazioni acquisite ai sensi dei commi 1 e 2 sono coperte dal segreto d'ufficio e possono essere comunicate agli organi di polizia degli Stati esteri con i quali siano raggiunte specifiche intese per la lotta al traffico illecito delle sostanze stupefacenti o psicotrope e alla criminalità organizzata.

    4. Se l'autorita' giudiziaria ritiene di non poter derogare al segreto di cui all'art. 329 del codice di procedura penale, dispone con decreto motivato che la trasmissione sia procastinata per il tempo strettamente necessario. Torna al sommario

  • Art. 100 T.U. Stupefacenti – Beni sequestrati e confiscati in operazioni antidroga

    Art. 100 T.U. Stupefacenti – Destinazione di beni sequestrati o confiscati a seguito di operazioni antidroga

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. I beni mobili iscritti in pubblici registri, le navi, le imbarcazioni, i natanti e gli aeromobili sequestrati nel corso di operazioni di polizia giudiziaria antidroga possono essere affidati dall'autorita' giudiziaria procedente in custodia giudiziale agli organi di polizia che ne facciano richiesta per l'impiego in attività di polizia antidroga; se vi ostano esigenze processuali, l'autorita' giudiziaria rigetta l'istanza con decreto motivato.

    2. Se risulta che i beni appartengono a terzi, i proprietari sono convocati dall'autorita' giudiziaria procedente per svolgere, anche con l'assistenza di un difensore, le loro deduzioni e per chiedere l'acquisizione di elementi utili ai fini della restituzione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme del codice di procedura penale.

    3. Gli oneri relativi alla gestione dei beni e all'assicurazione obbligatoria dei veicoli, dei natanti e degli aeromobili sono a carico dell'ufficio o comando usuario.

    4. I beni mobili ed immobili acquisiti dallo Stato, a seguito di provvedimento definitivo di confisca, vengono assegnati, a richiesta, dell'Amministrazione di appartenenza degli organi di polizia che ne abbiano avuto l'uso ai sensi dei commi 1, 2 e

    3. Possono altresì essere assegnati, a richiesta, anche ad associazioni, comunità, od enti che si occupino del recupero dei tossicodipendenti.

    5. Le somme di denaro costituenti il ricavato della vendita dei beni confiscati affluiscono ad apposito capitolo delle entrate del bilancio dello Stato per essere riassegnate, in parti uguali, sulla base di specifiche richieste, ai pertinenti capitoli degli stati di previsione del Ministero dell'interno, che provvede alle erogazioni di competenza ai sensi del decreto legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, e del Ministero della sanità con vincolo di destinazione per le attività di recupero dei soggetti tossicodipendenti. Torna al sommario

  • Art. 30 D.Lgs. 151/2001 – Trattamento previdenziale congedo paternità

    Art. 30 D.Lgs. 151/2001 – Trattamento previdenziale congedo paternità

    D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità

    1. Per i congedi di cui al presente capo il trattamento previdenziale è quello previsto dall’articolo 25.

    Testo vigente da Normattiva.

  • Art. 86 T.U. Stupefacenti – Espulsione dello straniero

    Art. 86 T.U. Stupefacenti – Espulsione dello straniero condannato

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Lo straniero condannato per uno dei reati previsti dagli articoli 73, 74, 79 e 82, commi 2 e 3, a pena espiata deve essere espulso dallo Stato.

    2. Lo stesso provvedimento di espulsione dallo Stato può essere adottato nei confronti dello straniero condannato per uno degli altri delitti previsti dal presente testo unico.

