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Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 79 del D.Lgs. 151/2001 individua la copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'applicazione del testo unico per il settore del lavoro subordinato privato, imputandoli alla gestione del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) presso l'INPS. Il FPLD assorbe quindi non solo gli oneri diretti delle indennità di maternità e paternità per i dipendenti, ma anche l'onere degli sgravi contributivi riconosciuti ai datori di lavoro ai sensi dell'articolo 78. Si tratta di una norma di copertura finanziaria che non attribuisce diritti sostanziali ma definisce l'architettura di finanziamento del sistema di tutele: le risorse provengono dal fondo previdenziale generale dei lavoratori dipendenti, alimentato dai contributi di tutti i lavoratori e datori del settore privato.

Testo dell'articoloVigente

Art. 79 D.Lgs. 151/2001 — Oneri contributivi nel lavoro subordinato

D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — T.U. tutela e sostegno della maternità e paternità

1. Gli oneri derivanti dall’applicazione del presente testo unico per il settore del lavoro subordinato privato fanno carico alla gestione del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ivi compreso l’onere derivante dagli sgravi contributivi di cui all’articolo 78.

Commento

Ratio della norma

La socializzazione degli oneri di maternità attraverso il FPLD riflette il principio assicurativo-solidaristico del sistema previdenziale italiano: il costo della maternità non è a carico del singolo datore di lavoro (che si limita ad anticipare l'indennità) ma dell'intera collettività dei contribuenti. Questo meccanismo è fondamentale per ridurre il disincentivo delle imprese ad assumere lavoratrici in età fertile: se ogni datore dovesse sostenere integralmente il costo della maternità delle proprie dipendenti, si creerebbe un forte incentivo economico a non assumere donne giovani o a discriminarle nelle assunzioni. La socializzazione del costo attraverso il FPLD spezza questo legame perverso tra costo individuale della maternità e politiche di assunzione aziendale. Il principio affonda le radici nell'impostazione bismarckiana del sistema previdenziale italiano, dove i rischi sociali — malattia, invalidità, vecchiaia, maternità — sono coperti dalla collettività contributiva e non ricadono sui singoli soggetti coinvolti.

Analisi e struttura

La norma ha struttura semplice: individua il contenitore finanziario (FPLD) e le tipologie di oneri che vi afferiscono (oneri diretti del testo unico e sgravi dell'art. 78). Il FPLD è la gestione previdenziale principale dell'INPS per i lavoratori dipendenti del settore privato, alimentata dall'aliquota contributiva IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) versata da lavoratori e datori. Tecnicamente, gli oneri di maternità transitano attraverso il meccanismo del conguaglio contributivo: il datore che ha anticipato l'indennità alla lavoratrice porta quella somma in detrazione sui contributi mensili dovuti, e l'INPS gestisce il saldo a livello aggregato attraverso il FPLD. Questo meccanismo non richiede un flusso di cassa separato «maternità» ma si integra nella normale gestione dei contributi previdenziali. La norma non specifica le modalità tecniche di imputazione contabile, che sono determinate dalla regolamentazione interna INPS e dalle istruzioni operative delle circolari periodiche.

Quando si applica

La norma si applica al settore del lavoro subordinato privato, coprendo tutte le tipologie di contratto a tempo indeterminato, determinato, part-time, a chiamata e di apprendistato. La copertura finanziaria vale per tutte le prestazioni del D.Lgs. 151/2001 destinate alle dipendenti private: congedo di maternità, congedo di paternità, congedo parentale, riposi e permessi. Le pubbliche amministrazioni seguono regole di finanziamento diverse, con copertura a carico dei bilanci delle singole amministrazioni. Le gestioni previdenziali separate — artigiani, commercianti, coltivatori diretti, gestione separata — hanno proprie regole di copertura finanziaria disciplinate dagli artt. 80-84 del medesimo decreto.

Confronto e norme correlate

L'art. 80 disciplina la copertura dell'assegno di maternità di base (bilancio dello Stato); l'art. 81 quella dell'assegno per lavori atipici (gestione separata INPS); gli artt. 82-84 coprono rispettivamente autonome, professioniste e collaboratrici. La struttura policentrica della copertura finanziaria — con fonti diverse per categorie diverse di lavoratrici — riflette la storica frammentazione del sistema previdenziale italiano, che ha sviluppato gestioni separate per ciascuna categoria lavorativa anziché un unico fondo universale. Questa frammentazione, pur complessa da gestire, garantisce che ciascuna categoria contribuisca al proprio sistema di protezione e che i saldi tra gestioni siano monitorabili separatamente.

Problemi applicativi

La norma non presenta problemi applicativi diretti per i soggetti privati (lavoratrici e datori). Il meccanismo del conguaglio contributivo funziona in modo automatico per i datori che siano in regola con i versamenti INPS. Un problema può emergere per i datori con posizione contributiva irregolare: chi non versa regolarmente i contributi al FPLD non può portare in conguaglio le indennità anticipate, creando una discrasia tra quanto erogato alle lavoratrici e quanto recuperabile dal fondo. La lavoratrice non subisce conseguenze (il suo diritto all'indennità è direttamente nei confronti del FPLD per le parti non anticipate), ma il datore inadempiente può subire sanzioni sia per l'omissione contributiva sia per l'eventuale mancata anticipazione dell'indennità. La questione della sostenibilità finanziaria del FPLD — che deve assorbire oneri crescenti man mano che si ampliano le tutele di maternità — è tema di politica previdenziale rilevante ma non di applicazione della singola norma. L'equilibrio attuariale del FPLD è monitorato dal nucleo di valutazione della spesa previdenziale e costituisce uno dei parametri chiave nelle discussioni sulle riforme pensionistiche.

Casi pratici

Caso 1: Chi paga l'indennità di maternità a Caia dipendente?

Caso 2: Lo sgravio dell'art. 78 a carico del FPLD

Caso 3: Settore pubblico: copertura diversa

Domande frequenti

Chi finanzia le indennità di maternità per i dipendenti privati?

Ai sensi dell'art. 79, gli oneri relativi al lavoro subordinato privato sono a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) dell'INPS, alimentato dai contributi di tutti i lavoratori e datori del settore privato. Il costo è quindi socializzato sull'intera collettività contributiva.

Il datore di lavoro sostiene direttamente il costo della maternità?

No. Il datore anticipa l'indennità di maternità alla lavoratrice, ma poi la recupera portandola in conguaglio con i contributi dovuti all'INPS. Il costo effettivo è a carico del FPLD. Lo sgravio dell'art. 78 riduce ulteriormente il costo netto per il datore.

L'art. 79 si applica anche al settore pubblico?

No. La norma riguarda il lavoro subordinato privato. Per le pubbliche amministrazioni, gli oneri di maternità e paternità sono coperti dai bilanci delle singole amministrazioni secondo regole proprie, non dal FPLD.

Perché è importante sapere quale fondo copre gli oneri di maternità?

Per gli operatori del settore è rilevante per la corretta imputazione contabile. Per le lavoratrici, sapere che il costo è socializzato spiega perché il sistema non penalizza il singolo datore per la maternità delle proprie dipendenti, riducendo il disincentivo alle assunzioni femminili.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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