Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Articolo 491-bis Codice Penale: Documenti informatici

    Articolo 491-bis Codice Penale: Documenti informatici

    Art. 491-bis c.p. – Documenti informatici

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Se alcuna delle falsità previste dal presente capo riguarda un documento informatico pubblico avente efficacia probatoria, si applicano le disposizioni del capo stesso concernenti gli atti pubblici.

  • Articolo 501-bis Codice Penale: Manovre speculative su merci

    Articolo 501-bis Codice Penale: Manovre speculative su merci

    Art. 501-bis c.p. – Manovre speculative su merci

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    .

    Fuori dei casi previsti dall’articolo precedente, chiunque, nell’esercizio di qualsiasi attività produttiva o commerciale, compie manovre speculative ovvero occulta, accaparra od incetta materie prime, generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo atto a determinarne la rarefazione o il rincaro sul mercato interno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da uno a cinquanta milioni di lire.

    Alla stessa pena soggiace chiunque, in presenza di fenomeni di rarefazione o rincaro sul mercato interno delle merci indicate nella prima parte del presente articolo e nell’esercizio delle medesime attività, ne sottrae alla utilizzazione o al consumo rilevanti quantità.

    L’autorità giudiziaria competente e, in caso di flagranza, anche gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria procedono al sequestro delle merci, osservando le norme sull’istruzione formale. L’autorità giudiziaria competente dispone la vendita coattiva immediata delle merci stesse nelle forme di cui all’articolo 625 del codice di procedura penale.

    La condanna importa l’interdizione dall’esercizio di attività commerciali o industriali per le quali sia richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza da parte dell’autorità e la pubblicazione della sentenza .

  • Art. 504 c.p.: Coazione alla pubblica Autorità mediante serrata

    Art. 504 c.p.: Coazione alla pubblica Autorità mediante serrata

    Art. 504 c.p. – Coazione alla pubblica Autorità mediante serrata o sciopero

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Quando alcuno dei fatti preveduti dall’articolo 502 è commesso con lo scopo di costringere l’Autorità a dare o ad omettere un provvedimento, ovvero con lo scopo di influire sulle deliberazioni di essa, si applica la pena della reclusione fino a due anni.

  • Art. 505 c.p.: Serrata o sciopero a scopo di solidarietà o di protesta

    Art. 505 c.p.: Serrata o sciopero a scopo di solidarietà o di protesta

    Art. 505 c.p. – Serrata o sciopero a scopo di solidarietà o di protesta

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il datore di lavoro o i lavoratori, che, fuori dei casi indicati nei due articoli precedenti, commettono uno dei fatti preveduti dall’articolo 502 soltanto per solidarietà con altri datori di lavoro o con altri lavoratori ovvero soltanto per protesta, soggiacciono alle pene ivi stabilite.

  • Articolo 538 Codice Penale: Misure di sicurezza

    Articolo 538 Codice Penale: Misure di sicurezza

    Art. 538 c.p. – Misura di sicurezza

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Alla condanna per il delitto preveduto dall’articolo 531 può essere aggiunta una misura di sicurezza detentiva. La misura di sicurezza detentiva è sempre aggiunta nei casi preveduti dagli articoli 532, 533, 534, 535 e 536.

  • Articolo 544-sexies Codice Penale: Confisca e pene accessorie

    Articolo 544-sexies Codice Penale: Confisca e pene accessorie

    Art. 544-sexies c.p. – Confisca e pene accessorie

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca dell’animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato.

    È altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni dell’attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è disposta l’interdizione dall’esercizio delle attività medesime.

    Fatto salvo quanto disposto dall’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 260-bis del codice di procedura penale, quando si procede per i delitti di cui agli articoli 544-bis, 544-ter, 544-quater, 544-quinquies e 638 del presente codice e di cui all’articolo 4 della legge 4 novembre 2010, n. 201, consumati o tentati, all’indagato, imputato o proprietario è vietato abbattere o alienare a terzi gli animali, anche qualora sugli stessi non sussista il vincolo cautelare del sequestro, fino alla sentenza definitiva .

  • Art. 549 c.p. – Morte o lesione della donna (abrogato)

    Art. 549 c.p. – Morte o lesione della donna (abrogato)

    Art. 549 c.p. – Morte o lesione della donna

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 22 maggio 1978, n. 194. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Se dal fatto preveduto dall’articolo 545 deriva la morte della donna, si applica la reclusione da dodici a venti anni; se deriva una lesione personale, si applica la reclusione da dieci a quindici anni.

    Se dal fatto preveduto dall’articolo 546 deriva la morte della donna, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni; se deriva una lesione personale, è della reclusione da tre a otto anni

  • Art. 555 c.p. – Circostanza aggravante e pena accessoria (abrogato)

    Art. 555 c.p. – Circostanza aggravante e pena accessoria (abrogato)

    Art. 555 c.p. – Circostanza aggravante e pena accessoria

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 22 maggio 1978, n. 194. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Se il colpevole di uno dei delitti preveduti dall’articolo 545, dalla prima parte e dal secondo capoverso dell’articolo 546, dagli articoli 548, 549, 550, dalla prima parte dell’articolo 552 e dall’articolo 553 è persona che esercita una professione sanitaria, la pena è aumentata.