    3. Se ricorre lo stato di flagranza di cui all'art. 382 del codice di procedura penale in riferimento ai delitti previsti dai commi 1, 2 e 5 dell'art. 73, il prefetto dispone l'espulsione immediata e l'accompagnamento alla frontiera dello straniero, previo nulla osta dell'autorita' giudiziaria precedente. Torna al sommario

  • Art. 85-bis T.U. Stupefacenti – Confisca allargata

    Art. 85-bis T.U. Stupefacenti – Art. 85-bis (Ipotesi particolare di confisca)

    D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Testo Unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope

    1. Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall'articolo 73, si applica l'articolo 240-bis del codice penale. Torna al sommario

  • Art. 29 D.Lgs. 151/2001 – Trattamento economico congedo paternità

    Art. 29 D.Lgs. 151/2001 – Trattamento economico congedo paternità

    D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità

    1. Per il congedo di cui all’articolo 27-bis è riconosciuta per tutto il periodo un’indennità giornaliera pari al 100 per cento della retribuzione. Il trattamento economico e normativo è determinato ai sensi dell’articolo 22, commi da 2 a 7, e dell’articolo 23.

    2. Per il congedo di cui all’articolo 28 il trattamento economico e normativo è quello spettante ai sensi degli articoli 22 e 23.

    Testo vigente da Normattiva.

  • Redditi assimilati al lavoro dipendente nel 730/2026: come dichiararli

    In sintesi

    • Cosa sono: redditi che la legge equipara al lavoro dipendente anche se non derivano da un contratto di lavoro subordinato classico.
    • Esempi tipici: collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co), compensi per cariche di amministratore o sindaco, borse di studio, assegni periodici all’ex coniuge, indennità parlamentari.
    • Dove si dichiarano: in parte nel Quadro C Sezione I (con detrazione rapportata al periodo), in parte nella Sezione II (con detrazione non rapportata al periodo).
    • Documento chiave: Certificazione Unica 2026 rilasciata da chi ha pagato il compenso (punto 4 per la Sezione II, punto 1 o 2 per la Sezione I).
    • Co.co.co tra familiari: i compensi pagati dal coniuge o dai figli minori non vanno dichiarati – non concorrono al reddito complessivo.
    • Addetti alle corse ippiche: dal 2025, i compensi che eccedono 15.000 euro sono redditi assimilati; vanno dichiarati nella Sezione II con codice 3 in colonna 3.

    Redditi assimilati: cosa sono e dove vanno nel 730

    Non tutti i redditi da lavoro derivano da un contratto standard di lavoro subordinato. La legge prevede una categoria di redditi ‘assimilati’ al lavoro dipendente: si tratta di compensi che, pur avendo natura diversa, vengono tassati con le stesse regole dello stipendio. Il Quadro C del 730/2026 raccoglie anche questi redditi.

    I redditi assimilati si dividono in due gruppi, che nel modello 730 finiscono in sezioni diverse. Il primo gruppo, in Sezione I, comprende i compensi per cui spetta una detrazione d’imposta rapportata al periodo di lavoro: per esempio i compensi per collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co), i compensi per lavori socialmente utili, le borse di studio erogate fuori da un rapporto di lavoro. Il secondo gruppo, in Sezione II (righi da C6 a C8), include i redditi per cui la detrazione non è rapportata al periodo: come gli assegni periodici all’ex coniuge, i compensi per cariche pubbliche elettive, le rendite vitalizie a titolo oneroso.

    In tutti i casi, il punto di partenza è la Certificazione Unica 2026 rilasciata da chi ha pagato il compenso. Se hai svolto più collaborazioni o ricevuto compensi da più soggetti senza conguaglio, potresti dover compilare più righi.

    Principali redditi assimilati e loro collocazione nel 730
    Tipo di reddito Sezione Quadro C Codice colonna 1
    Collaborazione coord. e continuativa (co.co.co) Sezione I 2
    Compensi amm.re, sindaco, revisore di società Sezione I 2
    Borsa di studio (fuori rapporto di lavoro) Sezione I 2
    Assegni periodici all'ex coniuge (dal giudice) Sezione II (rigo C6-C8) – (colonna 1 barrata)
    Compensi per cariche pubbliche elettive Sezione II (rigo C6-C8) –
    Rendite vitalizie a titolo oneroso (post 2000) Sezione II (rigo C6-C8) –
    Compensi addetti corse ippiche (eccedenza >15.000) Sezione II (rigo C6-C8) codice 3 in col. 3

