Art. 601 c.p. – Tratta di persone
Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
È punito con la reclusione da otto a venti anni chiunque recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l’autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 600, ovvero, realizza le stesse condotte su una o più persone, mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, al fine di indurle o costringerle a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportano lo sfruttamento o a sottoporsi al prelievo di organi.
Alla stessa pena soggiace chiunque, anche al di fuori delle modalità di cui al primo comma, realizza le condotte ivi previste nei confronti di persona minore di età.
La pena per il comandante o l’ufficiale della nave nazionale o straniera, che commette alcuno dei fatti previsti dal primo o dal secondo comma o vi concorre, è aumentata fino a un terzo.
Il componente dell’equipaggio di nave nazionale o straniera destinata, prima della partenza o in corso di navigazione, alla tratta è punito, ancorché non sia stato compiuto alcun fatto previsto dal primo o dal secondo comma o di commercio di schiavi, con la reclusione da tre a dieci anni.

Spiegazione
Punisce chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno. La pena è più grave se la minaccia è grave o fatta in uno dei modi indicati dall’art. 339 (con armi, da più persone riunite, ecc.). Per la minaccia semplice si procede a querela della persona offesa.
Come funziona e quando si applica
La minaccia tutela la libertà morale: consiste nel prospettare un male futuro e ingiusto, la cui realizzazione dipende dalla volontà dell’agente. È elemento costitutivo di altri reati (violenza privata, estorsione, rapina). Diversa è la minaccia grave, procedibile d’ufficio.
Esempio pratico
Dire a una persona ‘ti distruggo la macchina se non smetti’ integra il reato di minaccia di un danno ingiusto.
Domande frequenti
Quando la minaccia è reato?
Quando si prospetta ad altri un danno ingiusto e futuro; per la minaccia semplice serve la querela, per quella grave si procede d’ufficio.
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.