Autore: Andrea Marton

  • Art. 70 D.Lgs. 151/2001 – Indennità di maternità libere professioniste

    Art. 70 D.Lgs. 151/2001 – Indennità di maternità libere professioniste

    D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità

    1. Alle libere professioniste, iscritte a enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza, è corrisposta un’indennità di maternità per due mesi antecedenti la data del parto e tre mesi successivi alla stessa.

    2. L’indennità è erogata dall’ente di previdenza cui è iscritta la professionista.

    3. L’importo dell’indennità è determinato secondo i criteri stabiliti dai singoli enti di previdenza professionale.

  • Art. 25 DPR 230/2000 – Albo degli avvocati

    Art. 25 DPR 230/2000 – Albo degli avvocati

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 – Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà

    1. Presso ogni istituto penitenziario è tenuto l'albo degli avvocati del circondario, che deve essere affisso in modo che i detenuti e gli internati ne possano prendere visione.

    2. È fatto divieto agli operatori penitenziari di influire, direttamente o indirettamente, sulla scelta del difensore.

  • Art. 170 Codice Civile: Esecuzione sui beni e sui frutti

    Art. 170 Codice Civile: Esecuzione sui beni e sui frutti

    Art. 170 c.c. – Esecuzione sui beni e sui frutti

    Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

    La esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia .

  • Art. 86 DPR 495/1992 – Segnali relativi a curve pericolose

    Art. 86 DPR 495/1992 – Segnali relativi a curve pericolose

    Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada

    1. Per presegnalare una curva pericolosa, per caratteristiche planimetriche o per insufficiente visibilità, deve essere usato uno dei seguenti segnali: a) CURVA A DESTRA (fig. II.4); b) CURVA A SINISTRA (fig. II.5); c) DOPPIA CURVA, LA PRIMA A DESTRA (fig. II.6); d) DOPPIA CURVA, LA PRIMA A SINISTRA (fig. II.7).

    2. Per segnalare una serie di curve pericolose in successione si deve impiegare il segnale c) o d) a seconda dell'andamento della prima curva, aggiungendo il pannello integrativo modello II.2 recante l'indicazione della lunghezza del tratto di strada interessato.

    3. Per segnalare una serie di tornanti in successione si deve impiegare il segnale c) o d) a seconda dell'andamento della prima curva, aggiungendo il pannello integrativo modello II.6/p1. Ciascun tornante può essere indicato con un numero su apposito pannello da collocare sul margine del ciglio stradale esterno e al centro della curva (modello II.6/p2).

  • Art. 24 Codice del Processo Amministrativo – Procura alle liti

    Art. 24 Codice del Processo Amministrativo – Procura alle liti

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. La procura rilasciata per agire e contraddire davanti al giudice si intende conferita anche per proporre motivi aggiunti e ricorso incidentale, salvo che in essa sia diversamente disposto.

  • Art. 32 DPR 230/2000 – Assegnazione e raggruppamento per motivi cautelari

    Art. 32 DPR 230/2000 – Assegnazione e raggruppamento per motivi cautelari

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230 – Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà

    1. I detenuti e gli internati, che abbiano un comportamento che richiede particolari cautele, anche per la tutela dei compagni da possibili aggressioni o sopraffazioni, sono assegnati ad appositi istituti o sezioni dove sia più agevole adottare le suddette cautele.

    2. La permanenza dei motivi cautelari viene verificata semestralmente.

    3. Si cura, inoltre, la collocazione più idonea di quei detenuti ed internati per i quali si possano temere aggressioni o sopraffazioni da parte dei compagni. Sono anche utilizzate apposite sezioni a tal fine, ma la assegnazione presso le stesse deve essere frequentemente riesaminata nei confronti delle singole persone per verificare il permanere delle ragioni della separazione delle stesse dalla comunità.