    Esempio pratico

    • Caio, dipendente di un’azienda, nel 2025 ha anche svolto una collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) per un’associazione, percependo 12.000 euro. L’associazione gli ha rilasciato la Certificazione Unica 2026. Caio compila un rigo distinto nella Sezione I del Quadro C, inserisce codice 2 in colonna 1 e l’importo di 12.000 euro in colonna 3. La detrazione per lavoro dipendente/assimilato sarà calcolata da chi presta l’assistenza fiscale tenendo conto di entrambi i redditi e del reddito complessivo.

    Documenti necessari

    • Certificazione Unica 2026 rilasciata da ciascun soggetto che ha corrisposto i compensi
    • Contratto di collaborazione (co.co.co) o lettera di incarico
    • Provvedimento del giudice (per assegni periodici all’ex coniuge)
    • Documentazione della borsa di studio o dell’assegno di ricerca
    • Atti di nomina (per compensi come amministratore, sindaco, revisore)

    Compenso come amministratore di società

    Scenario. Tizio è dipendente di una spa e nel 2025 è anche membro del consiglio di amministrazione di una srl di famiglia. Ha ricevuto un compenso di 8.000 euro per questa carica, su cui sono state operate ritenute. La srl gli ha rilasciato la Certificazione Unica 2026.

    Come si applica. Il compenso da amministratore rientra tra i redditi assimilati al lavoro dipendente (art. 50 TUIR). Tizio lo dichiara nella Sezione I del Quadro C con codice 2 in colonna 1, compilando un rigo separato rispetto al reddito da lavoro dipendente. Le ritenute operate dalla srl vanno nel rigo C9. Chi presta assistenza fiscale calcola la detrazione tenendo conto del reddito complessivo.

    In pratica

    • Il compenso da amministratore non va nel Quadro D (redditi diversi): va nel Quadro C, Sezione I.
    • Se sei commercialista o ingegnere e amministri una società nel tuo settore di competenza, la regola potrebbe essere diversa: verifica con un professionista.

    Assegno periodico all'ex coniuge

    Scenario. Sempronio paga ogni mese un assegno di mantenimento all’ex moglie, stabilito dal giudice nel 2020 a 1.200 euro mensili. L’ex moglie, Sempronia, ha percepito in totale 14.400 euro nel 2025.

    Come si applica. Per Sempronia, i 14.400 euro ricevuti sono redditi assimilati al lavoro dipendente e vanno dichiarati nella Sezione II del Quadro C (righi C6-C8). Si barra la casella ‘Assegno del coniuge’ in colonna 1 e si riporta l’importo in colonna 2. Non spetta una detrazione rapportata al periodo. Nota: gli assegni destinati al mantenimento dei figli non sono imponibili e non vanno dichiarati.

    In pratica

    • Solo l’assegno al coniuge è imponibile; quello per i figli è escluso dal reddito e non va dichiarato.
    • Se il provvedimento del giudice non distingue la quota coniuge dalla quota figli, si considera destinata al coniuge metà dell’importo totale.

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Una borsa di studio va dichiarata nel 730?

    Dipende: se è erogata nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente, segue le regole ordinarie. Se è erogata fuori da tale rapporto e non c’è una specifica esenzione di legge, sì, va dichiarata nel Quadro C come reddito assimilato. Alcune borse di studio sono esenti per legge: verifica in Appendice alle istruzioni 730 la voce ‘Redditi esenti’.

    I compensi co.co.co. pagati da un familiare vanno dichiarati?

    No. I compensi di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti dal coniuge, dai figli minori o affidati, o dagli ascendenti non concorrono al reddito complessivo e non vanno dichiarati.

    Come si dichiarano i compensi da amministratore di società?

