Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 579 Codice Penale: Omicidio del consenziente

    Articolo 579 Codice Penale: Omicidio del consenziente

    Art. 579 c.p. – Omicidio del consenziente

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni.

    Non si applicano le aggravanti indicate nell’articolo 61.

    Si applicano le disposizioni relative all’omicidio se il fatto è commesso:

    1° contro una persona minore degli anni diciotto;

    2° contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;

    3° contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno.

    Spiegazione

    Punisce chi cagiona la morte di una persona con il suo consenso, con la reclusione da sei a quindici anni – pena molto più bassa dell’omicidio comune. Non si applicano le aggravanti comuni dell’art. 61. Si applicano invece le norme sull’omicidio ordinario (art. 575) quando il consenso manca o è viziato: in particolare se il fatto è commesso contro un minore, contro una persona inferma di mente, o con consenso estorto o carpito con inganno.

    Come funziona e quando si applica

    Tutela la vita anche contro la volontà del titolare: il consenso attenua ma non rende lecito il fatto. Il tema è connesso – ma distinto – da quello dell’aiuto al suicidio (art. 580), su cui è intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n. 242/2019.

    Esempio pratico

    Chi provoca la morte di un malato che lo ha lucidamente richiesto risponde di omicidio del consenziente; ma se la vittima è minore o incapace si applica l’omicidio comune.

    Domande frequenti

    L’omicidio del consenziente è punito?

    Sì, con la reclusione da 6 a 15 anni: il consenso riduce la pena ma non rende lecito il fatto. Se manca un valido consenso si applica l’omicidio comune.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Articolo 582 Codice Penale: Lesione personale

    Articolo 582 Codice Penale: Lesione personale

    Art. 582 c.p. – Lesione personale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

    Si procede tuttavia d’ufficio se ricorre taluna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583, 583-quater, secondo comma, primo periodo, e terzo comma, e 585, ad eccezione di quelle indicate nel primo comma, numero 1), e nel secondo comma dell’articolo 577. Si procede altresì d’ufficio se la malattia ha una durata superiore a venti giorni quando il fatto è commesso contro persona incapace, per età o per infermità.

    Spiegazione

    Punisce chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente. La pena varia in base alla durata della malattia; le lesioni gravissime e gravi (art. 583) e quelle lievissime hanno trattamenti differenziati. Per le lesioni lievi è di regola necessaria la querela della persona offesa.

    Come funziona e quando si applica

    Il concetto di «malattia» comprende qualsiasi alterazione funzionale dell’organismo, anche transitoria. Si distingue dalle percosse (art. 581), che non producono malattia. Le aggravanti e la durata della malattia (oltre/sotto i 40 giorni, gravi, gravissime) determinano la cornice di pena.

    Esempio pratico

    Un pugno che provoca la frattura del naso, con prognosi di alcune settimane, integra il reato di lesione personale; serve la querela della vittima se la lesione è lieve.

    Domande frequenti

    Che differenza c’è tra percosse e lesioni?

    Le percosse (art. 581) non causano una malattia; le lesioni (art. 582) sì, cioè un’alterazione funzionale del corpo o della mente.

    Serve la querela per le lesioni?

    Per le lesioni lievi di regola sì; per quelle gravi e gravissime si procede d’ufficio.

    Norme collegate

    Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.

  • Articolo 583-ter Codice Penale: Pena accessoria

    Articolo 583-ter Codice Penale: Pena accessoria

    Art. 583-ter c.p. – Pena accessoria

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La condanna contro l’esercente una professione sanitaria per taluno dei delitti previsti dall’articolo 583-bis importa la pena accessoria dell’interdizione dalla professione da tre a dieci anni.

    Della sentenza di condanna è data comunicazione all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri .

  • Articolo 585 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Articolo 585 Codice Penale: Circostanze aggravanti

    Art. 585 c.p. – Circostanze aggravanti

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nei casi previsti dagli articoli 582, 583, 583-bis, 583-quinquies e 584, la pena è aumentata da un terzo alla metà, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 576, ed è aumentata fino a un terzo, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 577, ovvero se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive, ovvero da persona travisata o da più persone riunite.

    Agli effetti della legge penale, per armi s’intendono:

    1° quelle da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona;

    2° tutti gli strumenti atti ad offendere, dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo.

    Sono assimilate alle armi le materie esplodenti e i gas asfissianti o accecanti.

    Nei casi di cui al primo comma, quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali, la pena è aumentata da un terzo alla metà .

  • Art. 586 c.p.: Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto

    Art. 586 c.p.: Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto

    Art. 586 c.p. – Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando da un fatto preveduto come delitto doloso deriva, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione di una persona, si applicano le disposizioni dell’articolo 83, ma le pene stabilite negli articoli 589 e 590 sono aumentate.

  • Articolo 589 Codice Penale: Omicidio colposo

    Articolo 589 Codice Penale: Omicidio colposo

    Art. 589 c.p. – Omicidio colposo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

    Se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni.

    Se il fatto è commesso nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un’arte sanitaria, la pena è della reclusione da tre a dieci anni .

    COMMA ABROGATO DALLA L. 23 MARZO 2016, N. 41.

    Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici.

  • Articolo 590 Codice Penale: Lesioni personali colpose

    Articolo 590 Codice Penale: Lesioni personali colpose

    Art. 590 c.p. – Lesioni personali colpose

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a lire duecentomila.

    Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da lire ottantamila a quattrocentomila; se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da lire duecentomila a ottocentomila.

    Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro 2.000 e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 23 MARZO 2016, N. 41.

    Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un’arte sanitaria, la pena per lesioni gravi è della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per lesioni gravissime è della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni .

    Nel caso di lesioni di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo; ma la pena della reclusione non può superare gli anni cinque.

    Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale.

  • Articolo 590-bis Codice Penale: Lesioni personali stradali o nautiche gravi o gravissime

    Articolo 590-bis Codice Penale: Lesioni personali stradali o nautiche gravi o gravissime

    Art. 590-bis c.p. – Lesioni personali stradali o nautiche gravi o gravissime

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o della navigazione marittima o interna è punito con la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime. Le stesse pene si applicano a colui che abbandona animali domestici su strada o nelle relative pertinenze, quando dall’abbandono consegue un incidente stradale che cagiona le lesioni personali .

    Chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell’articolo 186, comma 2, lettera c), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, ovvero alla guida di una delle unità da diporto indicate all’articolo 3 del codice della nautica da diporto, di cui al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in presenza delle condizioni previste dagli articoli 53-bis, comma 2, lettera c), e 53-quater del medesimo codice della nautica da diporto, cagioni per colpa a taluno una lesione personale è punito con la reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime .

    La stessa pena si applica al conducente di un veicolo a motore di cui all’articolo 186-bis, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, o di un’unità da diporto di cui all’articolo 53-ter, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, il quale, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e 53-bis, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.

    Salvo quanto previsto dal terzo comma, chiunque, ponendosi alla guida di un veicolo a motore o di una delle unità da diporto di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, in stato di ebbrezza alcolica ai sensi rispettivamente degli articoli 186, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e 53-bis, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, cagioni per colpa a taluno lesioni personali, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.

    Le pene di cui al quarto comma si applicano altresì:

    1) al conducente di un veicolo a motore che, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;

    2) al conducente di un veicolo a motore che, attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso ovvero circolando contromano, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime;

    3) al conducente di un veicolo a motore che, a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, cagioni per colpa a taluno lesioni personali gravi o gravissime.

    Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona non munita di patente di guida o, ad eccezione delle ipotesi di cui al quinto comma, di patente nautica, ove prescritta, o con patente sospesa o revocata, ovvero nel caso in cui il veicolo a motore o l’unità da diporto sia di proprietà dell’autore del fatto e tale veicolo o unità da diporto sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria.

    Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole, la pena è diminuita fino alla metà.

    Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente del veicolo o dell’unità da diporto cagioni lesioni a più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni sette.

    Il delitto è punibile a querela della persona offesa se non ricorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dal presente articolo.

  • Articolo 596 Codice Penale: Esclusione della prova liberatoria

    Articolo 596 Codice Penale: Esclusione della prova liberatoria

    Art. 596 c.p. – Esclusione della prova liberatoria

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il colpevole dal delitto previsto dall’articolo precedente non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa.

    Tuttavia, quando l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la persona offesa e l’offensore possono, d’accordo, prima che sia pronunciata sentenza irrevocabile, deferire ad un giurì d’onore il giudizio sulla verità del fatto medesimo.

    Quando l’offesa consista nell’attribuzione di un fatto determinato, la prova della verità del fatto medesimo è però sempre ammessa nel procedimento penale;

    1) se la persona offesa è un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisce all’esercizio delle sue funzioni;

    2) se per il fatto attribuito alla persona offesa è tuttora aperto o si inizia contro di essa un procedimento penale;

    3) se il querelante domanda formalmente che il giudizio si estenda ad accertare la verità o la falsità del fatto ad esso attribuito.

    Se la verità del fatto è provata o se per esso la persona, a cui il fatto è attribuito, è per esso condannata dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’imputazione non è punibile, salvo che i modi usati non rendano per se stessi applicabile la disposizione dell’articolo 595, primo comma .

  • Articolo 599 Codice Penale: Ritorsione e provocazione

    Articolo 599 Codice Penale: Ritorsione e provocazione

    Art. 599 c.p. – Provocazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 GENNAIO 2016, N. 7 .

    Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti dall’articolo 595 nello stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, e subito dopo di esso.

    COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 GENNAIO 2016, N. 7 .

  • Art. 600-quater c.p.: Detenzione di materiale pornografico

    Art. 600-quater c.p.: Detenzione di materiale pornografico

    Art. 600-quater c.p. – Detenzione o accesso a materiale pornografico

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 600-ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a euro 1.549.

    La pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale detenuto sia di ingente quantità.

    Fuori dei casi di cui al primo comma, chiunque, mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione, accede intenzionalmente e senza giustificato motivo a materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa non inferiore a euro 1.000 .

  • Articolo 603-ter Codice Penale: Pene accessorie

    Articolo 603-ter Codice Penale: Pene accessorie

    Art. 603-ter c.p. Pene accessorie(1)

    La condanna per i delitti di cui agli articoli 600, limitatamente ai casi in cui lo sfruttamento ha ad oggetto prestazioni lavorative, e 603-bis, importa l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche o delle imprese, nonché il divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo fiduciario, di fornitura di opere, beni o servizi riguardanti la pubblica amministrazione, e relativi subcontratti.

    La condanna per i delitti di cui al primo comma importa altresì l’esclusione per un periodo di due anni da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi da parte dello Stato o di altri enti pubblici, nonché dell’Unione europea, relativi al settore di attività in cui ha avuto luogo lo sfruttamento.

    L’esclusione di cui al secondo comma è aumentata a cinque anni quando il fatto è commesso da soggetto al quale sia stata applicata la recidiva ai sensi dell’articolo 99, secondo comma, numeri 1) e 3).

Informazione di carattere generale. I calcoli e le indicazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e si basano sulle fonti ufficiali indicate nel metodo editoriale. Non sostituiscono il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato, a un commercialista o a un consulente iscritto al proprio albo.