  • Art. 91-bis DPR 602/1973 – Fermo dei veicoli a motore ed autoscafi (abrogato)

    Art. 91-bis DPR 602/1973 – Fermo dei veicoli a motore ed autoscafi (abrogato)

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    [Articolo abrogato dal Decreto legislativo del 26/02/1999 n. 46, art. 16]

  • Art. 101 DPR 602/1973 – Termini per sgravi e rimborsi tributi soppressi

    Art. 101 DPR 602/1973 – Termini per sgravi e rimborsi tributi soppressi

    D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 – Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

    I termini per proporre ricorsi o istanze, pendenti all’1 gennaio 1974, decorrono da tale data e i ricorsi e le istanze sono proposti nei modi e nelle forme stabiliti dal presente decreto e dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 636.

  • Art. 31 Codice del Processo Amministrativo – Azione avverso il silenzio e declaratoria di nullità

    Art. 31 Codice del Processo Amministrativo – Azione avverso il silenzio e declaratoria di nullità

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Decorsi i termini per la conclusione del procedimento amministrativo e negli altri casi previsti dalla legge, chi vi ha interesse può chiedere l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere.

    2. L’azione può essere proposta fintanto che perdura l’inadempimento e, comunque, non oltre un anno dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento. E’ fatta salva la riproponibilità dell’istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti.

    3. Il giudice può pronunciare sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio solo quando si tratta di attività vincolata o quando risulta che non residuano ulteriori margini di esercizio della discrezionalità e non sono necessari adempimenti istruttori che debbano essere compiuti dall’amministrazione.

    4. La domanda volta all’accertamento delle nullità previste dalla legge si propone entro il termine di decadenza di centottanta giorni. La nullità dell’atto può sempre essere opposta dalla parte resistente o essere rilevata d’ufficio dal giudice. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle nullità di cui all’articolo 114, comma 4, lettera b), per le quali restano ferme le disposizioni del Titolo I del Libro IV.

  • Art. 17 T.U. Espropriazione – L’approvazione del progetto definitivo

    Art. 17 T.U. Espropriazione – L’approvazione del progetto definitivo

    D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 – Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

    1. Il provvedimento che approva il progetto definitivo, ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all’esproprio.

    2. Mediante raccomandata con avviso di ricevimento o altra forma di comunicazione equipollente al proprietario è data notizia della data in cui è diventato efficace l’atto che ha approvato il progetto definitivo e della facoltà di prendere visione della relativa documentazione. Al proprietario è contestualmente comunicato che può fornire ogni utile elemento per determinare il valore da attribuire all’area ai fini della liquidazione della indennità di esproprio.

  • Art. 427 Codice della Navigazione – Impedimento prima della partenza

    Art. 427 Codice della Navigazione – Impedimento prima della partenza

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    Se la partenza della nave è impedita per causa di forza maggiore, il contratto è risolto. Se per la stessa causa la partenza della nave è soverchiamente ritardata, il contratto può essere risolto. Se la risoluzione avviene dopo l'imbarco, il caricatore è tenuto a sopportare le spese di scaricazione.

  • Dimissioni durante la malattia: si può fare?

    Guida pratica · Lavoro · Dimissioni

    In sintesi

    Il lavoratore in malattia può dimettersi in qualunque momento: non ci sono divieti legali. Le dimissioni volontarie interrompono la tutela del periodo di comporto (che protegge solo dal licenziamento). L’indennità INPS di malattia spetta fino alla data di cessazione del rapporto indicata nelle dimissioni; la NASpI di norma non spetta per dimissioni volontarie.