    Vanno nel Quadro C, Sezione I, con codice 2 in colonna 1. Fa eccezione il caso in cui la carica rientri nell’oggetto proprio della professione (ad esempio un commercialista che fa il revisore): in quel caso potrebbe trattarsi di reddito professionale da indicare nel Quadro D.

    Le rendite vitalizie a titolo oneroso come si tassano?

    Le rendite da contratti stipulati dal 1° gennaio 2001 in poi costituiscono reddito per l’intero importo lordo percepito. Quelle da contratti stipulati fino al 31 dicembre 2000 costituiscono reddito solo per il 60% dell’importo lordo.

    Dove trovo i redditi assimilati nella Certificazione Unica 2026?

    I redditi assimilati che vanno in Sezione II (righi C6-C8) si trovano al punto 4 della CU 2026 (altri redditi assimilati) o al punto 5 (assegni periodici al coniuge). Quelli che vanno in Sezione I si trovano ai punti 1 o 2.

    Gli addetti alle corse ippiche hanno novità nel 2025?

    Sì. Dal 2025, i compensi che eccedono complessivamente 15.000 euro nel periodo d’imposta sono considerati redditi assimilati al lavoro dipendente. Vanno indicati nella Sezione II con il codice 3 nella colonna 3 (Altri dati). Per questi compensi non è prevista la detrazione da lavoro.

    Vedi anche: Trattamento integrativo e detrazioni da lavoro dipendente, Fringe benefit, Lavoro autonomo occasionale, Detrazione per lavoro dipendente, Quando arrivano aumenti e arretrati dei dipendenti pubblici e Aumento stipendio polizia locale e dipendenti comunali 2022-2024.

  • Articolo 67 L. 184/1983: Abrogazioni codice civile e capo III

    Art. 67 L. 184/1983 – Abrogazioni codice civile e capo III

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    Sono abrogati: il secondo e il terzo comma dell'articolo 293, il secondo e il terzo comma dell'articolo 296, gli articoli 301, 302, 303, 308 e 310 del codice civile. È abrogato altresì il capo III del titolo VIII del libro I del codice civile.

  • Beni dell’azienda usati dai soci: come si tassa l’uso personale

    In sintesi

    • Reddito diverso per il socio: se un bene aziendale (auto, immobile, imbarcazione) viene usato dal socio o da un suo familiare a un prezzo inferiore al valore di mercato, la differenza costituisce reddito diverso tassabile in capo all’utilizzatore (art. 67, c. 1, lett. h-ter TUIR).
    • Costi indeducibili per la societa: i costi relativi al bene concesso in godimento al socio a condizioni non di mercato sono indeducibili per la societa o l’impresa cedente.
    • Obbligo di comunicazione all’AdE: la societa deve comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei beni concessi in godimento ai soci o ai loro familiari.
    • Il confronto chiave e con il valore di mercato: si calcola quanto costerebbe al socio ottenere lo stesso godimento da un terzo indipendente; se paga meno, la differenza e tassata.
    • Corrispettivo adeguato = nessun effetto: se il socio paga un corrispettivo pari al valore di mercato del godimento, non si produce alcuna componente reddituale aggiuntiva ne per il socio ne per la societa.

    Cosa succede quando un socio usa un bene dell'azienda per uso personale

    Molte societa mettono a disposizione dei soci beni che in realta vengono usati per scopi personali: l’auto aziendale usata come vettura di famiglia, l’appartamento di proprieta della srl in cui il socio ci abita, il natante intestato alla societa che il titolare usa per le vacanze. Dal punto di vista fiscale questo non e una zona grigia: la legge prevede regole precise, stabilite dall’art. 2 del decreto legge 138/2011 e dall’art. 67, comma 1, lettera h-ter del TUIR.

