Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 411 c.p.: Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere

    Art. 411 c.p.: Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere

    Art. 411 c.p. – Distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque distrugge, sopprime o sottrae un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri, è punito con la reclusione da due a sette anni.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso in cimiteri o in altri luoghi di sepoltura, di deposito o di custodia.

    Non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto.

    La dispersione delle ceneri non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi a un anno e con la multa da lire cinque milioni a lire venticinque milioni .

  • Articolo 412 Codice Penale: Occultamento di cadavere

    Articolo 412 Codice Penale: Occultamento di cadavere

    Art. 412 c.p. Occultamento di cadavere

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque occulta un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne nasconde le ceneri, è punito con la reclusione fino a tre anni.

  • Articolo 413 Codice Penale: Uso illegittimo di cadavere

    Articolo 413 Codice Penale: Uso illegittimo di cadavere

    Art. 413 c.p. – Uso illegittimo di cadavere

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque disseziona o altrimenti adopera un cadavere, o una parte di esso, a scopi scientifici o didattici, in casi non consentiti dalla legge, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire cinquemila.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso su un cadavere, o su una parte di esso, che il colpevole sappia essere stato da altri mutilato, occultato o sottratto.

  • Articolo 415 Codice Penale: Istigazione a disobbedire alle leggi.

    Articolo 415 Codice Penale: Istigazione a disobbedire alle leggi.

    Art. 415 c.p. – Istigazione a disobbedire alle leggi

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

    La pena è aumentata se il fatto è commesso all’interno di un istituto penitenziario ovvero a mezzo di scritti o comunicazioni diretti a persone detenute .

  • Articolo 416-bis Codice Penale: Associazioni di tipo mafioso anche straniere

    Articolo 416-bis Codice Penale: Associazioni di tipo mafioso anche straniere

    Art. 416-bis c.p. – Associazioni di tipo mafioso anche straniere Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione (da dieci a quindici anni

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Associazioni di tipo mafioso anche straniere Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da dieci a quindici anni .

    Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da dodici a diciotto anni .

    L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.

    Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da dodici a venti anni nei casi previsti dal primo comma e da quindici a ventisei anni nei casi previsti dal secondo comma.

    L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilità, per il conseguimento della finalità dell’associazione, di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.

    Se le attività economiche di cui gli associati intendono assumere o mantenere il controllo sono finanziate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto, o il profitto di delitti, le pene stabilite nei commi precedenti sono aumentate da un terzo alla metà.

    Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l’impiego. PERIODO ABROGATO DALLA L. 19 MARZO 1990, N.

    55.

    Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra, alla ’ndrangheta e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, anche straniere, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso.

  • Articolo 417 Codice Penale: Misura di sicurezza

    Articolo 417 Codice Penale: Misura di sicurezza

    Art. 417 c.p. – Misura di sicurezza

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nel caso di condanna per i delitti preveduti dai due articoli precedenti , è sempre ordinata una misura di sicurezza.

  • Art. 400 c.p. – Offesa per rifiuto di duello e incitamento al duello (abrogato)

    Art. 400 c.p. – Offesa per rifiuto di duello e incitamento al duello (abrogato)

    Art. 400 c.p. – Offesa per rifiuto di duello e incitamento al duello

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 25 giugno 1999, n. 205. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque pubblicamente offende una persona o la fa segno a pubblico disprezzo, perché essa o non ha sfidato o non ha accettato la sfida, o non si è battuta in duello, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire cinquecento a cinquemila.

    La stessa pena si applica a chi, facendo mostra del suo disprezzo, incita altri al duello

  • Articolo 402 Codice Penale: Vilipendio della religione dello Stato

    Articolo 402 Codice Penale: Vilipendio della religione dello Stato

    Art. 402 c.p. Vilipendio della religione dello Stato(1)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque pubblicamente vilipende la religione dello Stato è punito con la reclusione fino a un anno.

  • Art. 403 c.p.: Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone

    Art. 403 c.p.: Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone

    Art. 403 c.p. – Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.

    Si applica la multa da euro 2.000 a euro 6.000 a chi offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di un ministro del culto .

  • Art. 404 c.p.: Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose

    Art. 404 c.p.: Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose

    Art. 404 c.p. Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose(1)

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Chiunque, in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose, compiute in luogo privato da un ministro del culto, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni.

  • Art. 395 c.p. – Portatori di sfida (abrogato)

    Art. 395 c.p. – Portatori di sfida (abrogato)

    Art. 395 c.p. – Portatori di sfida

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 25 giugno 1999, n. 205.

  • Art. 396 c.p. – Uso delle armi in duello (abrogato)

    Art. 396 c.p. – Uso delle armi in duello (abrogato)

    Art. 396 c.p. – Uso delle armi in duello

    R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398 – Codice penale

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dalla L. 25 giugno 1999, n. 205. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    Chiunque fa uso delle armi in duello è punito, anche se non cagiona all’avversario una lesione personale, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire cinquecento a diecimila.

    Il duellante è punito: 1° con la reclusione fino a due anni, se dal fatto deriva all’avversario una lesione personale, grave o gravissima; 2° con la reclusione da uno a cinque anni, se dal fatto deriva la morte.

    Ai padrini o secondi e alle persone, che hanno agevolato il duello, si applica la multa da lire cinquecento a diecimila.

    Se padrini o secondi sono gli stessi portatori della sfida, non si applicano loro le disposizioni dell’

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