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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 26 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) è stato abrogato dal D.Lgs. 26 agosto 2016, n. 179, nell'ambito della riforma complessiva del CAD volta ad adeguare la disciplina italiana al Regolamento eIDAS (Reg. UE n. 910/2014). La disposizione originaria disciplinava aspetti relativi alla firma digitale e ai certificatori che, con l'entrata in vigore di eIDAS, sono stati ricondotti al quadro normativo europeo direttamente applicabile. Il Regolamento eIDAS ha introdotto un sistema uniforme di riconoscimento reciproco delle firme elettroniche qualificate in tutta l'Unione Europea, rendendo superflue alcune previsioni nazionali. La soppressione di questo articolo non lascia vuoti normativi: la materia è ora regolata dal combinato disposto del Regolamento eIDAS, delle Linee guida AgID e delle residue disposizioni del CAD riformato. Gli operatori interessati devono quindi fare riferimento alle fonti europee e alle norme nazionali di coordinamento tuttora vigenti.

Testo dell'articoloVigente

Art. 26 D.Lgs. 82/2005 CAD — Articolo abrogato

In vigore dal 01/01/2006

ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179

Commento

L'articolo 26 del CAD è stato soppresso con il D.Lgs. 179/2016, decreto attuativo della delega di cui alla legge 7 agosto 2015, n. 124 («legge Madia»), che ha disposto una revisione sistematica del Codice dell'Amministrazione Digitale per renderlo coerente con il Regolamento eIDAS. La norma abrogata si inseriva nel Capo II del Titolo II del CAD, dedicato alla firma digitale e agli altri strumenti di identificazione informatica, un settore in cui il legislatore europeo è progressivamente intervenuto con forza cogente.

Il Regolamento eIDAS (Reg. UE n. 910/2014), direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dal 1° luglio 2016, ha creato un quadro giuridico uniforme per i servizi fiduciari elettronici, le firme elettroniche, i sigilli, i timbri, l'autenticazione di siti web e la consegna elettronica raccomandata. Di conseguenza, molte disposizioni del CAD che disciplinavano aspetti ora coperti da eIDAS sono state abrogate per evitare duplicazioni o conflitti con la normativa sovraordinata europea.

Dal punto di vista applicativo, chi si trovi a esaminare contratti, atti amministrativi o documentazione tecnica riferita all'articolo 26 CAD nella sua versione storica deve verificare quale disposizione eIDAS o quale articolo del CAD riformato abbia assunto la funzione normativa corrispondente. L'AgID pubblica le Linee guida che raccordano il diritto interno con quello europeo, e il Registro di Supervisione dei Prestatori di Servizi Fiduciari Qualificati (TSL italiana) costituisce il punto di riferimento operativo per la verifica dello status dei certificatori.

Casi pratici

Caso 1: Verifica di un atto firmato digitalmente con riferimento normativo storico

Caso 2: Ricerca normativa per un progetto di digitalizzazione della PA

Domande frequenti

Perché l'articolo 26 CAD è stato abrogato?

È stato soppresso dal D.Lgs. 179/2016 in sede di riforma del CAD, per adeguare il diritto interno al Regolamento eIDAS (Reg. UE n. 910/2014), direttamente applicabile dal 1° luglio 2016. Le materie un tempo regolate dall'articolo 26 sono ora disciplinate dal quadro normativo europeo e dalle Linee guida AgID.

L'abrogazione crea un vuoto normativo per le firme elettroniche?

No. Il Regolamento eIDAS, applicabile direttamente in Italia, insieme alle Linee guida AgID e agli articoli del CAD rimasti in vigore garantisce una copertura normativa completa. Per le firme elettroniche qualificate il riferimento principale è l'allegato I di eIDAS e gli articoli 28 e seguenti del CAD.

Dove trovo la normativa attualmente applicabile in materia di firma digitale?

Le fonti principali sono: il Regolamento eIDAS (Reg. UE 910/2014), il CAD vigente (in particolare artt. 20-32-bis), le Linee guida AgID sulla formazione e gestione dei documenti informatici e la Trust Service Status List (TSL) italiana pubblicata da AgID.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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