    Il meccanismo e il seguente. Si calcola quanto varrebbe sul mercato libero il diritto di godimento di quel bene per quel periodo. Se il socio paga alla societa un corrispettivo inferiore a questo valore di mercato, la differenza – cioe il ‘vantaggio’ ricevuto – diventa un reddito diverso tassabile in capo al socio o al suo familiare utilizzatore. Non si tratta di un compenso in natura da lavoro dipendente (che avrebbe altre regole), ma di un reddito della categoria ‘redditi diversi’.

    Dal lato della societa, la regola e speculare: i costi relativi al bene concesso in godimento a condizioni non di mercato sono indeducibili. Se la societa deduce quote di ammortamento, carburante, assicurazione e manutenzione di un’auto che in realta usa il socio per scopi personali, quei costi vengono disconosciuti. L’indeducibilita si applica nella misura in cui il bene e usato per finalita estranee all’impresa.

    Oltre alle conseguenze reddituali, esiste un obbligo formale: la societa deve comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei beni concessi in godimento ai soci o ai loro familiari e il corrispettivo eventualmente pagato. La mancata comunicazione espone la societa a sanzioni.

    Beni aziendali in godimento ai soci – effetti fiscali (art. 67 TUIR e art. 2 DL 138/2011)
    Soggetto Effetto fiscale Condizione
    Socio utilizzatore Reddito diverso pari alla differenza tra valore di mercato del godimento e corrispettivo pagato Solo se il corrispettivo e inferiore al valore di mercato
    Societa concedente Indeducibilita dei costi relativi al bene nella misura dell'uso extraimprenditoriale Solo se il corrispettivo e inferiore al valore di mercato
    Societa concedente Obbligo di comunicazione all'Agenzia delle Entrate con dati del bene e del socio Sempre, indipendentemente dal corrispettivo pagato
    Socio che paga a valore di mercato Nessun reddito diverso, nessuna indeducibilita per la societa Corrispettivo = valore di mercato del godimento

    Esempio pratico

    • Alfa SRL possiede un appartamento a Roma. Il valore di mercato del canone di locazione per quell’immobile e 1.500 euro al mese, pari a 18.000 euro annui. Il socio Tizio lo abita e paga alla societa un corrispettivo simbolico di 200 euro al mese (2.400 euro annui). La differenza e 18.000 – 2.400 = 15.600 euro: questa somma costituisce reddito diverso per Tizio, che la deve dichiarare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Per Alfa SRL, i costi relativi all’immobile (IMU, spese condominiali, manutenzione, eventuale ammortamento) sono indeducibili nella misura corrispondente all’uso del socio. Alfa SRL e inoltre obbligata a comunicare all’AdE il dato del bene e del corrispettivo.

    Documenti necessari

    • Contratto o accordo scritto tra la societa e il socio che regola le condizioni di godimento e il corrispettivo
    • Documentazione del valore di mercato del godimento (perizia, valutazione, comparabili di mercato)
    • Ricevute del corrispettivo pagato dal socio alla societa
    • Comunicazione inviata all’Agenzia delle Entrate (modello telematico beni in godimento ai soci)
    • Estratto conto dei costi sostenuti dalla societa per il bene (ammortamenti, manutenzione, utenze, assicurazione)

    Alfa SRL: auto aziendale usata dal socio Tizio anche per uso privato

    Scenario. Alfa SRL ha in flotta un’autovettura di lusso. Il valore di mercato del noleggio di quel veicolo per uso privato sarebbe di 800 euro al mese. Il socio Tizio la usa prevalentemente per scopi personali e paga alla societa 100 euro al mese. I costi annui della societa per quell’auto (ammortamento, bollo, assicurazione, manutenzione) ammontano a 12.000 euro.

    Come si applica. La differenza tra il valore di mercato del godimento (800 × 12 = 9.600 euro) e il corrispettivo pagato da Tizio (100 × 12 = 1.200 euro) e pari a 8.400 euro. Questa somma e reddito diverso per Tizio: va dichiarata nella sua dichiarazione dei redditi. Per Alfa SRL, i 12.000 euro di costi sono indeducibili nella parte riferibile all’uso privato. Se l’auto e usata esclusivamente dal socio per uso personale, tutti i 12.000 euro di costi sono indeducibili. Alfa SRL deve anche effettuare la comunicazione all’AdE.