    Nel caso di recidiva, l’interdizione dalla professione sanitaria è perpetua

  • Art. 561 c.p.: Casi di non punibilità. Circostanza attenuante

    Art. 561 c.p.: Casi di non punibilità. Circostanza attenuante

    Art. 561 c.p. – Casi di non punibilità. Circostanza attenuante

    Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo. Non è più applicabile: la Corte costituzionale, con la sentenza n. 147 del 1969, ne ha dichiarato l’illegittimità. Il testo è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Nel caso preveduto dall’articolo 559, non è punibile la moglie quando il marito l’abbia indotta o eccitata alla prostituzione ovvero abbia comunque tratto vantaggio dalla prostituzione di lei.

    Nei casi preveduti dai due articoli precedenti non è punibile il coniuge legalmente separato per colpa dell’altro coniuge, ovvero da questo ingiustamente abbandonato.

    Se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato per colpa propria o per colpa propria e dell’altro coniuge o per mutuo consenso, la pena è diminuita.

  • Articolo 576 Codice Penale: Circostanze aggravanti. Ergastolo

    Articolo 576 Codice Penale: Circostanze aggravanti. Ergastolo

    Art. 576 c.p. – Circostanze aggravanti. Ergastolo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Si applica la pena dell’ergastolo se il fatto preveduto dall’articolo precedente è commesso:

    1° col concorso di taluna delle circostanze indicate nel numero 2° dell’articolo 61;

    2° contro l’ascendente o il discendente, quando concorre taluna delle circostanze indicate nei numeri 1° e 4° dell’articolo 61 o quando è adoperato un mezzo venefico o un altro mezzo insidioso ovvero quando vi è premeditazione;

    3° dal latitante, per sottrarsi all’arresto, alla cattura o alla carcerazione ovvero per procurarsi i mezzi di sussistenza durante la latitanza;

    4° dall’associato per delinquere, per sottrarsi all’arresto, alla cattura o alla carcerazione;

    5) in occasione della commissione di taluno dei delitti previsti dagli articoli 572, 583-quinquies, 600-bis, 600-ter, 609-bis, 609-quater e 609-octies;

    5.1) dall’autore del delitto previsto dall’articolo 612-bis nei confronti della stessa persona offesa;

    5-bis) contro un ufficiale o agente di polizia giudiziaria, ovvero un ufficiale o agente di pubblica sicurezza, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio.

    È latitante, agli effetti della legge penale, chi si trova nelle condizioni indicate nel numero 6° dell’articolo 61.

  • Articolo 577 Codice Penale: Altre circostanze aggravanti. Ergastolo

    Articolo 577 Codice Penale: Altre circostanze aggravanti. Ergastolo

    Art. 577 c.p. – Altre circostanze aggravanti. Ergastolo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Si applica la pena dell’ergastolo se il fatto preveduto dall’articolo 575 è commesso:

    1° contro l’ascendente o il discendente anche per effetto di adozione di minorenne o contro il coniuge, anche legalmente separato, contro l’altra parte dell’unione civile o contro la persona stabilmente convivente con il colpevole o ad esso legata da relazione affettiva;

    2° col mezzo di sostanze venefiche, ovvero con un altro mezzo insidioso;

    3° con premeditazione;

    4° col concorso di taluna delle circostanze indicate nei numeri 1° e 4° dell’articolo 61.

    La pena è della reclusione da ventiquattro a trenta anni, se il fatto è commesso contro il coniuge divorziato, l’altra parte dell’unione civile, ove cessata, la persona legata al colpevole da stabile convivenza o relazione affettiva, ove cessate, il fratello o la sorella, l’adottante o l’adottato nei casi regolati dal titolo VIII del libro primo del codice civile, il padre o la madre adottivi, o il figlio adottivo, o contro un affine in linea retta.

    Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 62, numero 1, 89, 98 e 114, concorrenti con le circostanze aggravanti di cui al primo comma, numero 1, e al secondo comma, non possono essere ritenute prevalenti rispetto a queste.

  • Art. 578 c.p.: Infanticidio in condizioni di abbandono materiale

    Art. 578 c.p.: Infanticidio in condizioni di abbandono materiale

    Art. 578 c.p. Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale

    In vigore dal 1° luglio 1931

    La madre che cagiona la morte del proprio neonato immediatamente dopo il parto, o del feto durante il parto, quando il fatto è determinato da condizioni di abbandono materiale e morale connesse al parto, è punita con la reclusione da quattro a dodici anni.

    A coloro che concorrono nel fatto di cui al primo comma si applica la reclusione non inferiore ad anni ventuno. Tuttavia, se essi hanno agito al solo scopo di favorire la madre, la pena può essere diminuita da un terzo a due terzi.

    Non si applicano le aggravanti stabilite dall’articolo 61 del codice penale (1).

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