    Riferimento normativo

    Tabella riepilogativa

    Effetti delle dimissioni in malattia
    Aspetto Cosa succede
    Validità delle dimissioni Valide: il lavoratore può dimettersi liberamente
    Indennità INPS di malattia Spetta fino alla data di cessazione del rapporto
    Comporto Il decorso del comporto si interrompe con le dimissioni
    Preavviso Deve essere rispettato; il decorso può iniziare anche in malattia
    TFR Spetta integralmente
    NASpI Di norma non spetta (dimissioni volontarie)

    Nessun divieto di dimissioni in malattia

    A differenza del licenziamento – che durante il periodo di comporto è vietato (art. 2110 c.c.) – le dimissioni possono essere rassegnate liberamente dal lavoratore anche mentre è assente per malattia. Non esiste alcuna norma che lo vieti. Il lavoratore dovrà comunque usare la procedura telematica su cliclavoro.gov.it e rispettare il preavviso previsto dal CCNL, che inizia a decorrere dalla data delle dimissioni (salvo diversi accordi).

    L'indennità INPS di malattia e il comporto

    L’indennità di malattia corrisposta dall’INPS (o a carico del datore, a seconda del CCNL) spetta per il periodo di effettiva assenza fino alla data di cessazione del rapporto. Da quel momento il lavoratore non ha più diritto all’indennità, perché viene meno il presupposto (la sussistenza del rapporto di lavoro).

    Il comporto (il periodo massimo di assenza per malattia entro cui il datore non può licenziare) è rilevante solo per proteggere il lavoratore dal licenziamento, non per impedire le dimissioni. Se il lavoratore si dimette, il conteggio del comporto non ha più rilievo pratico.

    Preavviso e considerazioni pratiche

    Il preavviso contrattuale decorre dalla data di trasmissione delle dimissioni, anche se il lavoratore è assente. Nella prassi le parti possono accordarsi per far coincidere la fine del preavviso con il termine della malattia, o per una dispensa reciproca. Prima di dimettersi in malattia è opportuno valutare l’impatto su: indennità residua di malattia, TFR (che si calcola anche sui giorni di preavviso lavorato), ferie residue e ratei di tredicesima.

    Casi pratici

    Tizio – si dimette in piena malattia

    Tizio è in malattia da tre settimane e decide di dimettersi. Trasmette le dimissioni telematicamente e il preavviso (30 giorni da CCNL) inizia a decorrere. L’INPS continuerà a pagare l’indennità di malattia fino alla scadenza del preavviso (data di cessazione del rapporto). Dopo quella data non spetta più nulla.

    Caia – malattia lunga e comporto quasi esaurito

    Caia è in malattia da molti mesi e il comporto sta per scadere. Decide di dimettersi prima che il datore possa licenziarla. Le dimissioni sono legittime: riceverà TFR, ferie e ratei. Non potrà però accedere alla NASpI (dimissioni volontarie), salvo che sussistano i presupposti della giusta causa.

    Sempronio – si pente durante il preavviso in malattia

    Sempronio ha trasmesso le dimissioni in malattia e si pente dopo 4 giorni. Può revocarle entro 7 giorni dalla trasmissione tramite lo stesso portale. Se revoca, il rapporto si ripristina: l’indennità di malattia continua a decorrere e il comporto riprende.

    Domande frequenti

    Si può essere in malattia e dimettersi nello stesso tempo?

    Sì. Non esistono norme che vietino le dimissioni durante la malattia. Il lavoratore rimane libero di rassegnarle in qualsiasi momento tramite procedura telematica.

    L'indennità INPS di malattia continua dopo le dimissioni?

    No. L’indennità spetta fino alla data di cessazione del rapporto. Una volta che il rapporto termina, il diritto all’indennità viene meno.

    Il preavviso decorre anche se sono in malattia?

    Sì. Il preavviso inizia a decorrere dalla comunicazione delle dimissioni, indipendentemente dall’assenza per malattia. Tuttavia le parti possono accordarsi diversamente.

    Posso avere la NASpI se mi dimetto in malattia?

    Di norma no: le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI. Eccetto se si dimette per giusta causa documentata, nel qual caso la NASpI può essere riconosciuta.

    Le ferie e il TFR spettano anche se mi dimetto in malattia?

    Sì. Tutti gli istituti maturati fino alla data di cessazione spettano integralmente: TFR, ferie non godute (o indennità sostitutiva) e ratei di mensilità aggiuntive.

    Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.