    In pratica

    • Quantificare il valore di mercato del godimento consultando listini di noleggio a lungo termine per veicoli analoghi
    • Aumentare il corrispettivo al livello di mercato per eliminare la componente di reddito diverso e recuperare la deducibilita dei costi
    • Effettuare la comunicazione all’AdE entro i termini previsti, anche se il corrispettivo e adeguato al mercato

    Beta SNC: immobile sociale usato dal socio Tizio come ufficio e abitazione

    Scenario. Beta SNC possiede un immobile che in parte e usato come ufficio della societa (40% della superficie) e in parte e abitato dal socio Tizio a titolo gratuito (60% della superficie). Il valore di mercato del canone per la sola parte abitativa e 800 euro al mese, 9.600 euro annui. Tizio non paga nulla per quella parte.

    Come si applica. Poiche Tizio non paga alcun corrispettivo, la differenza e pari all’intero valore di mercato del godimento: 9.600 euro annui di reddito diverso in capo a Tizio. Per Beta SNC, i costi relativi al 60% dell’immobile usato da Tizio (quota di ammortamento, spese condominiali, utenze pagate dalla societa) sono indeducibili. I costi relativi al 40% usato come ufficio rimangono invece deducibili secondo le regole ordinarie. Beta SNC deve comunicare all’AdE il dato del bene e l’assenza di corrispettivo.

    In pratica

    • Tenere separata la contabilita analitica dei costi per la parte dell’immobile ad uso imprenditoriale e per quella ad uso del socio
    • Valutare se stipulare un contratto di locazione a prezzo di mercato con il socio per eliminare l’indeducibilita e il reddito diverso
    • Ricordare che l’obbligo di comunicazione all’AdE sussiste indipendentemente dal corrispettivo (anche se e zero)

    Quando rivolgersi a un professionista

    La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

    Fonti e approfondimenti

    Domande frequenti

    Cosa si intende per 'valore di mercato del diritto di godimento'?

    E il corrispettivo che si pagherebbe sul mercato per ottenere lo stesso diritto di usare quel bene da un soggetto indipendente. Per un’auto e assimilabile al canone di noleggio a lungo termine; per un immobile al canone di locazione di mercato. E questo valore che va confrontato con cio che il socio paga effettivamente alla societa.

    Se il socio paga il giusto prezzo di mercato, ci sono comunque conseguenze fiscali?

    No. Se il corrispettivo pagato dal socio e uguale o superiore al valore di mercato del godimento, non si produce alcun reddito diverso per il socio e i costi restano deducibili per la societa. L’obbligo di comunicazione all’AdE, pero, rimane anche in questo caso.

    L'indeducibilita dei costi vale per tutti i beni o solo per alcuni?

    La norma si applica a qualsiasi bene dell’impresa concesso in godimento al socio o a un suo familiare: autovetture, immobili, imbarcazioni, aeromobili e in generale qualsiasi bene per il quale vi sia un valore di mercato del godimento determinabile. Non riguarda i beni strumentali usati esclusivamente per l’attivita d’impresa.

    Quali sono le sanzioni per la mancata comunicazione all'AdE?

    La mancata o tardiva comunicazione dei beni in godimento ai soci espone la societa a sanzioni amministrative. I dati comunicati sono inoltre usati dall’Agenzia delle Entrate per i controlli incrociati con le dichiarazioni dei soci.

    Come si dichiara il reddito diverso da beni aziendali in godimento?

    Il socio deve indicare il reddito diverso nella propria dichiarazione dei redditi (nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi PF) come reddito diverso ai sensi dell’art. 67 TUIR. L’importo e pari alla differenza tra il valore di mercato del godimento e il corrispettivo effettivamente pagato.

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.